peperò peperoni farciti dolci senza glutine senza uova

Peperoni tondi ripieni con salsa allo scalogno ( senza glutine, senza uova)

Lo scorso fine settimana sono stata a Peperò, la Sagra del peperone di Carmagnola.
Indovinate che souvenir mi sono portata a casa? Una bella cassetta di peperoni naturalmente!

peperò peperoni farciti dolci senza glutine senza uova

Ce n’erano di tutte le fogge: lunghi e quadrati, rossi e gialli, grossi e piccoli, dolci e piccanti. Dato che la valigetta mi permetteva di fare un mix, ho portato a casa di tutto! Compreso nel pacchetto c’era anche il famoso ricettario Peperone in 5 minuti con la mia ricetta. Potete scaricarlo qui –> clicca pdf.

In realtà i peperoni che ho usato per questa ricetta non sono tra quelli riconosciuti come ‘Peperone di Carmagnola’. Vi riassumo brevemente quali sono i magnifici 5:

  • Tumaticot
  • Lungo o corno di bue
  • Trottola
  • Quadrato
  • Quadrato allungato.

Ma questi si prestavano benissimo ad essere farciti come aperitivo! E sono pure senza glutine, vegetariani e senza uova.
Li ho serviti accompagnando con il mix riso avanzato, la salsa allo scalogno e una piccola insalata.

PEPERONI TONDI RIPIENI
( per 10 – 12 peperoni piccoli)

Ingredienti

10-12 peperoni piccoli ( rosso –> piccante ; giallo –> dolce)

2 scalogni puliti

2 spicchi di limone confit ( o la scorza di limone se non ne avete)

40 gr mix riso, quinoa, grano saraceno

40 ml bevanda alla mandorla non zuccherata

40 gr Grana Padano grattugiato

brodo vegetale qb

1 cucchiaino pomodori secchi capuliato

sale, pepe nero, noce moscata, olio evo, prezzemolo qb

Procedimento

Mondate i peperoni: incidete la parte superiore, togliete il cappello e aiutandovi con un cucchiaino o con il retro di una posata togliete i semi e i filamenti più grossi. Sciacquate abbondantemente l’interno con acqua.
Tagliate gli scalogni in due parti.

Trasferite tutto nell’apposito cestello per la cottura a vapore e portate a cottura.
Nel mio caso hanno impiegato circa 15 minuti.
Erano morbidi ma ancora corposi. Tenete da parte.

Lessate il mix di riso, quinoa e grano saraceno nel brodo vegetale per circa 10-12 minuti. Scolate, trasferite in una ciotola a condite con dell’olio evo sgranando i chicchi.
Tagliate in piccoli pezzi il limone confit o grattugiate la scorza di limone in alternativa. Tritate a coltello il prezzemolo. Condite il mix di riso.

Trasferite nel frullatore ad immersione scalogni, bevanda alla mandorla, capuliato, pepe nero, noce moscata e formaggio grattugiato. Frullate fino ad ottenere una crema. Regolate solo ora di sale, perchè i pomodori secchi sono già molto sapidi.

Prendete i peperoni, farciteli con il riso condito, irrorate di salsa e guarnite con altro prezzemolo a piacere e un filo di olio.

Servite freddi come antipasto, aperitivo o come contorno.

Consiglio:

in realtà il Grana Padano normalmente è fatto con caglio animale quindi per i vegetariani puri non va bene. Esistono altri formaggi stagionati tipo grana che possono tranquillamente sostituirlo.


