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Torta integrale allo zenzero

torta yogurt cacao zenzero

In questi giorni mio marito è a casa. Sta approfittando degli ultimi giorni di ferie per sistemare alcune cose in casa: la credenza di qua, il mobile di là e un nuovo spazio per le gatte. Perché uno problemi di casa nostra è che la zona giorno è aperta e l’entrata dà proprio sulla nicchia dove sono ospitate ciotole e fontanella delle nostre bestioline.
Dopo vari tentativi, pare abbiamo trovato una soluzione. Sempre che alle Regine vada bene la nuova sistemazione s’intende.

Comunque, per premiarlo degli sforzi, ho preparato questa torta allo yogurt e zenzero: ho preferito utilizzare il gusto limone perché è il preferito dell’uomo di casa e si abbina perfettamente con lo zenzero. Subito pronta, facile da preparare.
Naturalmente potete personalizzarla a vostro piacimento sostituendo lo yogurt al limone con altro e la farina integrale con altra classica.

TORTA INTEGRALE ALLO ZENZERO
( per una teglia diam 23 cm)

Ingredienti

180 gr farina integrale

60 gr farina 0

125 gr yogurt al limone

1 uovo ( ca 60 gr)

80 gr zucchero di canna

8 gr lievito per dolci

40 ml olio di semi

60 ml latte

30 gr zenzero fresco

cacao amaro qb

Procedimento

  1. Sbucciate lo zenzero e tritatelo in un robot da cucina con due cucchiai da minestra di acqua fredda in modo da ottenere una poltiglia.
  2. Trasferitelo in un colino e pressate per eliminare il liquido. Tenete da parte.
  3. Foderate lo stampo con carta oleata. Accendete il forno a 180°C.
  4. Montate l’uovo con lo zucchero e aggiungete tutti gli altri ingredienti, tranne il cacao. Amalgamate con un cucchiaio di legno.
  5. Versate l’impasto nello stampo, livellate muovendo lo stampo.
  6. Aiutandovi con un setaccio, spolverate di cacao amaro.
  7. Infornate in forno già caldo per 35-40 minuti. Fate la prova stecchino.

Consiglio:

l’acqua scolata dallo zenzero potete utilizzarla per rendere speciale un tè freddo oppure come bevanda a sé, allungata e dolcificata a piacere.

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Per saperne di più

Il tè: verde, nero, rosso

 

te bicchierini te verde te nero te rosso
Da sinistra a destra: tè verde, tè nero, tè rosso ( Rooibos)

 

Si fa presto a dire tè. Spesso confuso con tisane, decotti, e brodaglie varie, il tè è invece ottenuto dalle foglie di una pianta legnosa detta Camellia Sinensis coltivata principalmente nell’Estremo Oriente dove questa pregiata bevanda ha le sue origini.

Nonostante ne esistano diverse varietà, in linea generale il sapore tende all’amarognolo e all’astringente, soprattutto se lasciato in infusione a lungo. Il colore varia dall’ambrato scuro del tradizionale tè nero, al tè verde più chiaro fino al rossiccio tè rosso, impropriamente detto, visto che non è a base di Camellia Sinensis.

Ma quali sono le differenze tra uno e l’altro?

Partiamo dal più semplice tè rosso: ottenuto dal karkadè che ne caratterizza il colore, venduto con il nome di rooibos o redbush e simili e aromatizzato spesso con zenzero e spezie, appartiene al mondo delle tisane e non dei tè in quanto non viene ricavato dalla stessa pianta degli altri due. Ha un sapore gradevole, dolciastro, non contiene teina ed è quindi indicato anche per coloro che devono evitare sostanze eccitanti. Contiene valori molto limitati di tannini, quindi non prende il gusto amarognolo nemmeno se viene dimenticato in infusione. Anzi, un’ ottima bevanda si ottiene lasciando la bustina in infusione a freddo per una notte.

