fruit 24 pasta melanzane piccante

Tortiglioni con crema piccante di melanzane

Qualche tempo fa ho ricevuto una bella confezione di frutta e verdura da Fruit 24: conteneva tra le altre cose delle gustosissime melanzane lunghe, dolci e tenere.
Adorando la pasta con le verdure, ho subito pensato ad un piatto dal sapore piccantino, dal tipico mood autunnale e da servire come alternativa alla spaghettata di mezzanotte.
Prima della ricetta, vi descrivo questo interessante progetto con cui ho collaborato: l’obiettivo è quello di stimolare il consumo di frutta e verdura consapevole durante i vari momenti della giornata. Sapete vero che è consigliabile consumare un frutto a metà mattina o a metà pomeriggio, o comunque lontano dai pasti? E che l’abbinamento cereali e verdure è l’ideale per saziare con tanto gusto?
All’interno della giornata, gli ideatori del progetto hanno individuato 8 momenti:

h 07.00 Buongiorno freschezza
h 10.00 Fruit break
h 13.00 Pranzo in technicolor
h 16.00 La merenda
h 18.00 Happy fruit hour
h 20.00 Leccatevi i baffi
h 22.00 Spizzica e stuzzica
h 24.00 Spuntino di mezzanotte

Ecco allora che insieme ad altri food blogger ho ideato alcune ricette veloci, di stagione e facili da preparare con i prodotti forniti da Apo Conerpo, la più grande associazione italiana  che detiene la leadership nel settore dell’ortofrutta. Inoltre il progetto Fruit24 può contare sull’appoggio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentarie e Forestali e viene realizzata con il contributo dell’Unione Europea.

Ma veniamo al punto. Ecco la mia ricetta!

fruit 24 pasta melanzane piccante

TORTIGLIONI CON CREMA PICCANTE DI MELANZANE
( per due persone)

Ingredienti

160 gr tortiglioni o pasta corta

3 melanzane baby

2 cucchiai olio extravergine di oliva

1 cucchiaino peperoncino essiccato tritato

1/2 spicchio di aglio

prezzemolo tritato qb

Procedimento

  1. Portate a bollore una pentola con abbondante acqua salata.
  2. Sciacquate le melanzane, mondatele e tagliatele a rondelle di ca 1/2 cm di spessore.
  3. Schiacciate lo spicchio di aglio e fatelo rosolare nell’olio extravergine di oliva.
  4. Aggiungete il peperoncino e fate appassire, senza bruciare l’aglio.
  5. Aggiungete le melanzane e continuate la cottura mescolando per qualche minuto.
  6. Prelevatene la maggior parte e frullatele aiutandovi con l’acqua di cottura della pasta. Scolate la pasta al dente.
  7. Rimettete la crema nella padella, aggiungete la pasta e fate saltare. Unite le rondelle di melanzane lasciate intere.
  8. Impiattate e guarnite con il prezzemolo.

Per saperne di più sul progetto cliccate qui.

Per un’altra ricetta con i prodotti di Apo Conerpo, invece cliccate qui.

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busy day cake pesche vegana segale

Busy day cake con farina di segale e pesche

Lo ammetto: sono una fan sfegatata della busy day cake di Martha Stewart. L’ho provata nella sua versione base proposta sul blog dell’Araba Felice, ho sostituito l’acqua con il latte vaccino e con il caffè, l’ho utilizzata al posto del pandispagna per una farcita con panna e cioccolato, ho aggiunto le mele e la frutta secca.. e via dicendo.
E’ un dolce semplice e senza pretese che si ama o si odia.
E’ la tipica ricetta “senza”: senza lattosio, senza uova, senza lievito.
Si accompagna con the caldo e caffè lungo d’inverno, oppure con succo di frutta e gelato d’estate. Si puccia nel latte a colazione o se ne prende una fetta a merenda.
E’ pronta in un attimo e volendo potete mescolare tutto nella teglia dove si andrà a cuocerla.

E’ la mia ricetta jolly quando ho voglia di torta e in casa, come spesso capita, mi mancano gli ingredienti basilari come burro, uova e agente lievitante. Oppure quando ho mille pacchetti di farina aperti e ne ricavo una miscela sempre diversa.