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Sfogliatine alla ricotta, basilico e rosa

In questi giorni il tempo è stato parecchio capriccioso. Al sole cocente si sono alternati temporali e acquazzoni, con venti molto forti che hanno sparso fiori, rametti e terriccio praticamente ovunque.
I miei gatti si sono rifugiati sotto al letto impauriti dai tuoni, noi abbiamo approfittato per tenere aperte le finestre fino a che è stato possibile.

rosa ok

E ciò mi ha dato tutto il tempo di farmi ispirare in cucina, per il contest #fioriestracchinotomasonicontest di cui vi ho già parlato qui e qui.
La ricetta è piuttosto semplice ma molto profumata. L’impiattamento vorrebbe rievocare il disordine lasciato dal maltempo, o almeno ci prova.
Ho voluto insaporire la ricotta del Caseificio Tomasoni con basilico e limone, in particolare utilizzando sia i piccoli fiori bianchi sia le foglioline. Il retrogusto agrumato è servito a virare verso un sapore più dolce e sbarazzino.
Per compensare con un po’ di croccantezza ho accompagnato con cubetti di pasta sfoglia farciti alla panna e colorato il tutto con petali di rosa e scaglie di cioccolato.
Il piatto non è particolarmente dolce, quindi se volete aumentate pure lo zucchero.

SFOGLIATINE ALLA RICOTTA, BASILICO E ROSA
( per 4-6 persone)

Ingredienti

275 gr di pasta sfoglia rettangolare

100 gr ricotta bio Caseificio Tomasoni

200 ml panna da montare non zuccherata

50 ml di latte intero

40 gr zucchero semolato

50 gr cioccolato fondente

scorzette di limone essiccate e tritate qb

fiori e foglie di basilico qb

petali di rosa qb

Procedimento

La sera prima: mettete la panna in frigorifero e, se fa troppo caldo, il cioccolato in congelatore. La panna fredda si monta meglio, il cioccolato da ridurre in scaglie non vi si scioglierà in mano.

Accendete il forno a 200°C. Srotolate la pasta sfoglia e ricavatene delle strisce di circa 3 cm per 20 cm. Adagiatele su carta forno. Bucherellate la superficie, spennellate di latte e cospargete con una parte delle scorzette e dello zucchero.

Infornate in forno già caldo per 8-10 minuti. Nel mio caso 9 minuti, forno ventilato. Quando saranno ben colorite, togliete e fate raffreddare.

Sciacquate delicatamente i fiori e le foglie sotto acqua fresca, tamponateli con carta assorbente. Cercate di separare a mazzetti i fiori di basilico e dividete a metà i petali di rosa più grossi. Tritate grossolonamente le foglie di basilico, tenendo intatte quelle più piccole e tenere.

Lavorate a crema la ricotta, aggiungete le foglie tritate e 1 cucchiaino raso di scorzette di limone. Amalgamate e tenete al fresco. Montate la panna con lo zucchero rimasto. Tagliate a scaglie il cioccolato.

Ricavate dalla sfoglia delle sfogliatine, dividetele a metà e farcitele con la panna montata. Prendete la ricotta fredda e ricavatene delle quenelle. Disponete sul piatto tutti gli ingredienti e servite.

fiori dolce ricotta sfoglia

Con questa ricetta partecipo al contest #fioriestracchinotomasonicontest

fiori

Insalata del prevosto

Il prevosto – o preòst, o pret in dialetto bresciano – nel linguaggio comune sta ad indicare l’arciprete, o semplicemente il parroco. Era d’uso nelle campagne che al prete fossero lasciati i bocconi migliori delle carni o delle pietanze in generale, spesso donati dai contadini o offerti nelle proprie case in segno di ospitalità e rispetto.
Tra i piatti più prelibati c’erano sottocoda di pollo o di gallina, e dove disponibile la guancetta del pesce situata sotto gli occhi. Oppure, spostandosi verso i contorni un’insalata ricca di sapori come questa: con patate, vino e sottaceti.

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Questo piatto, insieme ad altre ricette tipiche è entrata a far parte del Ricettario delle Valli Resilienti – Prealpi Bresciane Attive.  Il progetto – che coinvolge la Valle Sabbia e la Valle Trompia oltre a numerosi partner – ha lo scopo di valorizzare le valli e in particolare “promuovere lo sviluppo locale sostenibile, valorizzando le risorse ambientali, economiche, sociali e culturali, nonché legami di collaborazione, solidarietà e appartenenza.” [dal loro sito web].

valli resilienti valle trompia valle sabbia

Tra le numerose iniziative si è inserita appunto quella del ricettario, che al termine di un percorso culminato con l’attivazione del Laboratorio Gastronomico delle Valli Resilienti ha portato a riscoprire le tradizioni culinarie locali con prodotti a km 0.

