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Mariconde di pane nero

mariconde pane nero

In Valle D’Aosta ci sono stata parecchi anni fa, ma dico la verità, non ricordo di aver assaggiato questo pane. O meglio, magari l’ho fatto ma tra Lardo d’Arnad, fontina e prelibatezze varie può essere che mi sia ‘sfuggito’!
Grazie ad AIFB e alla Festa de Lo Pan Ner, ho scoperto che esiste una ricetta ben definita con farina di segale, farina integrale e farina tipo 0. All’inizio ero un po’ scettica sulle mia capacità di panificazione anche perché al mercato uno dei produttori vende ogni tanto il pane di segale ma in quantità limitata perché <<  la lievitazione è difficile e non sempre riesce>>. Per di più, il clima in questi giorni è di un autunnale che di più non si può, quindi la temperatura di casa mia non agevola certo la lievitazione.
Partendo da questi presupposti e dopo accurate ricerche, ho optato per un impasto indiretto con farina tipo 0, acqua e poco lievito che desse un po’ di spinta all’impasto e ho affrontato questa sfida con le migliori intenzioni.
Il regolamento del contest prevede di ideare una ricetta con il Pan Ner che si leghi alle tradizioni locali delle diverse regioni e dia una nuova interpretazione al pane stesso. Io ho deciso di giocare letteralmente in casa trasformando un tipico piatto di riciclo delle cascine lombarde: le mariconde. Il classico impasto di pane è stato arricchito con Grana Padano DOP giovane ( 10 mesi), fiori di sambuco della scorsa primavera essiccati ed erbe aromatiche dell’orto. Il sapore che ne deriva è vagamente erbaceo, dolce grazie alla breve stagionatura del formaggio e profumato dalle foglie di prezzemolo. Il brodo vegetale è ottenuto anch’esso dalle verdure dell’orto appositamente trasformate.

MARICONDE DI PANE NERO
( per due persone)

Ingredienti per il Pan Ner

Prefermento 

150 farina di grano tenero tipo 0

150 ml acqua a ca 20°C

2 gr lievito di birra secco

Mescolare velocemente, coprire e lasciar riposare 12/14 ore a circa 20°C.

Impasto

tutto il prefermento

100 gr farina di grano tenero tipo 0

550 gr farina segale integrale

470 ml acqua a ca 20°C

200 gr farina di grano tenero integrale

5 gr lievito di birra secco

20 gr sale

Per le mariconde

300 gr Pan Ner

80 gr Grana Padano grattugiato sottile

1 uovo ( ca 50 gr)

1 cucchiaino da caffè di fiori di sambuco essiccati

1 cucchiaino ciuffi di carote tritati

prezzemolo qb

brodo vegetale qb

Grana Padano a scaglie a piacere

Procedimento

  1. Fate sciogliere il lievito in 100 ml di acqua presa dal totale e fate riposare per 10 minuti. ( Oppure seguite le istruzioni sulla bustina)
  2. Nella ciotola della planetaria, mescolate tutti gli ingredienti per il pane e impastate con il gancio per almeno 10/15 minuti. Io ho impostato la velocità 4 su 7.
  3. Quando tutta l’acqua sarà ben assorbita, rovesciate l’impasto su un piano liscio pulito e impastate a mano fino a che diventerà meno appiccicoso e ben liscio. Create attrito sul piano trascinando la palla di impasto verso di voi, trasferite in una ciotola e coprite con un panno umido. Fate lievitare fino al raddoppio.
  4. Io l’ho cotto con la pietra in forno, quindi ho preriscaldato per 15 minuti a 250°C senza teglia. Quando il forno era ben caldo, ho rovesciato l’impasto sulla teglia, inciso a croce e infornato a 250°C per i primi 5 minuti, poi 200°C per 40 minuti ed infine 10 minuti con sportello leggermente aperto.
  5. Quando il pane sarà colorito e cotto, sfornate e mettete inclinato su una griglia. Lasciate raffreddare completamente prima di tagliare.
    ( Il mio ha riposato quasi 24 ore)

