babaganoush 'ndujetta

Babaganoush con ‘ndujetta

La melanzana è per me una manna dal cielo. Riuscirei a mangiarmene una intera, grigliata a fettine con del pane e un goccio di olio extravergine di oliva.
Non la passo con il sale perché le qualità vendute oggi hanno perso gran parte del retrogusto amarognolo delle loro antenate; lascio la buccia che dà quella resistenza in più nel morso; la condisco con il minimo indispensabile per esaltare il sapore ricco e vagamente piccante.
Nel web si trovano ricette a bizzeffe, ma una mi ha sempre ispirata: il caviale di melanzane o babaganoush nella versione originale.

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E’ una specialità mediorientale a base di melanzana, tahina, aglio e spezie – solitamente il coriandolo, la paprika e il cumino – che viene servita con un filo di olio ad accompagnamento di pita e verdure.
Nella sua semplicità, si presta ad essere abbinata anche ad alcune salse della nostra tradizione culinaria come la salsa verde al prezzemolo o quelle a base di verdure.
Essendo una crema molto mediterranea, io ho preferito spennellarla con un generoso cucchiaio di ‘Ndujetta, che ha la stessa origine della più conosciuta ‘nduja, ma è a base di pomodori secchi, peperoncino, olive, melanzane e cipolla rossa di Tropea.
Credetemi che si abbina egregiamente!
Il procedimento per il babaganoush è semplice e non richiede particolari abilità. Io ho preso come riferimento la ricetta di Labna, ma ne esistono innumerevoli versioni.

BABAGANOUSH CON ‘NDUJETTA
( per una ciotolina – 2/3 persone)

Ingredienti

1 melanzana media

1 spicchio di aglio

1 cucchiaio di tahina

scorza e succo di 1/2 limone

olio extravergine di oliva qb

‘Ndujetta qb

paprika piccante qb

Procedimento

  1. Lavate la melanzana sotto acqua corrente, bucherellatela da tutti i lati e avvolgetela in carta alluminio. Infornate a 200°C per 1 ora. Fate intiepidire.
  2. Togliete l’anima all’aglio, tritatelo grossolanamente. Stemperate la tahina con il succo di limone e un cucchiaio di olio evo.
  3. Quando la melanzana sarà maneggiabile, togliete la buccia e unite la polpa agli altri ingredienti tranne la ‘ndujetta. Lavorate con una forchetta fino ad ottenere un composto grossolano ma omogeneo.
  4. Distribuite nella ciotola di servizio e condite con la ‘ndujetta.
    Accompagnate con cubetti di pane o la pita, e verdure fresche.

Consiglio:

la tahina è una crema di sesamo molto diffusa in Medio Oriente. La potete trovare facilmente nel reparto dedicato dei principali supermercati o nelle botteghe etniche.
Se preferite, potete sostituirla con una purea di ceci: il sapore chiaramente cambierà, ma per chi non se la sente di sperimentare troppo è una valida alternativa.

'ndujetta

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panna cotta rosmarino pesca

Panna cotta al limone con pesche al rosmarino

Il rosmarinus officinalis, o semplicemente rosmarino, è un arbusto conosciuto ai più come ingrediente della focaccia, delle patate al forno o degli arrosti.
Cresce in cespugli molto ramificati con fiori di colore variabile tra azzurro, violetto o rosa ed emana un profumo molto intenso e gradevole. Diffuso soprattutto nella macchia mediterranea, non disdegna però anche le zone più interne come la campagna o la collina fino a circa 800 m slm.
In base al terreno su cui cresce, può acquistare sfumature olfattive differenti: provate ad annusare il rosmarino della Calabria e quello della Lombardia. Tutta un’altra storia.
E fidatevi di una che nell’orto di casa l’ha sempre avuto.

panna cotta rosmarino pesca

Grazie alla sua versatilità, il rosmarino può essere aggiunto a preparazioni salate o accostato a sapori agrumati e fruttati.
Ne ‘La grammatica dei sapori’, viene inserito nella categoria ‘di rovo e di siepe’ insieme a salvia, ginepro, timo, menta, ribes nero e mora di rovo.