In questo caso ho utilizzato la farina di segale aperta per il pane nero e una pesca ancora soda che era rimasta sola in frigorifero.

busy day cake pesche vegana segale

BUSY DAY CAKE CON FARINA DI SEGALE E PESCHE
( per una teglia rettangolare 20×26 cm)

Ingredienti

180 gr farina integrale di segale

70 gr farina tipo 0

120 ml bevanda di soia al cacao

80 gr zucchero di canna + 30 gr per spolverare

30 ml olio di semi

10 ml aceto di mele

3 gr bicarbonato uso alimentare

1 pesca non troppo matura

zucchero a velo a piacere

Procedimento

  1. Accendete il forno a 180°C. Foderate la teglia con carta forno.
  2. Sciacquate la pesca, tagliatela a quarti e ricavatene delle fette regolari.
  3. Riunite le farine in una ciotola con il bicarbonato e lo zucchero.
  4. Aggiungete a poco a poco la bevanda di soia e l’olio mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo.
  5. Per ultimo aggiungete l’aceto e mescolate brevemente con una spatola.
  6. Versate nella tortiera e guarnite con le fette di pesca. Spolverate con lo zucchero di canna e infornate per 30 minuti circa. Fate la prova stecchino.
  7. Una volta raffreddata, spolverate con zucchero a velo a piacere.

Consiglio:

per fare aderire meglio la carta forno alla teglia, spruzzatela leggermente con dell’acqua e premete sul fondo e sui lati.

salumificio pedrazzoli

Visita al salumificio Pedrazzoli: Ci vuole Passione!

Sulla linea di confine tra Lombardia ed Emilia Romagna, dove il terremoto del 2012 ha lasciato profonde ferite negli edifici e nelle persone, dove ancora si trovano tracce storiche della dominazione veneta, dove è possibile sentire l’influenza emiliana nel dialetto mantovano, l’agricoltura e l’allevamento giocano ancora un ruolo fondamentale. Sebbene l’autostrada permetta di accorciare il tragitto verso il Salumificio, noi abbiamo optato per la provinciale che permette di godere del panorama tardo estivo: i colori che ci scorrono davanti sono segno di una tradizione agricola che persiste, sanno di terra e di fatica, di levatacce all’alba e di notti sul trattore, di allevamenti e di legame con il territorio. Uscendo dalla strada principale costeggiamo un centro abitato e arriviamo nella strada che porta allo stabilimento di San Giovanni Del Dosso.

pedrazzoli salumificio maiali

Tra questi terreni sorge un edificio dal sapore moderno che custodisce una tradizione nata negli anni Cinquanta con Arnaldo Pedrazzoli e la sua famiglia. Il capostipite e i suoi tre figli, già figli di un norcino di quelli che andavano casa per casa nelle cascine a macellare i maiali, partendo da una piccola salumeria nella Bassa Mantovana hanno posto le basi per un’attività che ancora oggi continua da tre generazioni.

Oggi come allora, grande attenzione è rivolta alle materie prime: la filiera è chiusa e parte dalla coltivazione dei cereali utilizzati come foraggio, fino all’allevamento dei maiali ( classici e Nero di Parma sulle colline) in parte biologico e in parte convenzionale, per terminare con la trasformazione delle carni in salumi insaccati – salame, coppa, etc – , salati – prosciutto crudo, speck, etc – e cotti – prosciutto cotto, mortadella, etc. Per gli insaccati si utilizzano budelli naturali di varie dimensioni e si procede con la legatura a mano: le fasi più delicate della lavorazione sono affidate alla manualità di persone esperte che attorno ad un tavolo maneggiano con perizia spago e insaccati secondo un rito antico e collaudato.
I prodotti si spostano poi nelle celle di stagionatura e vengono appesi oppure racchiusi in apposite presse per rispondere alle esigenze del cliente. Infine, dopo una sciacquatura che permette di togliere la muffa dal budello e una porzionatura in base al mercato di destinazione finale, il prodotto viene etichettato e confezionato. Naturalmente per garantire la massima qualità, ogni fase dalla macellazione del maiale al confezionamento viene rigorosamente controllata e verificata. La qualità prima di tutto!
Piccola nota: accanto alla carne suina che costituisce il prodotto di punta, si sta cercando di rispondere oggi alla richiesta di prodotti sempre più light a base di tacchino e pollo.

Qualità che viene riconosciuta abbondantemente anche all’estero, dal Canada al Giappone, passando per Francia, Germania, Nord Europa dove il concetto di carne biologica ha preso molto più piede rispetto all’Italia e i prodotti gastronomici tradizionali sono molto apprezzati.