Per le mariconde

  1. Mettete a scaldare il brodo.
  2. Prelevate la quantità di pane necessaria, al netto della crosta. Sbriciolatela in una ciotola e spruzzate leggermente con il brodo.
  3. Aggiungete il resto degli ingredienti e impastate fino ad ottenere la consistenza di un ripieno. Se dovesse essere troppo umido, aggiungete pochissima farina di segale. Al contrario, se fosse troppo asciutto spruzzate leggermente con il brodo.
  4. Ricavate delle palline e tenete da parte.
  5. Quando il brodo comincia a sobbollire, aggiungete delicatamente le mariconde e lasciate cuocere per alcuni minuti: non devono disfarsi.
  6. Versate nelle fondine e aggiungete a piacere scaglie di Grana Padano e prezzemolo. Servite ben calde.

Consiglio:

un tempo le mariconde si preparavano con pane raffermo, ma il Pan Ner è già di per sé friabile quindi potete utilizzarlo anche appena fatto.

lo pan ner mariconde aifb

Per saperne di più:

2^ Festa Transfrontaliera Lo Pan Ner – I pani delle Alpi – 14 e 15 Ottobre 2017
www.lopanner.com

<< Autrefois nous faisions le pain avec le seigle de nos champs, c’était du pain exquis, on le hachait dans le bouillon de chamois, le plat du dimanche, on mettait aussi beaucoup de fromage et on mangeait tout. C’était meilleur que le pain que nous consommons aujourd’hui, tout d’abord nous étions jeunes et notre appétit était robuste ! >>

<< Una volta si faceva il pane con la segale dei nostri campi, era un pane squisito, si sminuzzava nel brodo di camoscio – era il piatto della domenica – si aggiungeva il formaggio e si mangiava tutto.  Era migliore del pane che consumiamo oggi, innanzitutto eravamo giovani e l’appetito era robusto ! >>

Modeste Petitjacques, Bionaz, 1983

 

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Tortiglioni con crema piccante di melanzane

fruit 24 pasta melanzane piccante

Qualche tempo fa ho ricevuto una bella confezione di frutta e verdura da Fruit 24: conteneva tra le altre cose delle gustosissime melanzane lunghe, dolci e tenere.
Adorando la pasta con le verdure, ho subito pensato ad un piatto dal sapore piccantino, dal tipico mood autunnale e da servire come alternativa alla spaghettata di mezzanotte.
Prima della ricetta, vi descrivo questo interessante progetto con cui ho collaborato: l’obiettivo è quello di stimolare il consumo di frutta e verdura consapevole durante i vari momenti della giornata. Sapete vero che è consigliabile consumare un frutto a metà mattina o a metà pomeriggio, o comunque lontano dai pasti? E che l’abbinamento cereali e verdure è l’ideale per saziare con tanto gusto?
All’interno della giornata, gli ideatori del progetto hanno individuato 8 momenti:

h 07.00 Buongiorno freschezza
h 10.00 Fruit break
h 13.00 Pranzo in technicolor
h 16.00 La merenda
h 18.00 Happy fruit hour
h 20.00 Leccatevi i baffi
h 22.00 Spizzica e stuzzica
h 24.00 Spuntino di mezzanotte

Ecco allora che insieme ad altri food blogger ho ideato alcune ricette veloci, di stagione e facili da preparare con i prodotti forniti da Apo Conerpo, la più grande associazione italiana  che detiene la leadership nel settore dell’ortofrutta. Inoltre il progetto Fruit24 può contare sull’appoggio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentarie e Forestali e viene realizzata con il contributo dell’Unione Europea.

Ma veniamo al punto. Ecco la mia ricetta!

TORTIGLIONI CON CREMA PICCANTE DI MELANZANE
( per due persone)

Ingredienti

160 gr tortiglioni o pasta corta

3 melanzane baby

2 cucchiai olio extravergine di oliva

1 cucchiaino peperoncino essiccato tritato

1/2 spicchio di aglio

prezzemolo tritato qb

Procedimento

  1. Portate a bollore una pentola con abbondante acqua salata.
  2. Sciacquate le melanzane, mondatele e tagliatele a rondelle di ca 1/2 cm di spessore.
  3. Schiacciate lo spicchio di aglio e fatelo rosolare nell’olio extravergine di oliva.
  4. Aggiungete il peperoncino e fate appassire, senza bruciare l’aglio.
  5. Aggiungete le melanzane e continuate la cottura mescolando per qualche minuto.
  6. Prelevatene la maggior parte e frullatele aiutandovi con l’acqua di cottura della pasta. Scolate la pasta al dente.
  7. Rimettete la crema nella padella, aggiungete la pasta e fate saltare. Unite le rondelle di melanzane lasciate intere.
  8. Impiattate e guarnite con il prezzemolo.