Il rosmarino ha sentori di eucalipto simili a quelli della salvia, sebbene contenga più note di pino e fiori e sia più dolce…. Il rosmarino ha un ottimo sapore anche quando è essiccato, ma assume il classico gusto di fieno che hanno tutte le erbe aromatiche secche… Partner classico per agnello e formaggio di capra, garantisce anche alcuni accostamenti eccellenti con i dolci di cioccolato, arancia e limone.

[La grammatica dei sapori e delle loro infinite combinazioni – N. Segnit]

Provate ad aprire una busta di rosmarino essiccato a spighette direttamente inviato dalla Calabria, e ditemi se non siete d’accordo con l’autrice.
Per onorare la mia bibbia dei sapori, l’ho accostato al limone di Amalfi che richiama i profumi del Mediterraneo e ad una pesca soda e non troppo matura, leggermente acidula. Il tutto a coronare una semplice panna cotta fatta in casa.

PANNA COTTA AL LIMONE CON PESCHE AL ROSMARINO
( per due persone)

Ingredienti

200 ml panna per dolci

3 gr agar agar in polvere

1 pesca media

1 gr malto in polvere ( oppure un cucchiaino scarso in sciroppo)

20 ml succo alla pesca ( 1 cucchiaio da minestra colmo)

rosmarino essiccato a spighette qb

scorza di limone qb

alchermes qb

Procedimento

  1. Preparate due stampini di alluminio per budino, spennellateli con l’alchermes.
  2. Versate la panna – tranne due cucchiai – in un pentolino, aggiungete la scorza di limone e fate intiepidire. Aggiungete il malto.
  3. Nella panna fredda tenuta da parte stemperate l’agar agar. Unitelo alla panna e fate sobbollire a fiamma bassa per 5 minuti. Tenete mescolato.
  4. Preparate gli stampini e versatevi la panna calda facendola passare da un colino. Fate raffreddare.
  5. Tagliate la pesca a piccoli pezzi e fatela marinare con il succo e il rosmarino essiccato a spighette: essendo molto aromatico, regolatevi a piacere. Tenete da parte mescolando di tanto in tanto.
  6. Poco prima di servire, rovesciate delicatamente la panna cotta nel piatto e guarnite con la pesca.

Consiglio:

come dolcificante ho scelto il malto perché ha una nota amarognola e caramellata. In base al tipo di panna che andrete a scegliere, potrà variare la quantità da aggiungere. Nel mio caso era una panna senza lattosio già di per sé dolce.
L’alchermes serve per dare un tocco di colore e per favorire il distacco dallo stampino. Se volete potete ometterlo, prestando attenzione a quando rovesciate il dolce.

panna cotta rosmarino pesca

Fonte:

sardegnaambiente.it

budino riso carrefour

Budino di riso con cioccolato e pistacchi salati

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di prender parte ad una raccolta di ricette create ad hoc per l’evento #centosfumaturediriso della catena Carrefour, che si terrà Giovedì 7 Giugno a Chieri ( To).
In occasione della 20^ edizione del Sentiero dei sapori, presso il punto vendita sarà possibile degustare piatti regionali, partecipare alla risottata e assistere ad un talk-food sul tema del riso. Per i più piccoli è previsto anche un laboratorio nel pomeriggio. Per completezza, eccovi la locandina 🙂

carrefour ricettario foodies riso

Detto ciò, ovviamente come ingrediente base mi era stato abbinato il riso, che guarda caso è uno dei leit motiv della mia cucina! Lo preparo spesso, in versione salata o dolce, sotto forma di risotto, di insalata colorata ( visto che si avvicina l’estate!) o cotto nel latte con l’aggiunta di cannella, miele, cioccolato e quant’altro la mia dispensa proponga.
In questo caso nello specifico la qualità scelta per la ricetta è Carnaroli, tra le più conosciute e versatili: il chicco è sodo, selezionato per tenere la cottura, ideale per i primi piatti o per le preparazioni che richiedano cottura lenta.
Io ne ho preparato una versione a bicchiere con scaglie di cioccolato fondente e pistacchi salati: il gioco di contrasti cremoso-croccante, dolce-salato ne fa un dessert semplice ma davvero gustoso.

Qui trovate il video passo passo della ricetta!