Il tè nero è invece quello più diffuso in Occidente, spesso venduto sotto forma di filtri e bustine e dalle molteplici varietà. Il suo colore più intenso è dovuto al fatto che le foglie vengono raccolte, fatte macerare, essiccate, arrotolate e sminuzzate dando così il via al fenomeno dell’ossidazione. Normalmente viene lasciato in infusione per pochi minuti o prende un retrogusto amaro. Il consiglio è sempre quello di acquistarlo sfuso e di fare da sé la miscela più adeguata. Contiene esaltanti come la teina, simile alla caffeina ma con un limitato effetto eccitante, che rende comunque sconsigliabile berne troppo durante la giornata.

Dulcis in fundo, troviamo il tè verde, tanto esaltato dalle diete moderne e declamato come elisir di lunga vita. Viene ottenuto dalle stesse foglie del tè nero che tuttavia non sono sottoposte al processo di ossidazione e vengono commercializzate intere, spesso sfuse. Originario della Cina ma ormai diffuso in tutto il mondo, prende il nome dalla zona di provenienza. Tra i più conosciuti vi sono:

  • Quing Ding, protetto dall’UNESCO
  • Anji, con foglie ancora bianche e ricco di amminoacidi
  • Gunpowder, il più conosciuto al mondo e servito nella tradizione marocchina
  • Matcha, ridotto in polvere finissima e utilizzato spesso in cucina come colorante naturale nei dolci
  • Sencha, per il consumo giornaliero
  • Bencha, ottenuto dalle foglie più grosso
  • Lotus e Jasmine dal Vietnam.

Questi sono i più diffusi in Occidente, ma la lista è ben più lunga! Tra gli altri vi sono il West Mountain del Guanxi, il Bamboo Leaf Green dal Sichuan, il Tè Sanpin di Okonawa.

Per quanto riguarda le proprietà benefiche del tè, alcuni studi hanno dimostrato i suoi effetti nel mantenimento di benessere generale dell’organismo soprattutto come anti tumorale e nel controllo del colesterolo. Ma il tutto all’interno di una dieta varia ed equilibrata e con uno sano stile di vita. Non pensate di dimagrire soltanto bevendo tè verde, sia chiaro. Vi invito a dare un’occhiata ai link qui sotto per avere un’idea più chiara su questa preziosa bevanda.

Fonti:

https://it.wikipedia.org/

http://www.medicalnewstoday.com/

https://www.greenme.it/

Fieni G., Il miracoloso tè verde, in Premiata Salumeria Italiana, Anno XXIX, N. 1 Gennaio – Febbraio 2017

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Pancarrè con farina di mais ( vegano)

pane al mais vegano integrale veloce

Questo pane ha una consistenza rustica e si sbriciola facilmente. Non è il classico pancarrè soffice da sandwich.
Contiene farina di mais fioretto e farina integrale ed è ottimo abbinato con verdure grigliate, pomodorini confit o nella stagione più fredda da servire con le  zuppe. Tagliate le fette spesse almeno un dito, condite con un filo di olio e portate in tavola.
Si prepara in poco meno di due ore, non ha bisogno di essere impastato a lungo quindi potete tranquillamente prepararlo a metà mattina e lasciare che lavori da solo.
La bevanda al grano saraceno gli dona un retrogusto particolare, ma potete benissimo sostituirla con latte vaccino ( naturalmente non sarà più vegano) o altra bevanda non dolcificata a piacere.

PANCARRE’ CON FARINA DI MAIS
( per uno stampo da plumcake 26×10 cm circa)

Ingredienti

100 gr farina di mais fioretto

350 gr farina integrale

50 gr farina 0

250 ml bevanda drink grano saraceno
( o altra non dolcificata)

65 ml olio extravergine di oliva

10 gr sale fino

4 gr malto d’orzo

6 gr lievito secco per pane

Procedimento

  1. Portate a temperatura ambiente la bevanda vegetale e scioglietevi il malto e il lievito secco. (Se fosse la stagione fredda, fate intiepidire leggermente sul fornello. ) Fate riposare qualche minuto.
  2. In una ciotola capiente o nella planetaria, setacciate la farina 0 e aggiungete la farina di mais e quella integrale.
  3. Unite tutti gli altri ingredienti e azionate la planetaria con gancio oppure impastate a mano fino a che sia tutto ben amalgamato. Il composto sarà grezzo ma malleabile.
  4. Formate un cilindro poco più corto dello stampo e incidete con una lametta tre tagli diagonali.
  5. Spostate l’impasto nello stampo, coprite e mettete a lievitare per 90 minuti, o fino a quasi il raddoppio.
  6. Portate il forno a 200°C e infornate per almeno un’ora. Quando sarà dorato, togliete dallo stampo e terminate la cottura per altri 10 minuti con forno leggermente aperto.