Per saperne di più sul progetto cliccate qui.

Per un’altra ricetta con i prodotti di Apo Conerpo, invece cliccate qui.

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Insalata di riso con lenticchie e pomodori

insalata riso pomodori lenticchie veganaSabato mattina sono andata al mercato contadino e mi sono trovata un attimo disorientata. Non andavo da tempo causa lavoro ( mio) e pausa estiva ( loro) e mi mancavano i colori e il rapporto con i produttori. E fin qui tutto bene.
Sapevo tramite mail che il contadino da cui mi rifornisco di frutta e verdura era stato un pochettino sfortunato per via del maltempo. Ma il suo banco era comunque ben fornito.
E proprio mentre ero in coda in attesa di ritirare la mia cassetta, mi è scappato l’occhio su alcuni prodotti: accanto ai tipici frutti estivi come il melone e l’anguria, già ho cominciato a vedere il cavolo nero e il cavolo cappuccio. Ho dovuto guardare due volte per essere sicura.
Insomma, l’estate volge al termine con le tavolate di piatti freddi che già fa capolino l’autunno con le zuppe.
Non so voi ma questo connubio mi crea instabilità.

Bancarella del fruttivendolo a parte, ho deciso anche io di giocare con i colori autunnali e un tipico frutto ( sapete che il pomodoro è un frutto, vero?!) da insalata.

INSALATA DI RISO CON LENTICCHIE E POMODORI
( per 2 persone)

Ingredienti

120 gr riso originario

2 pomodori boccetta

3 cm porro ( parte bianca)

75 gr lenticchie grandi

1 cucchiaino raso paprika dolce

1 cucchiaino menta sbriciolata

1/2 cucchiaino zucchero semolato

8 – 10 pistacchi salati

brodo di verdura qb

olio extravergine di oliva qb

peperoncino secco qb

Procedimento

  1. Mettete in ammollo in acqua fredda le lenticchie per almeno 2 ore.
  2. Tagliate i pomodori a cubetti, riducete a rondelle il porro, sbriciolate i pistacchi. Riunite in una ciotola con lo zucchero, la menta, il peperoncino secco, olio evo qb e paprika. Mescolate e lasciate insaporire.
  3. Fate lessare le lenticchie nel brodo di verdura per circa 40 minuti. Quando mancheranno 15 minuti al termine, aggiungete il riso e portate a cottura.
  4. Scolate e conservate il brodo per altri utilizzi. Condite con il mix di pomodori e porro.
  5. Servite tiepido o freddo.

Consiglio:

se il porro crudo dovesse risultare pesante, potete sbollentarlo brevemente fino a che diventi tenero.
Non ho aggiunto volutamente il sale dato che i pistacchi già ne contenevano. Meglio limitarlo in favore delle spezie, ma regolatevi a vostro piacimento.

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Fagottini alla barba di carote

fagottini pasta all'uovo barbe di carote

La cucina regionale italiana è ricchissima di spunti e varietà. Si va dai canederli del Tirolo alla spianata calabra, dai risotti corposi del Nord Italia alle zuppe di pesce della costa, dalle pucce salentine alla michetta soffiata e croccante.
Ma una cosa che accomuna tutte le cucine d’Italia è la pasta, in tutte le sue accezioni. La pasta ripiena in particolare ha permesso nel corso dei decenni, di creare una moltitudine di farciture che vanno dal classico pangrattato con burro ed aromi alla zucca con amaretti, fino al recupero di parti edibili vegetali che altrimenti sarebbero state destinate a diventare mangime per le galline.
Molte di esse sono costituite da foglie, bucce e gambi, molto ricchi di clorofilla e fibre utilissime al nostro organismo. E’ infatti consigliato all’interno di una dieta sana e bilanciata un consumo di vegetali a foglia verde, come insalata, spinaci, broccoli, che forniscono un limitato apporto di calorie ma contengono una sostanza molto simile all’emoglobina che favorisce la circolazione sanguigna e il rigeneramento delle cellule. Può quindi essere vantaggioso assumerla per migliorare le prestazioni sportive, grazie ad una migliore ossigenazione cellulare; facilitare i processi di cicatrizzazione; migliorare la vascolarizzazione periferica; e, aiutare nei processi digestivi e depurativi grazie alla componente acquosa e fibrosa.
Naturalmente, è sempre consigliabile consumare i vegetali, se possibile, crudi o appena scottati, per non disperdere le proprietà benefiche.