Grazie alla sapiente guida dello chef Roberto Abbadati e del Maestro Marino Marini è stato quindi possibile coinvolgere operatori del territorio e del mondo della comunicazione in momenti di formazione e degustazione a loro dedicati.

Ma le iniziative non sono finite con il Laboratorio Gastronomico: per chi fosse interessato, qui è possibile trovare il calendario degli eventi con tutte le news dalle Valli.

INSALATA DEL PREVOSTO

( per due persone)

Ingredienti

200 gr patate

1 cucchiaio di capperi in salamoia

1/2 bicchiere di vino bianco ( ca 100 ml)

peperone giallo e rosso sott’aceto qb

cipolline sott’aceto qb

origano, olio, sale, aceto qb

Procedimento

Sciacquate per bene le patate e mettetele in una pentola coperte con acqua fredda leggermente salata. Fatele cuocere per 20 minuti circa da bollore: dovranno risultare abbastanza tenere da far passare agevolmente una forchetta. Passatele sotto acqua fredda e pelatele.

Tagliatele a fette di 2-3 mm e disponetele su un piatto fondo o in una ciotola. Versatevi il vino e lasciate marinare per un’ora circa.

Condite con olio, sale e aceto a piacere. Aggiungete i filetti di peperone e le cipolline tagliate a pezzi. Unite i capperi schiacciati con le mani.  Insaporite con l’origano e servite fredda.

Consiglio:

potete prepararla in anticipo e farla insaporire per alcune ore in frigorifero: sarà ancora più gustosa! Servitela con carne a lesso oppure con pesce ai ferri.

babaganoush 'ndujetta

Babaganoush con ‘ndujetta

La melanzana è per me una manna dal cielo. Riuscirei a mangiarmene una intera, grigliata a fettine con del pane e un goccio di olio extravergine di oliva.
Non la passo con il sale perché le qualità vendute oggi hanno perso gran parte del retrogusto amarognolo delle loro antenate; lascio la buccia che dà quella resistenza in più nel morso; la condisco con il minimo indispensabile per esaltare il sapore ricco e vagamente piccante.
Nel web si trovano ricette a bizzeffe, ma una mi ha sempre ispirata: il caviale di melanzane o babaganoush nella versione originale.

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E’ una specialità mediorientale a base di melanzana, tahina, aglio e spezie – solitamente il coriandolo, la paprika e il cumino – che viene servita con un filo di olio ad accompagnamento di pita e verdure.
Nella sua semplicità, si presta ad essere abbinata anche ad alcune salse della nostra tradizione culinaria come la salsa verde al prezzemolo o quelle a base di verdure.
Essendo una crema molto mediterranea, io ho preferito spennellarla con un generoso cucchiaio di ‘Ndujetta, che ha la stessa origine della più conosciuta ‘nduja, ma è a base di pomodori secchi, peperoncino, olive, melanzane e cipolla rossa di Tropea.
Credetemi che si abbina egregiamente!
Il procedimento per il babaganoush è semplice e non richiede particolari abilità. Io ho preso come riferimento la ricetta di Labna, ma ne esistono innumerevoli versioni.

BABAGANOUSH CON ‘NDUJETTA
( per una ciotolina – 2/3 persone)

Ingredienti

1 melanzana media

1 spicchio di aglio

1 cucchiaio di tahina

scorza e succo di 1/2 limone

olio extravergine di oliva qb

‘Ndujetta qb

paprika piccante qb

Procedimento

Lavate la melanzana sotto acqua corrente, bucherellatela da tutti i lati e avvolgetela in carta alluminio. Infornate a 200°C per 1 ora. Fate intiepidire.

Togliete l’anima all’aglio, tritatelo grossolanamente. Stemperate la tahina con il succo di limone e un cucchiaio di olio evo.