Consiglio:

Il tempo di cottura indicativo è 25 minuti ogni 250 gr di impasto, ma varia molto da forno a forno. Se siete nel dubbio, utilizzate un termometro a sonda e misurate la temperatura interna al cuore: deve essere attorno ai 96°C.

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Polpette di melanzane

polpette di melanzane avanzi

L’estate ci offre una grande varietà di verdure di stagione. Tra le mie preferite ci sono le melanzane: grigliate o cotte a vapore, con un filo di olio extravergine di oliva e delle scorza di limone, oppure fritte per un conetto di tutto rispetto. O nella più classica delle parmigiane e nella pasta alla Norma.
Comunque le preferiate, le melanzane non possono mancare sulla tavola estiva.
Rispetto a qualche tempo fa, trovo che oggi siano meno amare e non abbiano bisogno di essere spurgate con il sale. Quindi io le faccio cuocere così come sono.
In questa ricetta ho utilizzato le melanzane dell’orto, dalla classica forma ovale e dal colore scuro. Ma ne esistono diverse varietà: scegliete pure quella che preferite.
Io le ho servite con zucchine crude tagliate sottili, peperoni dolci e pomodoro.

POLPETTE DI MELANZANE
( per due persone)

Ingredienti

ca 300 gr melanzana cruda

50 gr avanzi di salumi ( nel mio caso prosciutto crudo e bresaola)

40 gr pane grattugiato

50 gr farina per tutti gli usi

scorza mezzo limone

latte qb

farina ceci qb

burro qb

Procedimento

  1. Mondate la melanzana e tagliatela a metà nel senso della larghezza. Ponetela a cuocere nell’apposito cestello a vapore per circa 20 minuti. Deve risultare morbida.
  2. Toglietela dal cestello, levate la buccia e fate intiepidire.
  3. Mettete nel mixer i salumi con il pane grattugiato e la scorza di limone. Riducete ad un trito sottile.
  4. Aggiungete la polpa della melanzana e a poco a poco la farina per tutti gli usi. Impastate fino ad ottenere un composto morbido ma gestibile. Coprite e mettete in frigorifero per 10 minuti.
  5. Riprendete l’impasto e ricavate delle palline grandi come una noce. (Se necessario aggiungete poco pane grattugiato per facilitare il compito. )
  6. Preparate un piatto fondo con della farina di ceci e una ciotola con del latte.
  7. Appiattite leggermente ciascuna pallina e passatela nella farina di ceci, poi nel latte. Ripetete e terminate nella farina. Ogni polpetta avrà tre passaggi nella farina e due nel latte.
  8. Fate sciogliere del burro in una padella e cuocete le polpette fino a doratura.
  9. Servite con verdure fresche.

Consiglio: 

io non ho aggiunto sale perché i salumi già bastavano ad insaporire. Regolatevi a piacere. Si possono rendere vegetariane eliminando i salumi.

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Il tofu o 豆腐

 

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Fonte: Wikipedia.org

Il tofu o caglio di soia è un alimento molto diffuso nell’Estremo Oriente, divenuto conosciuto anche in Occidente con la diffusione della dieta vegana, principalmente come sostituto dei formaggi.
Esso in realtà ha ben poco in comune con il formaggio di latte se non la forma squadrata che ricorda alcuni nostri prodotti caseari freschi, la consistenza morbida e umida e il suo sapore neutro che si presta ad essere insaporito in mille varianti.

Si dice che le sue origini risalgano al IX secolo nell’Antica Cina, quando per un caso fortuito il liquido di spremitura della soia entrò in contatto con dell’acqua salata.          Ma tra leggende e pochi riferimenti storici, ciò che è certo è che ha cominciato a diffondersi in tutto l’Estremo Oriente e in Giappone dove viene ritenuto benefico per il suo alto tenore proteico. Normalmente si ottiene dalla spremitura dei fagioli di  soia lessati e fatti rapprendere con l’aggiunta di un caglio tra:

  • solfato di calcio, che lo rende morbido ma fragile,
  • cloruro di magnesio, o nigari, che lo rende vagamente amaro,
  • GDL, nel tofu vellutato e leggermente acidulo,
  • succo di limone.