Vegetali più conosciuti a parte, anche le foglie di alcuni ortaggi che normalmente consumiamo possono essere utili come integratori naturali. Le barbe delle carote ad esempio, possono costituire una alternativa al prezzemolo nella salsa verde o alle erbette nel ripieno dei fagottini. Accompagnate con ricotta, limone, noce moscata e pepe vi permetteranno di creare un piatto gustoso, sano e colorato.
(fonte: Riza.it , Lifegate.it)

FAGOTTINI CON BARBE DI CAROTA E RICOTTA
( per 3 persone)

Tempo di preparazione: 40 minuti + 30 minuti riposo

Ingredienti

Per la pasta

1 uovo ( ca 60 gr)

100 gr farina di semola

Per il ripieno

120 gr ricotta vaccina

80 gr barbe di carota

40 gr formaggio grattugiato

noce moscata qb

scorza di ¼ di limone

pepe nero qb

Per la salsa

10 ml acqua

25 ml olio extravergine di oliva + altro a guarnire

20 gr barbe di carote

succo di limone qb

sale qb

Procedimento

  1. Preparate la pasta: create una fontana con la farina e rompetevi al centro l’uovo intero. Impastate richiamando la farina dai bordi verso il centro.
  2. Lavorate la pasta fino ad ottenere un panetto omogeneo. Coprite con la pellicola e fate riposare al fresco per 30 minuti.
  3. Nel frattempo, riempite una bacinella con acqua molto fredda e immergetevi le barbe di carote che vi serviranno sia per la salsa sia per il ripieno. L’acqua fredda permetterà di mantenere il colore verde.
  4. Scolatele delicatamente e tamponate con carta assorbente.
  5. Tagliate eventuali gambi più legnosi e giallognoli e tritate il resto a mezzaluna.
  6. Prelevatene 80 grammi. Unitelo agli ingredienti per il ripieno e mescolate per distribuire bene i sapori. Regolate di pepe a piacere. Coprite e tenete da parte ad insaporire.
  7. Frullate le barbe restanti con l’olio e l’acqua fino ad ottenere una emulsione. Regolate di sale e succo di limone secondo il vostro gusto. Tenete da parte.
  8. Riprendete l’impasto all’uovo e stendetelo a sfoglia sottile: se usate la macchinetta, fatelo passare in tutti gli spessori andando a decrescere.
  9. Ricavate dei dischetti del diametro di 8 cm. Distribuite una pallina di ripieno nel centro e chiudete a fagottino.
  10. Fate cuocere in abbondante acqua salata per 3 minuti.
  11. Accompagnate con la salsa e olio extravergine a piacere.

“Con questa ricetta partecipo al contest Impastiamo insieme”

logo

 

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Conchigliette formaggella Antica e piselli

pastina piselli formaggella antica biobio

Si sa che d’inverno la pastina è sempre ben gradita, ma cosa fare con quella avanzata dalla stagione fredda? O si conservano mille sacchettini aperti in dispensa oppure la si utilizza per preparare un piatto unico con legumi, formaggio e semi croccanti.
Per rendere il tutto più veloce, ho usato piselli surgelati tuttavia sarebbe meglio preferire i legumi freschi o secchi in modo che rimangano più corposi e al dente.
La formaggella Antica invece proviene da un’azienda agricola biologica situata in Valle Sabbia, di cui già vi avevo accennato in altre ricette: qui, qui, ed infine qui. Per la precisione sto parlando dell’azienda agricola Biobio’ di Sara e della sua famiglia, che tanto per inciso, anche hanno un agriturismo in cui è possibile degustare i loro prodotti e altri del territorio come l’aglio orsino, la carne, gli ortaggi e approfittare delle belle giornate per visitare anche la fattoria didattica che hanno allestito da alcuni anni.
In queste occasioni è possibile ricostruire la filiera ‘ dal filo d’erba al latte’ , scoprire le bellezze del bosco e partecipare alla castagnata d’autunno.
E mentre andate a curiosare sul loro sito, perché non preparare questa veloce pasta fredda?

