antipasti · Contorni

Cavolo cappuccio rosso in insalata

 

insalata cavolo cappuccio rosso e formaggella antica

Il cavolo cappuccio è un ortaggio sottovalutato: così colorato, ricco di preziose virtù e dalla lunga conservabilità si presta ad esser consumato crudo in insalata o cotto lessato oppure golosamente gratinato con besciamella e formaggio.
Vista la bella stagione ho preferito accostarlo a fettine di formaggella locale, rucola profumatissima e una salsa agrodolce allo yogurt e aneto. Per rendere il tutto ancora più particolare ho scelto uno yogurt compatto con latte di capra, mentre l’aneto aiuta la digestione e ha effetti depurativi e calmanti.
Il limone si sente abbastanza nella salsa, quindi se preferite potete diminuirne la quantità e regolarla a piacere.
La formaggella invece è prodotta con latte vaccino biologico crudo di mucca, nello specifico di razza ‘Rendena’, e venduta direttamente dal produttore al consumatore.
Da servire come contorno oppure come piatto unico, accompagnata a fette di pane casereccio o croccanti grissini.

CAVOLO CAPPUCCIO ROSSO IN INSALATA
( per due persone)

Ingredienti

200 gr cavolo cappuccio rosso

50 gr rucola fresca

70 gr formaggella Antica

mele essiccate qb

olio extravergine di oliva qb

sale qb

Per la salsa

50 gr yogurt bianco compatto

succo 1/2 limone ( ca 25 ml)

5 gr aneto secco

sale qb

Procedimento

  1. Preparate la salsa: mescolate in una ciotolina lo yogurt, il succo di limone, l’aneto e sale quanto basta. Coprite con pellicola e fate insaporire fino al momento di servire.
  2. Tagliate il cavolo cappuccio a fette alte circa 1/2 cm e poi a listelli.
  3. Sminuzzate grossolanamente la rucola a coltello.
  4. Riunite le verdure in una ciotola e conditele con olio e sale a piacere.
  5. Tagliate la formaggella a listelli.
  6. Servite disponendo gli ingredienti a strati e guarnendo con la salsa allo yogurt.

Consiglio:

la freschezza delle materie prime è essenziale in questo piatto, che nella sua semplicità tende ad esaltare i sapori ricchi degli ingredienti. Quindi, preferite un limone non trattato, un olio evo, uno yogurt non industriale e delle verdure freschissime: ne guadagnerete in sapore e proprietà benefiche!

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antipasti · senza glutine

Primo sale fritto

primo sale fritto

Da qualche tempo a questa parte, la spesa dei prodotti freschi la faccio quasi tutta al mercato.
Parlo con i produttori, assaggio, sento i profumi degli ortaggi e ascolto le loro storie: c’è l’ex macellaio che è diventato vegetariano e ora vende vino; c’è il produttore di olio che chiede consigli sull’etichetta delle conserve; c’è la ‘casara’ che lavora il latte di capra e poi viene a venderlo; c’è la ragazza che porta yogurt, formaggi e carne da una delle valli vicine.
Sabato proprio al suo banchetto ho trovato un primo sale che profumava di latte fresco e di tradizione, dal colore bianco e dalla consistenza morbida ma compatta.
Che farci? Dopo averne spiluccati alcuni bocconcini, sovrappensiero e con la mente che si lasciava guidare è arrivata l’ora dell’aperitivo e con lei un’idea veloce e sfiziosa.
Ho ricoperto i bocconcini con farina di mais e Grana Padano, che sanno tanto di pianura e rendono il tutto rustico e saporito. Una spolverata di sale e pepe e subito in tavola!