Se vi è capitato di assaggiarlo, vi sarete resi conto che ne esistono tre varietà principali che variano di consistenza: si va dal più asciutto e fragile a quello più vellutato, in base al tipo di pressatura a cui viene sottoposto.

Oltre al tofu al naturale esistono poi dei sottoprodotti, reperibili soprattutto nei Paesi dell’Estremo Oriente e da noi acquistabili negli empori internazionali, come i China and African Market. Oppure potete gustarlo nei ristoranti cinesi e giapponesi solitamente fritto, in zuppa o sottoforma di piccole sfoglie servite con la salsa. Ovviamente è sempre meglio controllare che la soia con cui è stato prodotto sia NO- OGM ed è controindicato a chi soffre di intolleranza alla soia.

Dal punto di vista nutrizionale, il tofu ha circa 90 Kcal/ 100 grammi quindi è indicato nelle diete ipocaloriche, contiene pochi lipidi e molte proteine di origine vegetale. Contiene inoltre vitamina C e fibre.

Ora che ne sapete di più, eccovi una ricetta veloce veloce e semplice per provarlo.

 

Fonti:

http://www.wikipedia.com
http://www.agrodolce.it
http://www.greenme.it

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Tofu saltato con verdure croccanti

tofu verdure croccanti aceto

Lo ammetto: il tofu è uno di quegli alimenti che acquisto solo se in offerta.
Sono stata sempre diffidente ad assaggiarlo, fino a quando un ex collega cinese di mio marito ne ha preparata una versione molto particolare con un sacco di spezie e un intingolo che era la fine del mondo.
Da lì, dopo qualche tentativo finito malamente, ho capito che ne esiste una versione asciutta e gommosa ( tipo polistirolo, ditelo pure) e una seconda che viene conservata in salamoia ed è quindi più umida e saporita. Ed è quella che vi consiglio.
Semplicemente saltato in padella con delle verdure di stagione e insaporito con un mix di salsa di soia e aceto balsamico, fa la sua porca figura. Se lo accompagnate con una ciotola di riso, ecco che il pasto è completo.

TOFU SALTATO CON VERDURE CROCCANTI
( per due persone)

Ingredienti

200 gr tofu al naturale in salamoia

150 gr peperone giallo
( 1 peperone)

140 gr carote
( 2 carote)

20 gr semi di sesamo

30 ml salsa di soia

20 ml aceto balsamico

10 gr alghe in fiocchi

olio di semi

sale qb

Preparazione

  1. Mondate le verdure. Pelate le carote e levate i semi dal peperone. Tagliate le verdure a bastoncini e tenete da parte.
  2. Mettete le alghe in un bicchiere di acqua calda e fatele re idratare.
  3. Tagliate il tofu a quadratini di circa 2 cm per lato.
  4. Fate scaldare due cucchiai di olio di semi in una pentola wok. Buttatevi il tofu e mescolando fatelo dorare leggermente.
  5. Aggiungete la salsa di soia e l’aceto balsamico e continuate a mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno.
  6. Aggiungete le verdure, le alghe, il sesamo e fate insaporire per 2 minuti. Non prolungate troppo la cottura o le verdure appassiranno.
  7. Regolate di sale se necessario.
  8. Togliete dal fuoco e servite tiepido o freddo.

 

Consiglio:

regolate di sale solo alla fine perché la salsa di soia e le alghe solitamente già danno tutta la sapidità che serve. Esistono comunque in commercio delle salse di soia a basso contenuto salino.

 

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Cake all’acqua con marmellata di arance

cake all'acqua marmellata

La torta all’acqua è sempre una garanzia: soffice, profumata e semplicissima.
Ne ho provate molte versioni sostituendo il liquido con caffè per dare la carica al mattino, con la bevanda alla mandorla per una merenda gustosa e con il succo di frutta per dare un tocco di dolcezza.
In questo caso ho preferito aggiungere la marmellata di arance e scorzette che ho preparato l’inverno scorso e arricchire con farina di castagne che dona sempre un retrogusto leggermente amarognolo.
Il risultato è stato davvero sorprendente e molto profumato.