 

CONCHIGLIETTE FORMAGGELLA ANTICA E PISELLI
( per due persone)

Ingredienti

120 gr conchigliette

100 gr piselli surgelati

1 cucchiaio da minestra di semi di girasole

1 cucchiaino da caffè di semi di papavero

olio evo qb

formaggella Antica qb

Procedimento

  1. Mettete a cuocere le conchigliette in acqua salata per 7 minuti ( controllate il tempo di cottura al dente sulla confezione). Scolatele conservando l’acqua di cottura e passatele sotto acqua fredda.
  2. Nell’acqua di cottura della pasta, fate lessare i piselli per 10 minuti.
  3. Fate rosolare i semi in un filo di olio extravergine di oliva e aggiungete i piselli cotti. Fate insaporire per 5 minuti.
  4. Tagliate a scaglie la formaggella Abbio.
  5. Servite le conchigliette e conditele con il resto degli ingredienti.

Consiglio:

sono ottime sia fredde sia tiepide, ma io consiglio di non servirle troppo calde per mantenere tutto il sapore del formaggio.

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Insalata Casera DOP e lamponi

insalata casera mainardi

Questa insalata è presto fatta: fresca, veloce, saporita è adatta sia per un picnic fuori porta sia come pranzo sano e veloce.
Ho arricchito il sapore delle verdure con lamponi maturi e succosi e scaglie di Casera DOP. Per essiccare la rapa, esistono degli essiccatori a poco prezzo in commercio oppure andata di rete per alimenti e abbondante Sole! Il tutto guarnito con dei cubetti di focaccia del giorno prima: niente si butta in cucina! Se non avete la focaccia, potete anche utilizzare del pane raffermo aromatizzato con olio e aromi.
Ho aggiunto solo un filo di olio extravergine di oliva per amalgamare gli ingredienti perché la giusta salinità dell’insalata viene garantita dalla focaccia e dal limone. Se non ne avete in casa, potete anche spruzzare con del semplice succo di limone e regolare poi i condimenti in base ai vostri gusti.

INSALATA CASERA DOP E LAMPONI
( per due persone)

Ingredienti

80 gr lamponi maturi

50 gr peperone verde dolce

2 fette limone confit

6 fette rapa essiccata

focaccia rafferma qb

casera giovane DOP a scaglie qb

olio extravergine di oliva qb

Procedimento

  1. Sciacquate la frutta e la verdura sotto acqua corrente. Levate il sale in eccesso dalle fette di limone confit.
  2. Tagliate la focaccia a cubetti. Spezzate grossolanamente le fette di rapa.
  3. Riunite tutti in una ciotola e condisci con un filo di olio extravergine di oliva.
  4. Servite l’insalata fredda come antipasto o come sfizioso contorno estivo.

Consiglio:

questa insalata si presta a molte varianti, in base alla stagione e agli ingredienti che avete in frigorifero. E’ ottima anche arricchita con l’aggiunta di mele, albicocche o altra frutta dolce.

Primi piatti

Pizzoccheri al baccalà, birra e polvere di caffè

pamela_mussio_labisaccia

Quando AIFB ha proposto il contest Talent For Food in collaborazione con le aziende della Sezione Alimentare di Confindustria Padova ho raccolto con piacere la sfida.
L’idea è quella di coniugare le tradizioni culinarie di altre regioni, in questo caso la Lombardia, con alcuni prodotti d’eccellenza del territorio padovano per dare a noi foodblogger l’opportunità di ‘giocare’ con alcuni ingredienti di base e ai produttori nuovi riscontri rispetto ai propri prodotti. Dovendo poi scegliere il pezzo forte tra gli animali della corte terrestre o marina della zona, la mia preferenza è caduta sul baccalà: tenero trancio di pesce bianco protagonista di alcune ricette tipiche del Veneto. Se lo acquistate sotto sale, ricordatevi di metterlo in ammollo per almeno 24 ore in acqua ( da cambiare almeno 1 volta) per dissalarlo. Se invece lo trovate fresco, meglio per voi.