BUDINO DI RISO CON CIOCCOLATO E PISTACCHI SALATI
( per 4 persone – tempo preparazione: 30 minuti)

Ingredienti

600 ml latte intero

160 gr riso Carnaroli Demichelis

50 gr miele Millefiori

1 bacca di vaniglia

100 gr cioccolato fondente

40 gr pistacchi salati da sgusciare

Procedimento

  1. Versate il latte in un pentolino, unitevi la bacca di vaniglia incisa nel mezzo e ponete su fuoco basso. Quando sarà intiepidito, scioglietevi il miele e portate a leggero bollore.
  2. Unite il riso e fate cuocere per 18 minuti mescolando di tanto in tanto.
  3. Aprite i pistacchi salati, tenetene da parte una manciata e tritateli grossolanamente a coltello. Fate la stessa cosa con il cioccolato.
  4. Prelevate un cucchiaio raso di scaglie di cioccolato e fatele sciogliere a bagnomaria. Unite i pistacchi tenuti da parte, immergeteli nel cioccolato fuso e fateli raffreddare su carta forno.
  5. Quando il riso sarà morbido e cremoso, togliete dal fuoco, fate intiepidire e disponete nel contenitore da portata: alternate gli strati di riso a quelli di pistacchi e cioccolato terminando con i pistacchi pralinati.
    Servite freddo o appena tiepido.Consiglio:
    premete bene il riso nel bicchiere – o nel vasetto della yogurtiera come ho fatto io! – ma senza compattarlo troppo: i chicchi si devono sentire, non diventare un mappazzone uniforme.
     

    budino di riso carrefour pistacchi cioccolato

crema barbabietola asparagi

Crema di barbabietola con asparagi fritti

Con la bella stagione mi piace portare un po’ di colore sulla tavola.
Ho approfittato di questi piatti nuovi che mi ha regalato mia sorella per servire una crema fredda di barbabietola e asparagi fritti.
Per la precisione, degli asparagi ho messo solo i gambi che di solito vengono buttati perché sono duri o coriacei: ho preso solo la parte verde togliendo quella bianca legnosa, ho tagliato a rondelle sottili e fritto in olio piccante.
Poi ho aggiunto dei crostini fritti nello stesso olio a dare la parte croccante.
Se volete renderla vegana, potete sostituire il latte con una bevanda vegetale non zuccherata oppure con l’acqua di cottura delle barbabietole e l’aggiunta di crema di riso o di avena ( o perderà troppo di consistenza).
Volendo potete preparare le rape in anticipo, frullarle e aggiungere il latte, gli asparagi e i crostini un attimo prima di servire.

crema barbabietola asparagi

CREMA DI BARBABIETOLA CON ASPARAGI FRITTI
( per due persone)

Ingredienti

100 gr barbabietola rossa

40 gr fondi di asparagi ( gambi)

80 ml latte

pane secco

olio extravergine di oliva, sale, peperoncino, rosmarino, zenzero in polvere qb

Procedimento

  1. Pelate la barbabietola e tagliatela a grossi pezzi. Fatela lessare in abbondante acqua non salata per circa 15 minuti o fino a che sarà tenera.
  2. Mondate i gambi degli asparagi dalle parti più coriacee e tagliatele a rondelle sottili.
  3. Versate parte dell’olio piccante in una padella in modo che le rondelle possano risultare coperte. Fatelo scaldare e friggete gli asparagi. Scolate su carta paglia e tenete da parte.
  4. Tagliate a cubetti il pane. Aggiungete all’olio il rosmarino tritato, rosolate il pane fino a doratura e tenete da parte.
  5. Frullate la barbabietola con il latte e lo zenzero in polvere. Regolate di sale.
  6. Versate la crema nei piatti da portata, guarnite con gli asparagi e i crostini.
    Servite fredda o tiepida.