Ricordatevi di regolare lo zucchero in base alla dolcezza della marmellata o di qualsiasi altra cosa vogliate aggiungere. Potete poi guarnire semplicemente con lo zucchero a velo come ho fatto io, oppure con una colata golosissima di glassa al cioccolato o quanto la fantasia vi suggerisce.
Si conserva soffice per 4-5 giorni in un porta torte.

CAKE ALL’ACQUA CON MARMELLATA DI ARANCE
( per uno stampo da plumcake 26×10 cm)

Ingredienti

100 gr farina 0

130 gr farina di castagne

150 gr zucchero di canna

2 uova intere ( ca 110 gr)

80 gr burro

100 acqua

10 gr lievito per dolci

2 cucchiai marmellata di arance

zucchero a velo

Procedimento

  1. Accendete il forno a 180°C. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake.
  2. Fate sciogliere il burro, spegnete il fuoco, aggiungete la marmellata mescolando bene e tenete da parte.
  3. Setacciate le due farine con il lievito.
  4. Montate le uova con lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto spumoso.
  5. Sempre mescolando, aggiungete l’acqua e il burro fuso.
  6. Infine, versate le due farine e amalgamate velocemente.
  7. Versate nello stampo e infornate per 30/35 minuti stando attenti che non bruci.
  8. Fate raffreddare. Guarnite con zucchero a velo.

Consiglio:

io volevo mantenesse una forma il più squadrata possibile quindi l’ho fatto raffreddare capovolto fuori dallo stampo. Naturalmente siete liberi di lasciare la cupola come nella classica tradizione dei plumcake 😉

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Focaccia alta con farina di ceci

focaccia farina di ceci

Quando si dice farina di ceci, si dice farinata.
A quanto pare nata per caso nel XIII secolo, quando ai marinai sulle galee genovesi venne data una poltiglia di ceci e acqua di mare derivante dall’allagamento delle galee durante una tempesta.
Tale purea non doveva essere molto invitante, se alcuni marinai decisero di farla seccare al sole prima di mangiarla ottenendo così una specie di focaccia bassa.
Una volta tornati sulla terraferma, provarono la cottura in forno e ne furono entusiasti: quando si dice una ricetta nata per caso! ( fonte: Wikipedia)

Questa focaccia non ha nulla a che fare con la farinata: è molto alta, ottima da farcire o da servire a cubetti per un aperitivo. Io l’ho guarnita con una zucchina, ma potete anche optare per cipolle, pomodorini o quanto altro vi aggrada.

FOCACCIA ALTA CON FARINA DI CECI
( per una teglia rettangolare 20×26 cm)

Ingredienti

200 gr farina ceci

300 gr farina 0

7 gr lievito secco per pane

300 gr acqua

10 gr miele di castagno

15 gr sale fino

25 gr olio evo

20 gr semi di papavero

1 zucchina ( facoltativa)

sale grosso e olio qb

Procedimento

  1. Prelevate 100 gr di acqua dal totale, scioglietevi il lievito con il miele. Fate riposare fino a quando comincerà ad apparire una leggera schiuma.
  2. Setacciate le due farine con il sale nella ciotola della planetaria. Aggiungete i semi di papavero e distribuiteli mescolando. ( Vi consiglio se potete di impastare a macchina perché il composto sarà appiccicoso. Se impastate a mano, unite a poco a poco l’acqua fino a completo assorbimento e fate un giro di pieghe in ciotola).
  3. Cominciate a versare il lievito sciolto e azionate la planetaria: la mia ad una velocità di 4 su 7 con gancio.
  4. A poco a poco aggiungete l’acqua restante e fate impastare fino a quando comincerà a staccarsi agevolmente dalle pareti.
  5. Coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.
  6. Mondate la zucchina e tagliatela a fette sottili aiutandovi con la mandolina.
  7. Ungete una teglia da forno alta ( io ho usato la pirofila delle lasagne) e versatevi l’impasto. Irrorate con dell’olio evo e stendete fino a raggiungere i bordi.
  8. Disponete le fette di zucchina ad intervalli regolari. Terminate spennellando delicatamente con ulteriore olio e distribuite il sale grosso a piacere.
  9. Fate riposare 30 minuti. Accendete il forno a 200°C e infornate per 35 minuti, o fino a doratura.
Primi piatti · Ricette vegetariane