Nell’ottica dello scambio cultural gastronomico, la mia prima proposta per il contest Talent For Food è un primo piatto dall’aspetto rustico del grano saraceno e dall’aroma penetrante del caffè appena macinato. Ho scelto i pizzoccheri che di solito si accostano alla stagione fredda, alle verza e alle patate e li ho accompagnati alla sapidità del baccalà aromatizzato alla birra per un primo piatto mare – terra che ricorda la varietà di paesaggi del Veneto. Lì ho vissuto per qualche anno durante l’università e nel raggio di pochi chilometri ho scoperto che si può andare dal baccalà al tartufo dei Colli, dagli zaleti rustici con farina di mais ai birbanti pevarini con cacao e pepe, dallo Spritz e stuzzichini ai folpetti fritti e mangiati in piazza per .. scaricare la tensione pre esame!
Tra gli ingredienti che hanno inviato i produttori, ho utilizzato il granulare per dare sapore al brodo di cottura dei pizzoccheri in modo da ricordare le verdure della ricetta tradizionale: le dosi sono di ca due cucchiaini per 1 l di acqua e il brodo è presto fatto.
Mentre il brodo andava sobbollendo, il baccalà era pacifico a marinare nella Birra Antoniana, bionda, delicata che si accosta benissimo con il pesce bianco e permette di creare un fondo cremoso in cui mantecare poi la pasta.
Poi, vista la mia predilezione per l’olio extravergine di oliva non potevo farmi mancare il Brecà dei Colli Euganei, e più precisamente dal Monte Brecale a circa 300 m slm, ben equilibrato, dalla giusta piccantezza e dai sentori di mandorla che vanno a contrastare la consistenza rustica dei pizzoccheri.
Infine, una spolverata di caffè appena macinato sulla pasta ancora tiepida per sprigionare tutto l’aroma dell’arabica che dona una nota insolita a questo piatto ricco di sapori.

Tempo di preparazione: 15 minuti + 30′ di marinatura

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PIZZOCCHERI AL BACCALA’, BIRRA E POLVERE DI CAFFE’
( per 4 persone)

Ingredienti

350 gr pizzoccheri

320 gr baccalà

120 ml Birra Antoniana

30 ml olio Brecà

20 gr insaporitore Bovis

caffè Arabica Yellow Bourbon Diemme qb

Procedimento

  1. Tagliate il baccalà a tocchetti piuttosto grandi e fatelo marinare nella birra per 30 minuti.
  2. Fatelo rosolare nell’olio dal lato della pelle e dopo un minuto sfumatelo con la birra. Continuate la cottura a fuoco bassissimo fino a quando il pesce comincerà a disfarsi. Tenete da parte conservando il sugo di cottura nella padella.
  3. Preparate un brodo di base in cui andrete a cuocere la pasta sciogliendo il granulare in un litro di acqua.
  4. Fate cuocere i pizzoccheri per il tempo indicato tenendoli al dente.
  5. Sfilacciate il baccalà con le mani in modo da ottenere dei pezzetti irregolari.
  6. Macinate il caffè con l’apposito attrezzo oppure schiacciateli tra due fogli di carta forno con l’aiuto di un batticarne.
  7. Quando la pasta sarà pronta, trasferitela nella padella con il sugo di cottura e il baccalà e fate amalgamare i sapori.
  8. Prima di servire, spolverate con il caffè appena macinato.

