Il panettone di Giovanni Cova & C. per i 150 anni di Rossini

Dalla collaborazione tra la pasticceria Giovanni Cova & C. e l’Archivio Ricordi nasce anche per il Natale 2018 una nuova collezione di dolci natalizi ispirata alla musica classica.

giovanni cova e C. Rossini Archivio Ricordi

In particolare, cade quest’anno il 150° Anniversario dalla scomparsa del Maestro Gioacchino Rossini, autore dalle mille sfaccettature che ha saputo spaziare dalle commedie alle tragedie, dalla farsa alle opere serie.
Si narra fosse ipocondriaco, umorale, collerico ma estremamente moderno nel comporre. Basti pensare ad alcuni dei suoi capolavori più conosciuti come Il Barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri, La Cenerentola e Il Guglielmo Tell.

Oltre all’immensa genialità musicale, Rossini è conosciuto anche per la fama di bon vivant. Tanto che gli si attribuiscono diverse citazioni come

l’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Non conosco un lavoro migliore del mangiare; per mangiare un tacchino dobbiamo essere almeno in due: io e il tacchino; mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita.” ( fonte Wikipedia).

E non poteva essere che il cioccolato, odio e amore dei golosi, a rappresentare il Maestro Rossini. Sull’incarto è possibile intravedere la partitura autografa di Rossini de L’Italiana in Algeri con il ritratto del compositore ad opera di V. Bignami.

grancioccolato rossini ricordi giovanni voca e c.

foto: Ufficio Stampa Serena Comunicazione

Senza dimenticare tutta la linea di packaging celebrativi dell’Archivio Ricordi, ispirati a documenti storici e unici nel loro genere. I libretti, le opere, i costumi, i manifesti e le copertine rinascono a nuova vita facendosi conoscere al pubblico di appassionati.

archivio ricordi cova giovanni e c. biblioteca braidense

foto: Ufficio Stampa Serena Comunicazione

Si possono trovare la Madama Butterfly,  figurino di G. Palanti, che custodisce il Panettone e il Pandoro Classico; l’Iris di Mascagni, libretto di A. Hohenstein, per il Panettone al pistacchio; i manifesti di Ars et Labor di Dudovich accompagnati ai Marron Glaces e ai Frutti di Bosco; i bozzetti della Farsa Amorosa di Zandonai; e la copertina di Buff, Fox Trot di Vitale disegnata da S. Tofano per il brioso Panettone Curcuma e Zenzero.
Tutte le illustrazioni originali sono conservate nell’Archivio Ricordi presso la Biblioteca Braidense di Via Brera a Milano.

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Profumi di Mosto 2018

Domenica 7 Ottobre 2018 si è tenuto Profumi di Mosto, l’evento che celebra i vini simbolo della Valtenesi. Come sempre, noi siamo andati a curiosare.
Abbiamo scoperto nuovi prodotti, nuove cantine e luoghi che meritano certo una ulteriore visita nei prossimi mesi.
Da segnalare infatti che la vendemmia è terminata per alcuni a ridosso della manifestazione mentre per altri il vino Chiaretto dell’anno precedente era già terminato. ( nb il deblocage del Chiaretto 2018 avverrà come tutti gli anni a Febbraio, quindi dovremo aspettare ancora un po’!).

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La giornata era semi primaverile, e ciò ha garantito che i visitatori e gli appassionati potessero degustare i vini e i piatti in abbinamento nel patio o sotto i pergolati allestiti dalle cantine. Ogni produttore ha proposto, come sempre, uno o più piatti studiati per l’occasione da chef, bistrò e ristoranti del territorio. Qualcuno, come il Pratello, ha invece preferito offrire il proprio cavallo di battaglia cucinato direttamente nella cucina dell’agriturismo.
Infatti, in linea con la nuova concezione di attività agricola, molte cantine non si limitano più solo a produrre vino ma offrono servizi ricettivi e attività extra.