COLLAGE

Ad oggi i prodotti si suddividono in tre gamme: la classica con etichetta rossa, la Biologica PrimaVera con etichetta verde e la Q+ con etichetta bianca e nera. La prima offre prodotti di ottima qualità da allevamento convenzionale che vanno dai tipici, ai crudi, ai cotti fino alle confezioni delle ricorrenze ( come lo zampone); la PrimaVera si arricchisce anche dei preaffettati e delle specialità  ( come la Bresaola di Suino); la Q+ offre salumi ottenuti dal Nero di Parma ( come la Coppa alle erbe, lo Stinco cotto e il Lardo). Per chi avesse già avuto occasione di degustare prodotti a base di Nero di Parma, credetemi che la spesa vale sicuramente l’assaggio!

Durante la visita in azienda abbiamo anche notato una notevole attenzione verso una gestione razionale delle risorse energetiche e scelte basate sulla sostenibilità. Gran parte dell’energia utilizzata proviene dai pannelli solari installati sul tetto dello stabilimento, il packaging, gli stand per le fiere e parte del mobilio degli uffici sono ricavati da materiale riciclato ( carta, cartone e legno) e l’obiettivo ambizioso è quello di riuscire a ridurre al minimo gli sprechi in tutti i settori produttivi. Infine, molto importante è anche l’aspetto sociale con l’adesione al progetto ‘IoRicreo’ in collaborazione con la Cooperativa Arcobaleno per la produzione di borse di carta riciclata decorate dagli ospiti diversamente abili assistiti nel centro diurno.

Non mi rimane altro da fare che ringraziare per la pazienza e la disponibilità Chiara, Sara e Moreno e naturalmente i titolari per avermi concesso una visita.

Per maggiori informazioni sull’azienda e su dove poter acquistare/ degustare i loro prodotti:

Salumificio Pedrazzoli
Ristosalumeria a San Giovanni del Dosso ( Mn), Brescia e Milano

Sana 2017: the Language of natural

Il SANA è la manifestazione internazionale dedicata al biologico e al naturale che si tiene a Bologna nel mese di settembre.

Nei suoi 5 padiglioni estesi su 22.000 mq sono presenti oltre 900 aziende che spaziano dall’alimentazione biologica alla cura del corpo, passando per la novità di quest’anno: il green lifestyle. Al suo interno è possibile trovare ispirazione per l’arredo della casa o dei luoghi di lavoro, per i prodotti dedicati ai bambini e alle mom-to-be, per la cura degli animali domestici, per il tempo libero e per i viaggi. Il nuovo padiglione si pone quindi come punto di riferimento per gli appassionati che vogliono fare della sostenibilità il proprio stile di vita anche negli oggetti di uso quotidiano.

Numerose sono poi le occasioni di confronto e formazione per chi voglia approfondire la conoscenza del biologico, delle normative o avere un’idea dei numeri del bio in Italia e all’estero. Il settore è infatti in continua crescita con il passare degli anni, sfatando il mito che tutto si riduca ad una moda: l’Osservatorio Sana 2017 in collaborazione con Nomisma per la raccolta dati, Federbio e Assobio ha infatti confermato quanto rilevato dal SINAB per quel che riguarda le percentuali di frequent user. Quasi l’80% delle famiglie intervistate ha infatti ammesso di aver effettuato un acquisto bio negli ultimi 12 mesi, con un aumento di quasi il 30% rispetto a cinque anni fa.
Uno dei fattori che ha giocato a favore è sicuramente la possibilità di trovare prodotti biologici anche nella grande distribuzione, sebbene parte dei consumatori sia più propensa a rivolgersi a negozi specializzati o ai produttori stessi per la vendita diretta.

Molto interessante è la gamma dei prodotti offerti durante la manifestazione con la possibilità di acquistare non solo per gli operatori del settore, ma anche per i consumatori privati. I prezzi sono accessibili ed è comunque possibile assaggiare e farsi spiegare quale filosofia sta dietro al singolo prodotto.
Accanto alle catene più conosciute ( come Alce Nero, La finestra sul cielo, Lepo, L’erbolario etc) si trovano anche produttori di dimensioni più ridotte, che amano raccontare la loro storia e sono ben lieti di rispondere alle domande.