pizzoccheri baccalà aifb talentforfood

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Cous cous mediterraneo

cous cous limone confit e pomodori secchi semi di zucca

Stamattina in aula sentivo parlare gli studenti dell’esperienza di stage che andranno a fare nei prossimi mesi: chi in Calabria, chi in Emilia Romagna, chi invece più vicino, tutti hanno voglia che passi in fretta questo ultimo mese di scuola.
E anche io come loro sento già il profumo mediterraneo dei piatti freddi consumati all’aperto!
Per prepararmi bene all’estate, ho optato per un cous cous sano, veloce e dal profumo di limoni confit esaltato dai pomodori essiccati di Agriblea. Ho arricchito con una manciata di foglie di menta che dà freschezza e una di semi di zucca tostati dal sapore leggermente mandorlato e dalle tante proprietà.
Li avete mai assaggiati? Sono piccoli, croccanti e preziosissimi per la nostra salute. Contengono un precursore della serotonina che ci mette di buon umore e allo stesso tempo ci aiuta a riposare bene, magnesio tanto importante per rilassare i muscoli ( e per le donne è un toccasana nei dolori da sindrome premestruale), omega 3, zinco, ferro e tante altre sostanze che ci aiutano a vivere bene.
Attenzione però a non abusare di quelli salati: se li aggiungete ai piatti, diminuite la dose di sale nella preparazione.

COUS COUS MEDITERRANEO
( per 2 persone)

Ingredienti

100 gr cous cous

4 filetti di pomodori secchi Agriblea

2 fette di limone confit

una manciata semi di zucca tostati

una manciata di foglie di menta essiccata

olio extravergine di oliva qb

Procedimento

  1. Mettete in ammollo il cous cous con il doppio peso di acqua calda NON SALATA. Coprite con un piattino e fate riposare.
  2. Mettete in ammollo i pomodori secchi in acqua calda per qualche minuto. Togliete il sale in eccesso dal limone.
  3. Tagliate a piccoli pezzi i pomodori e il limone, sbriciolate grossolanamente la menta.
  4. Condite il cous cous e terminate con un giro di olio extravergine di oliva.

Consiglio:

io preferisco i pomodori secchi non sott’olio e i semi di zucca non salati, ma vedete voi. In caso regolatevi sulla sapidità del piatto e sul condimento finale.

Tempo di preparazione: 15 minuti
Difficoltà: facile
Persone: 2

COUS COUS MEDITERRANEO
( per 2 persone)

Ingredienti

100 gr cous cous

4 filetti di pomodori secchi Agriblea

2 fette di limone confit

una manciata semi di zucca tostati

una manciata di foglie di menta essiccata

olio extravergine di oliva qb

Procedimento

  1. Mettete in ammollo il cous cous con il doppio peso di acqua calda NON SALATA. Coprite con un piattino e fate riposare.
  2. Mettete in ammollo i pomodori secchi in acqua calda per qualche minuto. Togliete il sale in eccesso dal limone.
  3. Tagliate a piccoli pezzi i pomodori e il limone, sbriciolate grossolanamente la menta.
  4. Condite il cous cous e terminate con un giro di olio extravergine di oliva.

Consiglio:

io preferisco i pomodori secchi non sott’olio e i semi di zucca non salati, ma vedete voi. In caso regolatevi sulla sapidità del piatto e sul condimento finale.

Tempo di preparazione: 15 minuti
Difficoltà: facile
Persone: 2

Primi piatti

Zuppa di vongole e fagioli Pigna

zuppa di vongole

Pur essendo nata e cresciuta nella Bassa Bresciana, ho una predilezione inspiegabile per il pesce: e qui da me l’unico pesce ‘nostrano’ che valga la pena di essere chiamato tale è quello per la frittura di bose e aolette. Oppure le trote che vengono pescate nei fossi o durante le gare di pesca.. a cui io, confesso, ho partecipato fino alla fine delle scuole elementari! Una delle poche bambine tra tanti maschi.
Non che disdegni la carne sia chiaro, ma ad una bistecca al burro preferisco di gran lunga una bella fetta di pesce bianco con le olive e i pomodori.
E ho avuto la fortuna di incontrare una persona che la pensa come me, o meglio, che da carnivoro quale era, credo si sia egregiamente adattato a questa mia abitudine.
Così quando ho visto che era stato indetto il Contest del Tartufo Marzuolo non ho potuto far altro che immaginare una bella zuppetta di vongole e fagioli bianchi. Non sono fagioli qualunque ma i bianchi di Pigna, originari della zona di Bordighera e Ventimiglia, teneri dalla buccia sottile e dalla consistenza tenera e vellutata.
Vengono dalla Liguria che è terra di contrasti: ha il mare e i profumi del porto, ma anche dei meravigliosi borghi nell’entroterra; ha il caos dei turisti di San Remo e le falesie di Varigotti; ha il dialetto di Creuza de mä e la mondanità di Portofino..