PRIMO SALE FRITTO
( per due persone)

Ingredienti

200 gr primo sale

60 gr Grana Padano grattugiato

120 gr farina di mais fine

latte qb

sale, pepe qb

olio per friggere

Procedimento

  1. Tagliate il primo sale a quadretti di 1 cm circa per lato.
  2. Riunite in un piatto fondo il formaggio grattugiato e la farina di mais. In una ciotolina versate il latte.
  3. Passate il primo sale nel latte e poi nella farina compattando bene ai lati.
  4. Friggete in abbondante olio caldo. Asciugate su carta paglia.
  5. Servite con sale e pepe a piacere.

primo sale fritto

Consiglio:

premete bene la panatura attorno ai bocconcini di formaggio, appiattendoli leggermente perché durante la frittura potrebbe tendere a staccarsi. Se volete una copertura più consistente potete passare il formaggio prima nell’uovo e poi nella farina con il Grana Padano.
Naturalmente sono da consumare subitissimo, appena scolati e asciugati su carta paglia.

secondi piatti

Roastbeef alla senape

roastbeef

Pare che la primavera sia alle porte. Dico pare perché negli ultimi giorni si sono alternati pomeriggi con temperature veramente gradevoli a piovaschi e nuvole minacciose.
Ma poco importa: io ho già preparato maglie a mezze maniche, pantaloni leggeri e ballerine colorate che fanno tanto passeggiate al parco.
Anche in cucina i piatti più sostanziosi, le vellutate e i sughi corposi stanno lasciando il posto a cibi da consumare anche freddi o tiepidi, magari in un panino da mangiare al parco durante la pausa pranzo.
Come questo roastbeef che richiede la cottura al forno, ma è ottimo in un panino con spinaci appena scottate e fondo di cottura.

ROASTBEEF ALLA SENAPE
( per 6-8 persone)

Ingredienti

1,2 Kg carne per roastbeef

300 ml vino rosso Cabernet

senape nera in semi

1/2 stecca di cannella

olio extravergine di oliva

Procedimento

  1. Legate il pezzo di carne oppure fatevelo legare dal macellaio.
  2. Riunite in una bacinella capiente la senape in abbondanza e la cannella spezzettata. Unite 50 ml ( mezzo bicchiere circa) di olio in modo da ottenere una marinatura.
  3. Ponete la carne nella bacinella e massaggiate con la marinatura in modo che ne vengano ricoperti tutti i lati.
  4. Fate riposare per 30 minuti circa.
  5. Nel frattempo, accendete il forno a 200°C.
  6. Scaldate per bene un tegame o una padella a bordo alto e fatevi rosolare la carne con tutta la marinatura in modo da sigillarne i bordi. Occorreranno circa 15-20 minuti.
  7. Trasferite la carne sulla griglia del forno avendo l’accortezza di porre una leccarda per raccogliere i liquidi.
  8. Fate cuocere in forno già caldo per 50 minuti circa bagnando di tanto in tanto con il vino e i liquidi che vanno colando durante la cottura.
  9. Togliete dal forno, coprite con stagnola in modo da conservare la carne morbida.
  10. Servite a piacere tiepido o freddo con patate al forno e insaporite con il fondo di cottura. Regolate di sale.

Consiglio:

potete servirlo freddo/ tiepido a fettine sottili oppure a fette più spesse tenendolo caldo. In entrambi i casi si accosta a patate al forno o spinaci fresche lessate per pochissimi minuti.

in giro per eventi

Cigoli, le vongole e il tartufo marzuolo

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Finalmente ho trovato un po’ di tempo per raccontare cosa è successo lo scorso fine settimana. Innanzitutto, ho trascorso un piacevolissimo fine settimana nella bella e accogliente Toscana, per la precisione tra San Miniato Alto e Cigoli: due perle attraversate dalla via Francigena, incastonate tra i colli nella piana dell’Arno.
Ci ero già stata una decina di anni fa e già allora ne ero rimasta affascinata; questa volta però non ero proprio turista ma co – protagonista di uno show cooking per decidere la vincitrice del contest Immagina .. il tartufo marzuolo.
Tra battute, aria festosa, rilassata e giocosa, la sfida è cominciata!