Quando la melanzana sarà maneggiabile, togliete la buccia e unite la polpa agli altri ingredienti tranne la ‘ndujetta. Lavorate con una forchetta fino ad ottenere un composto grossolano ma omogeneo.

Distribuite nella ciotola di servizio e condite con la ‘ndujetta.
Accompagnate con cubetti di pane o la pita, e verdure fresche.

Consiglio:

la tahina è una crema di sesamo molto diffusa in Medio Oriente. La potete trovare facilmente nel reparto dedicato dei principali supermercati o nelle botteghe etniche.
Se preferite, potete sostituirla con una purea di ceci: il sapore chiaramente cambierà, ma per chi non se la sente di sperimentare troppo è una valida alternativa.

'ndujetta

crema barbabietola asparagi

Crema di barbabietola con asparagi fritti

Con la bella stagione mi piace portare un po’ di colore sulla tavola.
Ho approfittato di questi piatti nuovi che mi ha regalato mia sorella per servire una crema fredda di barbabietola e asparagi fritti.
Per la precisione, degli asparagi ho messo solo i gambi che di solito vengono buttati perché sono duri o coriacei: ho preso solo la parte verde togliendo quella bianca legnosa, ho tagliato a rondelle sottili e fritto in olio piccante.
Poi ho aggiunto dei crostini fritti nello stesso olio a dare la parte croccante.
Se volete renderla vegana, potete sostituire il latte con una bevanda vegetale non zuccherata oppure con l’acqua di cottura delle barbabietole e l’aggiunta di crema di riso o di avena ( o perderà troppo di consistenza).
Volendo potete preparare le rape in anticipo, frullarle e aggiungere il latte, gli asparagi e i crostini un attimo prima di servire.

crema barbabietola asparagi

CREMA DI BARBABIETOLA CON ASPARAGI FRITTI
( per due persone)

Ingredienti

100 gr barbabietola rossa

40 gr fondi di asparagi ( gambi)

80 ml latte

pane secco

olio extravergine di oliva, sale, peperoncino, rosmarino, zenzero in polvere qb

Procedimento

Pelate la barbabietola e tagliatela a grossi pezzi. Fatela lessare in abbondante acqua non salata per circa 15 minuti o fino a che sarà tenera.

Mondate i gambi degli asparagi dalle parti più coriacee e tagliatele a rondelle sottili.

Versate parte dell’olio piccante in una padella in modo che le rondelle possano risultare coperte. Fatelo scaldare e friggete gli asparagi. Scolate su carta paglia e tenete da parte.

Tagliate a cubetti il pane. Aggiungete all’olio il rosmarino tritato, rosolate il pane fino a doratura e tenete da parte.

Frullate la barbabietola con il latte e lo zenzero in polvere. Regolate di sale.

Versate la crema nei piatti da portata, guarnite con gli asparagi e i crostini.
Servite fredda o tiepida.

 

lassi pepe nero garam masala bulbul sharma

Lassi mandorle e pepe nero

Il lassi è una bevanda dissetante e gustosa di origine indiana, adatta sia a gli adulti sia ai bambini. Può essere arricchito con spezie, frutta secca, sciroppo, panna  e latte a piacere.
Dato che l’ingrediente base è lo yogurt, il lassi ne possiede tutte le proprietà: vitamine, fermenti lattici, calcio e ferro. Importantissimi in qualunque fascia d’età!
C’è chi dice di berlo con l’aggiunta di ghiaccio, e c’è invece chi dice di non berlo troppo freddo. In particolare, la medicina ayurvedica consiglia di consumarlo a temperatura gradevole ed equilibrata, a piccoli sorsi in modo da mantenere in equilibrio il nostro organismo.
Ne esistono naturalmente diverse versioni, vi lascio la mia ispirata al libro ‘Garam Masala’ di Bulbul Sharma.