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Una bella scoperta è stata la tenuta Giardini Conti Thun a Puegnago del Garda. L’azienda agricola, rilevata da poco da una coppia di giovani da cui viene il nome, è collegata alla strada principale da una stradina sterrata che consiglio di percorrere a piedi, perchè attraversa le vigne che circondano la tenuta.

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Notevoli anche i vini dell’ULIF di Picedo di Polpenazze, una cantina che ha sempre spinto sul biologico e biodinamico. Se del biologico ormai si parla ovunque, il biodinamico si caratterizza per il fatto di non utilizzare lieviti aggiunti, bensì solo i lieviti già presenti sulle bucce dell’uva. L’azienda inoltre limita al minimo i solfiti.

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Come sempre, merita anche la visita alla Cantina Pasini San Giovanni che stupisce ogni anno per le sue proposte innovative e l’allestimento.
Il primo assaggio mi ha colto di sorpresa per il packaging: una scatola di cartone con finestra trasparente a metà tra il classico incarto di alcuni tramezzini e quello delle doughnut dei telefilm americani. In realtà conteneva uno spiedino sfizioso e saporito.
Nel passaggio verso il secondo assaggio e la cantina, invece, erano appese delle lunghe strisce rosse a rappresentare il Vigneto Sospeso: tutti i vecchi legavigna hanno trovato nuova collocazione prima di essere riciclati a nuova vita.
Pareva di camminare sotto una enorme e suggestiva tenda.

Nel nostro percorso abbiamo fatto una rapida toccata e fuga anche da Cantrina, a Bedizzole. Una dinamica ed elegante cantina che avevamo già ‘incontrato’ a Italia in Rosa nel mese di Giugno. Molto interessante la scelta delle etichette: astratta e artistica quella del Chiaretto, più sobria e classica quella dei rossi.

Naturalmente vi erano numerose altre cantine, ma il tempo a nostra disposizione era terminato.
Per l’elenco completo, potete consultare il sito www.profumidimosto.it

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Domenica fuori porta al Podere Casale – slow tourism, slow life in Val Tidone

Proprio davanti alla Chiesa di Vicobarone, su via Creta, un cancello maestoso vi apre le porte verso il Podere Casale: un agriturismo con piscina dolcemente inserito nel paesaggio dei colli piacentini.

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Venendo da Milano o da Brescia, si procede verso Piacenza e in poco tempo ci si ritrova catapultati in un contesto in cui i ritmi della Natura dettano le loro regole.
I figli di coltivatori lo sanno bene: tutto l’amore verso la terra, le vigne, i campi non basta se il clima non è propizio. Basta una grandinata fuori tempo, o un sole troppo cocente e gli acini d’uva ne risultano compromessi. Ma questa consapevolezza è quella che ha convinto negli Anni Novanta Angelo Rigamonti ad acquistare il Podere Casale.

Per lo stesso motivo il figlio Nicolas e la madre Daniela hanno continuato a portare avanti la tradizione. Il potenziale che hanno intravisto in questo agriturismo con piscina circondato da un rigoglioso giardino e dalle colline è evidente a chiunque varchi il cancello di entrata.

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La nascita del Borgo che lo ospita risale all’800 d.C., precisamente con l’arrivo dei monaci colombaniani dell’Abbazia di San Colombano di Bobbio, peraltro molto vicina e interessante meta turistica. Le origini storiche del Casale sono invece ben visibili in una targa posta sulla vecchia torre di avvistamento che data tra il 1408 e il 1718 il ‘nobile e austero fortilizio’ nel Feudo di Vicobarone dei Marchesi Malvicini Fontana.
Nel XVIII secolo tuttavia il palazzo venne destinato ad una funzione prettamente gentilizia e non più difensiva. In epoca più moderna, la famiglia Rigamonti l’ha ristrutturato cercando di mantenere lo stile delle cascine lombarde.

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Essendo Vicobarone il comune più vitato d’Europa, l’attività svolta dai proprietari non poteva essere che quella vitivinicola. La proprietà è circondata da 6 ettari di filari, interamente dedicati alle varietà autoctone come Bonarda e Barbera a bacca rossa, Malvasia di Candia Aromatica e Ortrugo a bacca bianca.
A questo proposito, si dice che la vigna di Leonardo da Vinci fosse proprio la Malvasia che si trova su questi colli.
Qui potete trovare le schede tecniche dei vini del Podere Casale.