Il prezzo di ingresso favorisce sicuramente l’afflusso di visitatori. Si notano famiglie con bambini, commercianti alla ricerca di contatti, stranieri in esplorazione e semplicemente curiosi alla scoperta di nuovi prodotti. L’angolo editoria offre poi la possibilità di approfondire le tematiche presenti al Salone con libri, riviste e conferenze.

sana day 2017 prodotti biologico

Il SANA in pillole.

  • Cosa? E’ il salone internazionale del biologico e del naturale. Disposto su 5 padiglioni accoglie un’area dedicata all’alimentazione, una dedicata alla cura del corpo e la novità del green lifestyle.
  • Dove? A Bologna Fiere, raggiungibile facilmente con i mezzi pubblici dalla stazione Centrale e dal centro città.
  • Quando? Dall’8 all’11 settembre 2017.
  • Perché? Per approfondire le tematiche del biologico e del naturale, per parlare con i produttori, per partecipare a convegni e show cooking, per aprire la mente verso soluzioni sostenibili per il vivere quotidiano o per la propria impresa.
  • Come? L’ingresso è a prezzi popolari con ingresso ridotto grazie alle convenzioni. Consiglio il pass 4 giorni per sfruttare al meglio le iniziative dedicate nelle 6 aree tematiche: Sana Academy, Sana Novità, Sana Shop, Sana City, Sana Day e Veganfest.

Insalata di riso con lenticchie e pomodori

Sabato mattina sono andata al mercato contadino e mi sono trovata un attimo disorientata. Non andavo da tempo causa lavoro ( mio) e pausa estiva ( loro) e mi mancavano i colori e il rapporto con i produttori. E fin qui tutto bene.
Sapevo tramite mail che il contadino da cui mi rifornisco di frutta e verdura era stato un pochettino sfortunato per via del maltempo. Ma il suo banco era comunque ben fornito.
E proprio mentre ero in coda in attesa di ritirare la mia cassetta, mi è scappato l’occhio su alcuni prodotti: accanto ai tipici frutti estivi come il melone e l’anguria, già ho cominciato a vedere il cavolo nero e il cavolo cappuccio. Ho dovuto guardare due volte per essere sicura.
Insomma, l’estate volge al termine con le tavolate di piatti freddi che già fa capolino l’autunno con le zuppe.
Non so voi ma questo connubio mi crea instabilità.

Bancarella del fruttivendolo a parte, ho deciso anche io di giocare con i colori autunnali e un tipico frutto ( sapete che il pomodoro è un frutto, vero?!) da insalata.

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INSALATA DI RISO CON LENTICCHIE E POMODORI
( per 2 persone)

Ingredienti

120 gr riso originario

2 pomodori boccetta

3 cm porro ( parte bianca)

75 gr lenticchie grandi

1 cucchiaino raso paprika dolce

1 cucchiaino menta sbriciolata

1/2 cucchiaino zucchero semolato

8 – 10 pistacchi salati

brodo di verdura qb

olio extravergine di oliva qb

peperoncino secco qb

Procedimento

  1. Mettete in ammollo in acqua fredda le lenticchie per almeno 2 ore.
  2. Tagliate i pomodori a cubetti, riducete a rondelle il porro, sbriciolate i pistacchi. Riunite in una ciotola con lo zucchero, la menta, il peperoncino secco, olio evo qb e paprika. Mescolate e lasciate insaporire.
  3. Fate lessare le lenticchie nel brodo di verdura per circa 40 minuti. Quando mancheranno 15 minuti al termine, aggiungete il riso e portate a cottura.
  4. Scolate e conservate il brodo per altri utilizzi. Condite con il mix di pomodori e porro.
  5. Servite tiepido o freddo.

Consiglio:

se il porro crudo dovesse risultare pesante, potete sbollentarlo brevemente fino a che diventi tenero.
Non ho aggiunto volutamente il sale dato che i pistacchi già ne contenevano. Meglio limitarlo in favore delle spezie, ma regolatevi a vostro piacimento.

torta yogurt cacao zenzero

Torta integrale allo zenzero

In questi giorni mio marito è a casa. Sta approfittando degli ultimi giorni di ferie per sistemare alcune cose in casa: la credenza di qua, il mobile di là e un nuovo spazio per le gatte. Perché uno problemi di casa nostra è che la zona giorno è aperta e l’entrata dà proprio sulla nicchia dove sono ospitate ciotole e fontanella delle nostre bestioline.
Dopo vari tentativi, pare abbiamo trovato una soluzione. Sempre che alle Regine vada bene la nuova sistemazione s’intende.