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In finale sono arrivate la mia zuppa di vongole e fagioli Pigna e il Baccalà sotto mentite spoglie di Tina: entrambe abbiamo puntato sul pesce, ma con due ricette completamente diverse! Molto semplice il mio piatto, gourmet e sfiziosa la sua composizione.
E curiosità: ci eravamo già ‘sfidate’ a distanza l’anno passato in un altro contest.
Per l’occasione tra i giudici c’erano anche altre due blogger che seguo da qualche tempo. Sara di Pixelicious e Shamira di Lovely cake, entrambe simpaticissime e di ottima compagnia! Eccole che assaggiano i nostri piatti prima di decidere quale si abbina meglio al tartufo marzuolo… Insieme a loro c’erano il giornalista Fabrizio Mandorlini, giornalista e vicepresidente dell’Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentare, Giampiero Montanelli in rappresentanza dei tartufai e addestratori di cani da tartufo e Alessandro Donati, il nostro punto di riferimento che ha fatto di tutto per metterci a nostro agio!

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E alla fine ha vinto meritatamente il baccalà di Tina: complimenti alla regina del tartufo marzuolo che si è portata a casa il primo premio! Non che io me ne sia andata a mani vuote, sia chiaro: lo spirito di accoglienza di questa zona aveva previsto anche un premio di consolazione più che gradito per la sottoscritta 😉

antipasti

Sfoglie di mais con ricotta e patè di olive

sfoglie maisQuesto weekend è stato molto impegnativo: sia dal punto di vista gastronomico, sia culturale visto che ho avuto la fortuna di essere ospitata a Cigoli per una sfida tra food blogger. Ho conosciuto Tina di Tartetatina, Sara di Pixelicious, Shamira di Lovely Cake e altre persone squisite e dal tipico calore toscano in quanto ad accoglienza e simpatia.
Ma di questa divertente esperienza ve ne parlerò nei prossimi giorni!

Ora, vado a sbrigare le faccende di inizio settimana mentre sgranocchio queste sfoglie di mais con ricotta e patè di olive gentilmente offerto da Simon!

SFOGLIE DI MAIS CON RICOTTA E PATE’ DI OLIVE
( per una teglia)

Ingredienti

120 gr farina di mais fine

80 gr farina integrale

25 gr sesamo

65 gr pasta madre di esubero

110 – 120 ml acqua

4 gr malto d’orzo

6gr sale fino

15 ml olio extravergine di oliva + altro per spennellare

patè di olive

ricotta vaccina

Procedimento

  1. Sciogliete la pasta madre in 100 ml di acqua tiepida con il malto d’orzo.
  2. Unite l’olio, le farine ed infine il sale.
  3. Impastate fino ad ottenere una palla: rimarrà grezza al tatto per via del tipo di farine utilizzate.
  4. Coprite e fate riposare per 30 minuti.
  5. Con l’aiuto del mattarello, stendete una sfoglia di circa 7-8 mm di spessore, cospargete di semi di sesamo e passate con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia alta circa 5 mm.
  6. Spennellate con dell’olio extravergine di oliva e ricavate dei cracker della dimensione desiderata: nel mio caso ho ottenuto dei quadrati/ rettangoli.
  7. Infornate a 180°C per 15 minuti o fino a che cominceranno a dorare.
  8. Fate raffreddare e guarnite con patè di olive e ricotta.

Consiglio:

io preferisco spalmare il patè di olive a contatto con la sfoglia croccante e finire con la ricotta in modo che la sapidità della salsa arrivi dopo, senza colpire al primo morso.

sfoglie mais poggioriotto

 

 

Dolci

Frollini al burro con farina di farro

frollini al burro con farina di farro

Pochi giorni fa sono stata ‘chef ospite’ al Carlo Magno, insieme ad altri 6 finalisti al concorso Chef per una notte. I nostri piatti, selezionati da una giuria tecnica di superesperti, sono entrati a far parte di un menù studiato dallo chef Maffioli e proposto ad una platea di circa 150 mangerecci invitati.
Oltre alla soddisfazione personale, l’emozione di conoscere chef stellati e di potermi confrontare con una brigata da cucina ha valso l’impegno di una giornata che non sembrava finire mai.
Tra un invitato e l’altro, un assaggio e due parole con gli altri concorrenti impegnati nel servizio, ho pure incontrato una persona che non vedevo da non ricordo nemmeno quanto tempo! E la coincidenza vuole che pure lei abbia la passione per il cibo e la mise en place, la buona cucina e la convivialità.
Dalle foto dei suoi tea party è venuta l’idea di fare questi frollini di frolla montata con farina di farro e zucchero di canna extra fine.