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La passione per il vino traspare da ogni ambiente del Podere Casale. All’esterno naturalmente, dove il panorama non ha nulla da invidiare alle colline della Toscana e all’interno, dove è possibile approfittare di una sala degustazione dai toni caldi e avvolgenti e farsi guidare da Nicolas e Daniela alla scoperta dei prodotti del territorio.

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E per sfruttare al meglio l’occasione, fatevi consigliare dai proprietari alcuni locali tipici in cui immergersi nella cultura gastronomica piacentina. Non solo i conosciutissimi salumi e gnocco fritto, bensì anche pisarei e fasö, ravioli, coppa cotta e arrosto di culatello.

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Insomma, approfittate dell’occasione per una gita fuori porta alla scoperta della Val Tidone. E magari fatevi un tuffo in piscina ( aperta anche per gli esterni in alcune occasioni!).

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A breve vi posterò anche una tipica ricetta autunnale in abbinamento con alcuni vini del Podere Casale, nel frattempo qui vi lascio tutti i recapiti: fatene buon uso!

Azienda Agricola PODERE CASALE s.a.s 
Via Creta – 29010 VICOBARONE  ZIANO PIACENTINO (PIACENZA)
Tel. 0523.868302
Fax 0523.840114
info@poderecasale.it
www.poderecasale.com

Open day all’Industria Dolciaria Borsari

Il 21 settembre sono stata in visita ai laboratori di IDB, Industria Dolciaria Borsari, di Badia Polesine: un press tour dal profumo dolce di vaniglia, burro e frutta candita.
Dall’Emporio alla fabbrica, tutto narra la storia di una tradizione famigliare che dura da decenni e sforna biscotteria, cioccolato, lievitati delle feste e tanto altro.

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foto Ufficio Stampa IDB

Partita in treno da Brescia alla volta di Verona, mi sono riunita con Monica e abbiamo raggiunto il resto del gruppo sulla navetta destinazione Badia Polesine.
Lì abbiamo trovato Serena, che cura l’ufficio stampa, e altre blogger conosciute come Gabriella e Krizia, e naturalmente il personale addetto all’accoglienza; una volta sbrigate le pratiche di rito ci siamo spostati nella veranda dell’Emporio dove l’idea di light lunch ha assunto un significato tutto suo: dall’insalata di pasta agli stuzzichini, dalla pizza ai bignè salati per spostarsi poi su dolci al cioccolato, alla crema e sulla biscotteria secca. Insomma, gli chef del Bistrò hanno fatto di tutto per coccolarci.
L’Emporio infatti non è solo un luogo in cui è possibile acquistare i prodotti del laboratorio, ma anche un punto di appoggio per colazioni golosissime, pranzi veloci, pause caffè, merende gelato e cene gourmet.
Dove è possibile vedere gli chef e i pasticceri al lavoro perchè è tutto a vista, trasparente e sincero. Inutile dire che viene proprio voglia di sbirciare come nascono le golosità del bancone!

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foto Ufficio Stampa IDB

Dopo la parentesi gastronomica, siamo stati raggiunti da Martino Beggio – responsabile marketing e comunicazione – e da Andrea Muzzi – amministratore delegato – e ha avuto inizio la visita allo stabilimento.
Bardati con camici, cuffie e copriscarpe siamo stati introdotti da Sara, la nostra guida d’eccezione, al magico mondo dei panettoni tradizionali veronesi e specialità.
Inutile descrivere il profumo di agrumi canditi, burro e vaniglia che aleggiava nell’aria e che ci ha accompagnati dall’inizio alla fine del processo produttivo.
File di panettoni in diverse fasi di preparazione facevano capolino dai carrelli e dai nastri trasportatori, svelando il segreto della loro sofficità e catapultandoci nell’affascinante mondo del panettone artigianale.