Comunque, per premiarlo degli sforzi, ho preparato questa torta allo yogurt e zenzero: ho preferito utilizzare il gusto limone perché è il preferito dell’uomo di casa e si abbina perfettamente con lo zenzero. Subito pronta, facile da preparare.
Naturalmente potete personalizzarla a vostro piacimento sostituendo lo yogurt al limone con altro e la farina integrale con altra classica.

torta yogurt cacao zenzero

TORTA INTEGRALE ALLO ZENZERO
( per una teglia diam 23 cm)

Ingredienti

180 gr farina integrale

60 gr farina 0

125 gr yogurt al limone

1 uovo ( ca 60 gr)

80 gr zucchero di canna

8 gr lievito per dolci

40 ml olio di semi

60 ml latte

30 gr zenzero fresco

cacao amaro qb

Procedimento

  1. Sbucciate lo zenzero e tritatelo in un robot da cucina con due cucchiai da minestra di acqua fredda in modo da ottenere una poltiglia.
  2. Trasferitelo in un colino e pressate per eliminare il liquido. Tenete da parte.
  3. Foderate lo stampo con carta oleata. Accendete il forno a 180°C.
  4. Montate l’uovo con lo zucchero e aggiungete tutti gli altri ingredienti, tranne il cacao. Amalgamate con un cucchiaio di legno.
  5. Versate l’impasto nello stampo, livellate muovendo lo stampo.
  6. Aiutandovi con un setaccio, spolverate di cacao amaro.
  7. Infornate in forno già caldo per 35-40 minuti. Fate la prova stecchino.

Consiglio:

l’acqua scolata dallo zenzero potete utilizzarla per rendere speciale un tè freddo oppure come bevanda a sé, allungata e dolcificata a piacere.

pane al mais vegano integrale veloce

Pancarrè con farina di mais ( vegano)

Questo pane ha una consistenza rustica e si sbriciola facilmente. Non è il classico pancarrè soffice da sandwich.
Contiene farina di mais fioretto e farina integrale ed è ottimo abbinato con verdure grigliate, pomodorini confit o nella stagione più fredda da servire con le  zuppe. Tagliate le fette spesse almeno un dito, condite con un filo di olio e portate in tavola.
Si prepara in poco meno di due ore, non ha bisogno di essere impastato a lungo quindi potete tranquillamente prepararlo a metà mattina e lasciare che lavori da solo.
La bevanda al grano saraceno gli dona un retrogusto particolare, ma potete benissimo sostituirla con latte vaccino ( naturalmente non sarà più vegano) o altra bevanda non dolcificata a piacere.

pane al mais vegano integrale veloce

PANCARRE’ CON FARINA DI MAIS
( per uno stampo da plumcake 26×10 cm circa)

Ingredienti

100 gr farina di mais fioretto

350 gr farina integrale

50 gr farina 0

250 ml bevanda drink grano saraceno
( o altra non dolcificata)

65 ml olio extravergine di oliva

10 gr sale fino

4 gr malto d’orzo

6 gr lievito secco per pane

Procedimento

  1. Portate a temperatura ambiente la bevanda vegetale e scioglietevi il malto e il lievito secco. (Se fosse la stagione fredda, fate intiepidire leggermente sul fornello. ) Fate riposare qualche minuto.
  2. In una ciotola capiente o nella planetaria, setacciate la farina 0 e aggiungete la farina di mais e quella integrale.
  3. Unite tutti gli altri ingredienti e azionate la planetaria con gancio oppure impastate a mano fino a che sia tutto ben amalgamato. Il composto sarà grezzo ma malleabile.
  4. Formate un cilindro poco più corto dello stampo e incidete con una lametta tre tagli diagonali.
  5. Spostate l’impasto nello stampo, coprite e mettete a lievitare per 90 minuti, o fino a quasi il raddoppio.
  6. Portate il forno a 200°C e infornate per almeno un’ora. Quando sarà dorato, togliete dallo stampo e terminate la cottura per altri 10 minuti con forno leggermente aperto.

Consiglio:

Il tempo di cottura indicativo è 25 minuti ogni 250 gr di impasto, ma varia molto da forno a forno. Se siete nel dubbio, utilizzate un termometro a sonda e misurate la temperatura interna al cuore: deve essere attorno ai 96°C.