Io li ho accompagnati ad una tazza di delicato the verde in foglia.

FROLLINI AL BURRO CON FARINA DI FARRO
( per ca 70 pezzi)

Ingredienti

175 gr burro morbido ( 20°C – 22°C)

100 gr zucchero di canna extrafine

50 gr uovo ( 1 uovo)

250 gr farina di farro

scorza di limone a piacere

Procedimento

  1. Montate burro, scorza di limone e zucchero con una frusta o con la foglia.
  2. Quando la crema sarà ben formata, aggiungete l’uovo e fate assorbire.
  3. Setacciate la farina e incorporatela alla massa.
  4. Preparate un sac a poche e formate i frollini a ciambellina.
  5. Tenete in frigorifero per almeno 20 minuti, o più se il clima è caldo.
  6. Portate il forno a 180°C e fate cuocere per 12-15 minuti, o fino a che cominciano a dorare senza seccarsi.
  7. Fate intiepidire e staccate dalla teglia.

Consiglio:

in base alla qualità del burro, la frolla potrebbe presentarsi troppo morbida o troppo asciutta: nel primo caso tenete in frigorifero sia prima che dopo aver formato, proprio in casi estremi aggiungete la farina. Nel secondo caso invece potete aggiungere poco latte, giusto per rendere il composto adatto al sac a poche.

frollini al burro

Primi piatti

Zuppa di vongole e fagioli Pigna

zuppa di vongole

Pur essendo nata e cresciuta nella Bassa Bresciana, ho una predilezione inspiegabile per il pesce: e qui da me l’unico pesce ‘nostrano’ che valga la pena di essere chiamato tale è quello per la frittura di bose e aolette. Oppure le trote che vengono pescate nei fossi o durante le gare di pesca.. a cui io, confesso, ho partecipato fino alla fine delle scuole elementari! Una delle poche bambine tra tanti maschi.
Non che disdegni la carne sia chiaro, ma ad una bistecca al burro preferisco di gran lunga una bella fetta di pesce bianco con le olive e i pomodori.
E ho avuto la fortuna di incontrare una persona che la pensa come me, o meglio, che da carnivoro quale era, credo si sia egregiamente adattato a questa mia abitudine.
Così quando ho visto che era stato indetto il Contest del Tartufo Marzuolo non ho potuto far altro che immaginare una bella zuppetta di vongole e fagioli bianchi. Non sono fagioli qualunque ma i bianchi di Pigna, originari della zona di Bordighera e Ventimiglia, teneri dalla buccia sottile e dalla consistenza tenera e vellutata.
Vengono dalla Liguria che è terra di contrasti: ha il mare e i profumi del porto, ma anche dei meravigliosi borghi nell’entroterra; ha il caos dei turisti di San Remo e le falesie di Varigotti; ha il dialetto di Creuza de mä e la mondanità di Portofino..

E’ terra di contrasti come questo piatto che sa di terra e di mare.

Zuppa di vongole e fagioli Pigna
( per 6-8 persone)

Ingredienti

1 kg vongole veraci

70 ml Pignoletto

1 spicchio di aglio

80 gr fagioli Pigna

10 pistilli zafferano

750 ml brodo di verdura

olio extravergine di oliva qb

Procedimento

  1. La sera prima: mettete in ammollo i fagioli Pigna per almeno 12 ore – 18 ore.
  2. Scolate, sciacquate sotto acqua corrente, trasferite in una pentola di acqua fredda NON SALATA e portate a bollore. Contate 50 minuti da bollore.
  3. Tagliate l’aglio a fettine e mettetelo in una pentola capiente con il Pignoletto.
  4. Sciacquate le vongole e levate i gusci rotti.
  5. Fatele aprire nella pentola con il vino lasciando il coperchio chiuso fino a che si saranno aperte tutte. Buttate quelle chiuse. Fate intiepidire.
  6. Sgusciate metà vongole e tenete da parte.
  7. Fate tostare i pistilli di zafferano senza farli bruciare e polverizzateli con un batticarne.
  8. Prendete metà dei fagioli e frullateli con metà del brodo vegetale e l’aglio tolto dalle vongole.
  9. Riunite tutto il brodo e i fagioli in una pentola capiente, unite lo zafferano e portate a leggero bollore.
  10. Unite le vongole sgusciate e fate insaporire.
  11. Servite accompagnando con le vongole ancora intere e un filo di olio extravergine di oliva.