E’ terra di contrasti come questo piatto che sa di terra e di mare.

Zuppa di vongole e fagioli Pigna
( per 6-8 persone)

Ingredienti

1 kg vongole veraci

70 ml Pignoletto

1 spicchio di aglio

80 gr fagioli Pigna

10 pistilli zafferano

750 ml brodo di verdura

olio extravergine di oliva qb

Procedimento

  1. La sera prima: mettete in ammollo i fagioli Pigna per almeno 12 ore – 18 ore.
  2. Scolate, sciacquate sotto acqua corrente, trasferite in una pentola di acqua fredda NON SALATA e portate a bollore. Contate 50 minuti da bollore.
  3. Tagliate l’aglio a fettine e mettetelo in una pentola capiente con il Pignoletto.
  4. Sciacquate le vongole e levate i gusci rotti.
  5. Fatele aprire nella pentola con il vino lasciando il coperchio chiuso fino a che si saranno aperte tutte. Buttate quelle chiuse. Fate intiepidire.
  6. Sgusciate metà vongole e tenete da parte.
  7. Fate tostare i pistilli di zafferano senza farli bruciare e polverizzateli con un batticarne.
  8. Prendete metà dei fagioli e frullateli con metà del brodo vegetale e l’aglio tolto dalle vongole.
  9. Riunite tutto il brodo e i fagioli in una pentola capiente, unite lo zafferano e portate a leggero bollore.
  10. Unite le vongole sgusciate e fate insaporire.
  11. Servite accompagnando con le vongole ancora intere e un filo di olio extravergine di oliva.

zuppa di vongole

Con questa ricetta partecipo al contest Immagina.. il Tartufo Marzuolo

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Primi piatti · Ricette vegetariane · Senza categoria

Pincinelle con esubero di pasta madre

pincinelleSe come me siete fan della pasta madre, saprete che a forza di rinfreschi a poco a poco la creatura prenderà possesso di vasetti e scodelline.
Nella bella stagione riesco a farla seccare per bene e la conservo per tempi di magra, ma spesso e volentieri l’esubero di trasforma in cracker, grissini e taralli da sgranocchiare sul lavoro. Ma di grissini in grissini il forno va che è una meraviglia..
Fortunatamente la tradizione culinaria regionale ci offre tanti spunti: le pincinelle ad esempio, tipiche marchigiane, sono fatte con un impasto simile al pane, staccate a piccoli tocchetti e lessate in acqua come se fossero una pasta asciutta.
Io le ho arricchite con farina di ceci, voi miscelate pure le farine che preferite.
Secondo me sono ottime anche nella minestrina, al posto di stelline e tempestine varie. Basta farle in formato mignon 😉
Noi le abbiamo condite semplicemente con burro fuso e salvia, semplici e veloci come vuole la tradizione.

PINCINELLE CON ESUBERO DI PASTA MADRE
( per 4 persone)

Ingredienti

100 gr lievito madre di esubero ( 1/3 acqua – 2/3 farina)

200 gr farina 0

50 gr farina di ceci

120 – 150 ml acqua

Procedimento

  1. In una ciotola capiente, fate sciogliere la pasta madre in metà acqua presa dal totale.
  2. Setacciate le farine e unitele alla pasta madre.
  3. Cominciate ad impastare unendo a poco a poco l’acqua rimasta: dovete ottenere una consistenza simile alla pasta di semola.
  4. Coprite e fate riposare 30 minuti.
  5. Riprendete l’impasto e ricavatene 4 cilindri spessi circa 3 cm.
  6. Con un tarocco ricavatene tanti piccoli bastoncini.
  7. Fate riposare fino al momento di cuocere.
  8. Lessate per 2 minuti in acqua bollente salata e condite a piacere.

Consiglio:

se la pasta madre fosse troppo acida, fate un rinfresco prima di impastare.
Le pincinelle appena formate sono simili a gnocchetti di pane e si comporteranno come tali venendo a galla quando sono cotte; se le fate riposare invece saranno più leggere e avranno bisogno giusto di una breve lessatura.