Fagottini alla barba di carote

fagottini pasta all'uovo barbe di carote

La cucina regionale italiana è ricchissima di spunti e varietà. Si va dai canederli del Tirolo alla spianata calabra, dai risotti corposi del Nord Italia alle zuppe di pesce della costa, dalle pucce salentine alla michetta soffiata e croccante.
Ma una cosa che accomuna tutte le cucine d’Italia è la pasta, in tutte le sue accezioni. La pasta ripiena in particolare ha permesso nel corso dei decenni, di creare una moltitudine di farciture che vanno dal classico pangrattato con burro ed aromi alla zucca con amaretti, fino al recupero di parti edibili vegetali che altrimenti sarebbero state destinate a diventare mangime per le galline.
Molte di esse sono costituite da foglie, bucce e gambi, molto ricchi di clorofilla e fibre utilissime al nostro organismo. E’ infatti consigliato all’interno di una dieta sana e bilanciata un consumo di vegetali a foglia verde, come insalata, spinaci, broccoli, che forniscono un limitato apporto di calorie ma contengono una sostanza molto simile all’emoglobina che favorisce la circolazione sanguigna e il rigeneramento delle cellule. Può quindi essere vantaggioso assumerla per migliorare le prestazioni sportive, grazie ad una migliore ossigenazione cellulare; facilitare i processi di cicatrizzazione; migliorare la vascolarizzazione periferica; e, aiutare nei processi digestivi e depurativi grazie alla componente acquosa e fibrosa.
Naturalmente, è sempre consigliabile consumare i vegetali, se possibile, crudi o appena scottati, per non disperdere le proprietà benefiche.

Vegetali più conosciuti a parte, anche le foglie di alcuni ortaggi che normalmente consumiamo possono essere utili come integratori naturali. Le barbe delle carote ad esempio, possono costituire una alternativa al prezzemolo nella salsa verde o alle erbette nel ripieno dei fagottini. Accompagnate con ricotta, limone, noce moscata e pepe vi permetteranno di creare un piatto gustoso, sano e colorato.
(fonte: Riza.it , Lifegate.it)

FAGOTTINI CON BARBE DI CAROTA E RICOTTA
( per 3 persone)

Tempo di preparazione: 40 minuti + 30 minuti riposo

Ingredienti

Per la pasta

1 uovo ( ca 60 gr)

100 gr farina di semola

Per il ripieno

120 gr ricotta vaccina

80 gr barbe di carota

40 gr formaggio grattugiato

noce moscata qb

scorza di ¼ di limone

pepe nero qb

Per la salsa

10 ml acqua

25 ml olio extravergine di oliva + altro a guarnire

20 gr barbe di carote

succo di limone qb

sale qb

Procedimento

  1. Preparate la pasta: create una fontana con la farina e rompetevi al centro l’uovo intero. Impastate richiamando la farina dai bordi verso il centro.
  2. Lavorate la pasta fino ad ottenere un panetto omogeneo. Coprite con la pellicola e fate riposare al fresco per 30 minuti.
  3. Nel frattempo, riempite una bacinella con acqua molto fredda e immergetevi le barbe di carote che vi serviranno sia per la salsa sia per il ripieno. L’acqua fredda permetterà di mantenere il colore verde.
  4. Scolatele delicatamente e tamponate con carta assorbente.
  5. Tagliate eventuali gambi più legnosi e giallognoli e tritate il resto a mezzaluna.
  6. Prelevatene 80 grammi. Unitelo agli ingredienti per il ripieno e mescolate per distribuire bene i sapori. Regolate di pepe a piacere. Coprite e tenete da parte ad insaporire.
  7. Frullate le barbe restanti con l’olio e l’acqua fino ad ottenere una emulsione. Regolate di sale e succo di limone secondo il vostro gusto. Tenete da parte.
  8. Riprendete l’impasto all’uovo e stendetelo a sfoglia sottile: se usate la macchinetta, fatelo passare in tutti gli spessori andando a decrescere.
  9. Ricavate dei dischetti del diametro di 8 cm. Distribuite una pallina di ripieno nel centro e chiudete a fagottino.
  10. Fate cuocere in abbondante acqua salata per 3 minuti.
  11. Accompagnate con la salsa e olio extravergine a piacere.