zuppa di vongole

Con questa ricetta partecipo al contest Immagina.. il Tartufo Marzuolo

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Primi piatti · Ricette vegetariane · Senza categoria

Pincinelle con esubero di pasta madre

pincinelleSe come me siete fan della pasta madre, saprete che a forza di rinfreschi a poco a poco la creatura prenderà possesso di vasetti e scodelline.
Nella bella stagione riesco a farla seccare per bene e la conservo per tempi di magra, ma spesso e volentieri l’esubero di trasforma in cracker, grissini e taralli da sgranocchiare sul lavoro. Ma di grissini in grissini il forno va che è una meraviglia..
Fortunatamente la tradizione culinaria regionale ci offre tanti spunti: le pincinelle ad esempio, tipiche marchigiane, sono fatte con un impasto simile al pane, staccate a piccoli tocchetti e lessate in acqua come se fossero una pasta asciutta.
Io le ho arricchite con farina di ceci, voi miscelate pure le farine che preferite.
Secondo me sono ottime anche nella minestrina, al posto di stelline e tempestine varie. Basta farle in formato mignon 😉
Noi le abbiamo condite semplicemente con burro fuso e salvia, semplici e veloci come vuole la tradizione.

PINCINELLE CON ESUBERO DI PASTA MADRE
( per 4 persone)

Ingredienti

100 gr lievito madre di esubero ( 1/3 acqua – 2/3 farina)

200 gr farina 0

50 gr farina di ceci

120 – 150 ml acqua

Procedimento

  1. In una ciotola capiente, fate sciogliere la pasta madre in metà acqua presa dal totale.
  2. Setacciate le farine e unitele alla pasta madre.
  3. Cominciate ad impastare unendo a poco a poco l’acqua rimasta: dovete ottenere una consistenza simile alla pasta di semola.
  4. Coprite e fate riposare 30 minuti.
  5. Riprendete l’impasto e ricavatene 4 cilindri spessi circa 3 cm.
  6. Con un tarocco ricavatene tanti piccoli bastoncini.
  7. Fate riposare fino al momento di cuocere.
  8. Lessate per 2 minuti in acqua bollente salata e condite a piacere.

Consiglio:

se la pasta madre fosse troppo acida, fate un rinfresco prima di impastare.
Le pincinelle appena formate sono simili a gnocchetti di pane e si comporteranno come tali venendo a galla quando sono cotte; se le fate riposare invece saranno più leggere e avranno bisogno giusto di una breve lessatura.

 

 

antipasti · vegetariane

Salse da picnic

salsa ai pomodori secchi e salsa all'uovo

Oggi vi scrivo di salse e di creme, e di come uscita da lavoro alle 11, non riesco comunque a pranzare ad un orario decente!
Vi scrivo di casalinghe indaffarate che non stanno ferme un attimo,
di lavoratrici che pensano alla spesa mentre registrano fatture in ufficio,
di insegnanti che mannaggia-ma-questi-ragazzi-una-famiglia-non-l’hanno?,
di donne che combattono e di donne che soccombono.
Di contrasti e di forza della Natura, di cucina e di carriera precaria.
Vi parlo di queste scodelline di cremoso contenuto, colorate e stuzzicanti, da spalmare su una fetta di pane fatto in casa;
da usare come farcitura di un panino al posto della classica maionese.
Sono semplici e veloci da preparare, anche per ospiti inattesi o per un premio a fine giornata. Perché è stata una bella giornata, perché a lavoro è andato tutto bene o perché il nostro compagno/ marito non c’è e ci permettiamo di spiluccare sul divano, a piedi scalzi avvolte nella felpa che non fa certo Donna di mondo ma è di un gran comodo!
La crema di uovo è dolce e spumosa, dal retrogusto di frutta secca con l’olio alle nocciole;
la salsa di pomodori secchi è invece più decisa e dal sapore persistente.