In questo racconto, Nanni prepara il lassi per il marito e si lascia andare ai ricordi: dal matrimonio felice alla realtà in cui tenta di avvelenare il marito ingozzandolo con mille manicaretti…. come è dovere di una moglie amorevole e devota! – Il mondo è bello perché è vario, mi vien da dire –

“Nanni affettò finemente le mandorle, insieme al pepe nero, in un altro bicchiere di lassi e lo versò in un bicchiere più alto per farlo montare. Con i braccialetti che tintinnavano si ricordò come a lui piaceva guardarla mentre lo preparava…. Harish beveva il lassi rumorosamente, lo tracannava con la gola che andava su e giù come quella di una rana. Non era stato sempre così. Quand’era giovane aveva uno sguardo timido e le teneva la mano sul cuore quando dormivano. “

lassi pepe nero garam masala bulbul sharma

LASSI AL PEPE NERO E MANDORLE
( per 2 bicchieri)

Ingredienti

125 gr yogurt bianco (o alla frutta non zuccherato)

8-10 mandorle non pelate

1 cucchiaio da tavola di sciroppo alla menta ( fatto in casa, non di quelli verdi fluorescenti del supermercato per pietà!)

1 – 2 tazzine di latte freddo

1/2 cucchiaino raso pepe nero in polvere

1/2 cucchiaino raso curcuma in polvere

Procedimento

Tostate leggermente le mandorle su una piastra ben calda e tenete da parte.

In un boccale alto montate lo yogurt con lo sciroppo e unite a poco a poco il latte ben freddo: potete usare un frullino a mano di quelli che si utilizzano per la schiuma del latte oppure una piccola frusta. A piacere aggiustate di zucchero.

Versate lo yogurt nei bicchieri e guarnite con le spezie e le mandorle tritate.
Servite freddo ma non troppo.

insalata cavolo cappuccio vegetariana aneto finocchio

Insalata aromatica di cavolo cappuccio e lenticchie

Le insalatone sono il mio salva pranzo.
Si preparano in poco tempo, sono saporite e non ce n’è una uguale all’altra.
Uno dei miei abbinamenti preferiti è quello verdure – formaggio – frutta, con tanti aromi e spezie per limitare l’aggiunta di sale.
Questa in particolare è un mix di stagioni, come lo è questo marzo ancora freddino ma con i primi germogli fioriti.
La base di frutta e verdura si può preparare anche la sera prima in modo che si insaporisca, così come la robiola con la senape. Le lenticchie possono essere quelle avanzate da un pasto precedente.
Sbizzarritevi con l’aggiunta di ciò che più vi piace, arricchitela con profumi del vostro orto e mescolate i colori per renderlo ancora più allegro.

insalata cavolo cappuccio vegetariana aneto finocchio

INSALATA AROMATICA DI CAVOLO CAPPUCCIO E LENTICCHIE
( per due persone)

Ingredienti

80 gr lenticchie piccole

1 foglia grande di cavolo cappuccio ( ca 75 gr)

1 pera abate media

1 fetta di zenzero fresco

1 finocchio

40 ml olio extravergine di oliva

20 ml aceto di riso

1 cucchiaino timo tritato

100 gr robiola

1 cucchiaino semi di senape nera

sale, aneto, peperoncino qb

Procedimento

Mettete le lenticchie in acqua fredda, completamente coperte, fate lessare per 30 minuti circa.

Nel frattempo, sminuzzate il cavolo cappuccio ( per aiutarvi potete dividere in due e arrotolare su se stessa ciascuna foglia), tagliate a fette sottili il finocchio eliminando le parti più dure ma tenendo da parte il ciuffo verde. Lavate la pera, mondatela e tagliate a fette. Tritate lo zenzero finemente.

Riunite le verdure e la pera in una ciotola, condite con aceto, sale, aneto, timo e olio. Mescolate e lasciate riposare.

In una ciotola lavorate la robiola con la senape e tenete da parte. Scolate le lenticchie e conditele con peperoncino e un filo di olio extravergine di oliva.

Al momento di servire, distribuite l’insalata alla base, le lenticchie tiepide, il formaggio e i ciuffi di finocchio. Accompagnate con fette di pane tostato.