 

lassi pepe nero garam masala bulbul sharma

Lassi mandorle e pepe nero

Il lassi è una bevanda dissetante e gustosa di origine indiana, adatta sia a gli adulti sia ai bambini. Può essere arricchito con spezie, frutta secca, sciroppo, panna  e latte a piacere.
Dato che l’ingrediente base è lo yogurt, il lassi ne possiede tutte le proprietà: vitamine, fermenti lattici, calcio e ferro. Importantissimi in qualunque fascia d’età!
C’è chi dice di berlo con l’aggiunta di ghiaccio, e c’è invece chi dice di non berlo troppo freddo. In particolare, la medicina ayurvedica consiglia di consumarlo a temperatura gradevole ed equilibrata, a piccoli sorsi in modo da mantenere in equilibrio il nostro organismo.
Ne esistono naturalmente diverse versioni, vi lascio la mia ispirata al libro ‘Garam Masala’ di Bulbul Sharma. In questo racconto, Nanni prepara il lassi per il marito e si lascia andare ai ricordi: dal matrimonio felice alla realtà in cui tenta di avvelenare il marito ingozzandolo con mille manicaretti…. come è dovere di una moglie amorevole e devota! – Il mondo è bello perché è vario, mi vien da dire –

“Nanni affettò finemente le mandorle, insieme al pepe nero, in un altro bicchiere di lassi e lo versò in un bicchiere più alto per farlo montare. Con i braccialetti che tintinnavano si ricordò come a lui piaceva guardarla mentre lo preparava…. Harish beveva il lassi rumorosamente, lo tracannava con la gola che andava su e giù come quella di una rana. Non era stato sempre così. Quand’era giovane aveva uno sguardo timido e le teneva la mano sul cuore quando dormivano. “

lassi pepe nero garam masala bulbul sharma

LASSI AL PEPE NERO E MANDORLE
( per 2 bicchieri)

Ingredienti

125 gr yogurt bianco (o alla frutta non zuccherato)

8-10 mandorle non pelate

1 cucchiaio da tavola di sciroppo alla menta ( fatto in casa, non di quelli verdi fluorescenti del supermercato per pietà!)

1 – 2 tazzine di latte freddo

1/2 cucchiaino raso pepe nero in polvere

1/2 cucchiaino raso curcuma in polvere

Procedimento

  1. Tostate leggermente le mandorle su una piastra ben calda e tenete da parte.
  2. In un boccale alto montate lo yogurt con lo sciroppo e unite a poco a poco il latte ben freddo: potete usare un frullino a mano di quelli che si utilizzano per la schiuma del latte oppure una piccola frusta. A piacere aggiustate di zucchero.
  3. Versate lo yogurt nei bicchieri e guarnite con le spezie e le mandorle tritate.
    Servite freddo ma non troppo.
polpette vegane capuliato spinaci

Polpette alle spinaci e patate ( vegane)

Questa mattina ho letto un articolo molto interessante sul sito di Runtastic.
Non che io sia fanatica dell’attività fisica, ma cerco di muovermi il più possibile, di fare passeggiate tra i campi – visto che abito in campagna –  e di mangiare sano ed equilibrato per quanto mi sia possibile.
L’articolo in questione parla di alcune buone ragioni per eliminare lo zucchero dalla nostra dieta , o quanto meno limitarlo alle eccezioni.
Facile direte voi: basta eliminare i dolci e le bevande zuccherate. Ma qui casca l’asino. Buttando l’occhio sulle etichette dei prodotti in salamoia, salati, salse ci si accorge che lo zucchero è praticamente nella maggior parte dei cibi che consumiamo.
Per capirci, anche i legumi in lattina; il mio adorato riso alla giapponese; l’aceto balsamico non DOP; i prodotti da forno salati; i cibi pronti panati. Solo per citarne alcuni. E naturalmente il cioccolato, la frutta, i cereali da colazione.

Premesso questo, mi sono imposta di prestare ancora più attenzione a ciò che metto in tavola. A partire da queste polpette ottenute con verdure del mercato, farina di ceci e bevanda vegetale al naturale.

polpette vegane capuliato spinaci

POLPETTE ALLE SPINACI E PATATE
( per 10 – 12 pezzi)