SALSA ALL’UOVO SODO
( per 2-3 persone)

Ingredienti

1 uovo medio

6 ml olio di nocciole ( ca 1 cucchiano da caffè)

15 ml olio di oliva

sale qb

  1. Immergete l’uovo in un pentolino abbondante di acqua a temperatura ambiente.
  2. Fate bollire per 10 minuti.
  3. Togliete dal fuoco, mettete in acqua fredda per qualche minuto e sgusciate.
  4. Frullate tutti gli ingredienti regolando di sale.

salsa all'uovo

CREMA AI POMODORI SECCHI
(per 2-3 persone)

Ingredienti

10 gr pomodori ciliegino essiccati

100 gr yogurt bianco compatto

acqua qb

  1. Mettete in ammollo i pomodori secchi in abbondante acqua tiepida per 20 – 30 minuti.
  2. Scolateli e tritateli grossolanamente a coltello.
  3. Versate lo yogurt in una brocca da mixer.
  4. Unite i pomodori e frullate.
  5. Se necessario, unite dell’acqua fino ad ottenere una crema liscia.

Servite guarnendo a piacere.

salsa ai pomodori secchi

Consiglio:

io ho utilizzato dell’olio di nocciole miscelato con olio di oliva, ma se volete potete usare ciò che preferite.

 “Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara “Di cucina in cucina”, ospitato dal  blog “Shake your Free Life” a tema Un pic nic tra amici

contest-di-cucina-in-cucina

 

antipasti

Tortino di cous cous

tortino cous cous

Il cous cous è una preparazione molto versatile, che si presta sia per dolci che per piatti salati.
Ne ho mangiata una versione con carne e verdure cucinata come vuole la tradizione marocchina: era la fine del mondo credetemi! E ne è valsa la pena di aspettare tutte quelle ore, sentendo il profumo avvolgente che proveniva dalla cucina..
Io non sono ancora così brava da ripeterla a casa mia, ma vi suggerisco una ricetta veloce e saporita da condire che dell’ottimo olio extravergine di oliva del Garda.
Ho lasciato che il cous cous diventasse molto più morbido di quanto ci fosse scritto sulla scatola, in modo che tenesse bene il ripieno e la forma.
Se non trovate la senape nera potete benissimo sostituirla con altro.

TORTINO DI COUS COUS
( per 2 persone)

Ingredienti

50 gr cous cous precotto

150 ml acqua

5 gr semi senape nera

100 gr patate

40 gr taleggio

1 cucchiaio prezzemolo tritato

20 ml olio evo DOP + qb per il cous cous

Procedimento

  1. Portate l’acqua a leggera bollitura. Versatela sul cous cous, coprite con un piatto e fate riposare fino a che sia tutta assorbita.
  2. Pelate le patate, tagliatele a quarti e fatele bollire in acqua leggermente salata per 10 – 12 minuti in modo che siano ben tenere.
  3. Scolatele, schiacciatele ancora calde in una ciotola con i semi di senape.
  4. Tagliate il taleggio piccoli pezzi. Aggiungetelo alle patate e mescolate fino a che si formi un composto omogeneo e il formaggio sia ben distribuito.
  5. Tenete da parte al caldo.
  6. Condite il cous cous con un filo di olio evo.
  7. Foderate 2 stampini da muffin con della pellicola per alimenti.
  8. Distribuite il cous cous premendo bene sul fondo e sulle pareti: dovrete ottenere una forma cava.
  9. Farcite con l’impasto di patate e chiudete con il cous cous rimasto chiudendo bene. Fate intiepidire.
  10. Preparate una salsina mescolando il prezzemolo con l’olio evo.
  11. Poco prima di servire sformate il tortino su un piatto da portata e condite con la salsa.

Consiglio:

io ho preferito consumarlo tiepido – quasi freddo perché fossero esaltati tutti i sapori. Con il calore il sapore intenso del taleggio avrebbe coperto tutto il resto.

tortino cous cous