“Con questa ricetta partecipo al contest Impastiamo insieme”

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Crostata alla barbabietola

crostata barbabietola

Ultimamente non sto cucinando molto.
Primo: perché d’estate per conto mio si mangerebbe solo riso, pesce, verdure e gelato.
Secondo: perché ho trascorso un periodo di volontariato in montagna a gestire un rifugio dove ho cucinato, a dirla tutta, ma ho anche pulito, servito, dato indicazioni…

Ma il contest di Paola e di Floriana l’avevo adocchiato prima di partire e mi ero ripromessa di partecipare.
Il tema lascia spazio a mille interpretazioni: la farina, come ingrediente principale di ricette dolci o salate. Pensa e ripensa, ho deciso di affidarmi alla tradizionale e rincuorante pasta frolla con una copertura di crema alla barbabietola che adoro.
Al posto del classico abbinamento con il cioccolato, ho optato per un rinfrescante ed esotico cardamomo che dà alla crema un retrogusto particolare e leggero.

CROSTATA ALLA BARBABIETOLA
( per una teglia diam 23 cm)

Ingredienti

Per la frolla

125 gr burro freddo ( non sopra i 20 gradi indicativamente)

125 gr zucchero di canna extrafine

250 gr farina tipo 0

1 uovo piccolo ( ca 50 gr)

scorza di 1/2 limone

+ 1 uovo per spennellare

Per la crema

150 gr barbabietola rossa cruda
( oppure ca 120 cotta a vapore)

120 ml latte

20 gr zucchero di canna

2 capsule di cardamomo

Procedimento

  1. Sciacquate la barbabietola per levare l’eventuale terriccio. Mondatela dalle radici e tagliatela a fette di ca 3 – 4 mm. Vi consiglio di non sbucciarla, lo farete una volta cotta e sarà molto più agevole!
  2. Disponete le fette di barbabietola in un cestello a vapore e fate cuocere fino a che saranno tenere. Nel mio caso hanno impiegato ca 20 minuti.
  3. Quando saranno tenere, sbucciate e fate raffreddare.
  4. Nel frattempo, tagliate il burro a pezzetti, unite la scorza di limone, lo zucchero e la farina. Cominciate ad impastare utilizzando i polpastrelli e per ultimo unite l’uovo. Il composto deve risultare sabbioso.
  5. Preparate un foglio di pellicola e rovesciatevi l’impasto. Avvolgete e mettete in frigorifero per 30 minuti.
  6. Mentre l’impasto si raffredda, aprite le capsule di cardamomo e riunite tutti gli ingredienti della crema nel boccale del mixer. Frullate fino ad ottenere una crema vellutata.
  7. Imburrate una teglia da 23 cm di diametro.
  8. Prelevate circa 3/4 di impasto dalla frolla e tenete al fresco il resto. Battendo con il mattarello cercate di ottenere un cerchio del diam di ca 28 cm. Se dovesse fare troppo caldo, per aiutarvi potete sovrapporre un foglio di carta forno all’impasto in modo che non si appiccichi troppo al mattarello.
  9. Foderate lo stampo con il cerchio. Bucherellate il fondo. Stendete la crema di barbabietola.
  10. Prendete la frolla avanzata a ricavate le strisce di decorazione: le mie erano larghe poco meno di 3 cm ma fate voi a piacere. Dovrebbe avanzare abbastanza impasto da ricavare anche un bordo sottile per coprire le estremità delle strisce.
  11. Incrociate le strisce di frolla. Coprite le estremità con il bordo di impasto e rimettete in frigorifero per 20 minuti
  12. Accendete il forno a 180°C. Spennellate la superficie della crostata.
  13. Per la cottura: 5 min a 180°C – 15 min a 170°C  e 15 min ( o fino a fine cottura) a 155°C. Per un totale di circa 35 – 40 minuti.

cro2

Con questa ricetta partecipo al contest Impastiamo insieme

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