Ingredienti

250 gr patate

15 – 20 gr capuliato Bio

140 gr di carote

50 gr spinaci fresche

15 gr semi di lino

origano, timo, rosmarino a piacere

farina di ceci qb

bevanda vegetale ( preferibilmente soia o avena) qb

olio extravergine di oliva qb

Procedimento

  1. Sciacquate le patate e tagliatele in due senza levare la buccia. Pelate le carote. Fate lessare per 15 – 20 minuti in acqua non salata: le patate devono risultare morbide.
  2. Quando saranno cotte, togliete con cautela la buccia alle patate. Riducete ad una purea grossolana aiutandovi con una forchetta. Tenete da parte.
  3. Sciacquate le spinaci sotto acqua corrente e – senza strizzarle – fatele cuocere per pochi minuti in un pentolino senza aggiungere altro: devono solo ammorbidirsi.
  4. Fate tostare i semi di lino su una piastra rovente. Sminuzzate ulteriormente il capuliato e le spinaci cotte.
  5. Riunite le verdure, i semi e il capuliato in una ciotola. Amalgamate con una forchetta e aggiungete le erbe aromatiche a piacere. Se fosse troppo farinoso, potete aggiungere un goccio di bevanda vegetale.
  6. Preparate tre piatti fondi: in uno versate un poco di bevanda di soia/ avena, negli altri due la farina di ceci. Prelevate una piccola porzione di impasto di verdura e formate una pallina grande come una palla da ping pong. Pressatela leggermente. Passatela nella farina di ceci, poi nella bevanda ed ancora nella farina. Disponete su un vassoio o una teglia coperta di carta forno e continuate fino ad esaurimento dell’impasto.
  7. Ora se decidete di congelare le polpette, avvolgete il vassoio con abbondante pellicola per alimenti, lasciate in congelatore per un paio di ore e poi trasferite in sacchetti adatti all’uso.
    Se invece volete cuocerle subito, scaldate il forno a 200°C, rivestite una teglia di carta oleata, spennellate le polpette di olio extravergine di oliva e fate cuocere per 10 minuti circa voltando una volta sola, o fino a doratura.
  8. Servite calde o tiepide come contorno o come leggero secondo.

Consiglio:

personalmente preferisco la cottura in forno perché le polpette rimangono piuttosto morbide e in padella rischierebbero di rompersi.
Non ho aggiunto sale perché il capuliato è già di per sé molto sapido: regolatevi a piacere.

insalata cavolo cappuccio vegetariana aneto finocchio

Insalata aromatica di cavolo cappuccio e lenticchie

Le insalatone sono il mio salva pranzo.
Si preparano in poco tempo, sono saporite e non ce n’è una uguale all’altra.
Uno dei miei abbinamenti preferiti è quello verdure – formaggio – frutta, con tanti aromi e spezie per limitare l’aggiunta di sale.
Questa in particolare è un mix di stagioni, come lo è questo marzo ancora freddino ma con i primi germogli fioriti.
La base di frutta e verdura si può preparare anche la sera prima in modo che si insaporisca, così come la robiola con la senape. Le lenticchie possono essere quelle avanzate da un pasto precedente.
Sbizzarritevi con l’aggiunta di ciò che più vi piace, arricchitela con profumi del vostro orto e mescolate i colori per renderlo ancora più allegro.

insalata cavolo cappuccio vegetariana aneto finocchio

INSALATA AROMATICA DI CAVOLO CAPPUCCIO E LENTICCHIE
( per due persone)

Ingredienti

80 gr lenticchie piccole

1 foglia grande di cavolo cappuccio ( ca 75 gr)

1 pera abate media

1 fetta di zenzero fresco

1 finocchio

40 ml olio extravergine di oliva

20 ml aceto di riso

1 cucchiaino timo tritato

100 gr robiola

1 cucchiaino semi di senape nera

sale, aneto, peperoncino qb

Procedimento

  1. Mettete le lenticchie in acqua fredda, completamente coperte, fate lessare per 30 minuti circa.
  2. Nel frattempo, sminuzzate il cavolo cappuccio ( per aiutarvi potete dividere in due e arrotolare su se stessa ciascuna foglia), tagliate a fette sottili il finocchio eliminando le parti più dure ma tenendo da parte il ciuffo verde. Lavate la pera, mondatela e tagliate a fette. Tritate lo zenzero finemente.
  3. Riunite le verdure e la pera in una ciotola, condite con aceto, sale, aneto, timo e olio. Mescolate e lasciate riposare.
  4. In una ciotola lavorate la robiola con la senape e tenete da parte. Scolate le lenticchie e conditele con peperoncino e un filo di olio extravergine di oliva.
  5. Al momento di servire, distribuite l’insalata alla base, le lenticchie tiepide, il formaggio e i ciuffi di finocchio. Accompagnate con fette di pane tostato.