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Foto Ufficio Stampa IDB

A prima vista, guardando il via vai di panettoni sulle scalere sembrerebbe improbabile che vi sia ancora traccia del processo artigianale di panificazione. Eppure sbirciando dietro ai rulli e agli scaffali si potevano scorgere mani abili che pirlavano l’impasto con maestrìa ( non so voi, ma penso che sia una delle fasi tecnicamente più difficili da eseguire), altre che scarpavano con precisione, altre ancora che confezionavano ad una velocità impressionante.
C’erano le persone che mantengono le materie prime nelle migliori condizioni, le preparano, coccolano l’impasto affinché il prodotto giunga al consumatore così come era stato pensato anni fa dal pasticcere.

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foto Ufficio Stampa IDB

Le 5 fasi della ricetta veronese vengono rispettate come da disciplinare nonostante il quantitativo da produrre sia notevolmente aumentato nel corso degli anni, con una diffusione soprattutto all’estero anche come dolce da colazione.
Perchè l’artigianalità del panettone si ritrova anche nella leggerezza di un impasto così ricco, nella digeribilità di una lunga lievitazione partita da un’arzilla pasta madre ottantenne, nella scelta accurata delle materie prime.
Il burro in primis, solo da centrifuga di panna, è sempre stato selezionato tra i migliori al mondo, in modo da avere una percentuale di massa grassa altissima  ( quasi al 100% di massa grassa) rispetto a ciò che si trova normalmente sul mercato; l’uva passa solo dalla Turchia perchè lì viene lavorata in maniera ottimale; le uova e le farine solo da fornitori controllati che possano rispondere al meglio alle richieste del cliente.
Perchè dal piccolo panettone da 50 gr fino a quello da 10 kg, tutto deve essere perfetto.

Non per altro, l’Industria Dolciaria Borsari produce panettoni per i più conosciuti marchi di lievitati, quali Borsari Maestri Pasticceri, Muzzi Antica Pasticceria, Giovanni Cova & C., Bedetti, Scar Pier, Muzzi Tommaso e naturalmente Golfetti.

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foto Ufficio Stampa IDB

Se volete saperne di più sul gruppo IDB, qui vi lascio il link e se passate da Badia Polesine,   fate un salto all’Emporio: non ve ne pentirete!!

salone del gusto torino 2018 terra madre foodforchange

Terra Madre Salone del Gusto 2018

Dal 20 al 24 Settembre si è tenuta a Torino la dodicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto. La manifestazione è stata organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del MIPAAF e del MIBACT.

Il tema di quest’anno era #foodforchange, cioè cibo per il cambiamento.
Un cambiamento che parte da noi, in ogni angolo del mondo, su ogni tavola.

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Sappiamo tutti che una dieta sana ed equilibrata migliora la nostra salute, ma ciò che spesso ci dimentichiamo è che il cambiamento parte proprio dalle nostre scelte. Ciò che acquistiamo, che coltiviamo, che serviamo sulla nostra tavola scatena un effetto domino sul nostro pianeta e sulla biodiversità.

Quante varietà di legumi conoscete oltre ai classici cannellini, ai ceci e alle lenticchie? I lupini, a parte le aree in cui vengono coltivati, ad esempio, li avete mai assaggiati?
Per non parlare di formaggi, salumi, dolci e conserve.

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Prodotti da forno con lievito madre e lunga lievitazione, salse fatte solo con olio e verdure, spezie dal profumo intenso: tutti questi piatti raccontano una storia che è interessante e doveroso conoscere.
Dietro ad ogni fetta di toma, sta la tradizione di una famiglia che utilizza solo latte delle proprie valli, lo lavora fresco e sa riconoscere la mungitura della primavera da quella della stagione fredda. La cura di ogni forma e la sistemazione a mano sulle scalere, nella cantina di pietra viva, nascono da una passione che va conservata e protetta. Solo in questo modo anche una semplice ricotta  diventa un punto di partenza per la scoperta del territorio.

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Il Salone del Gusto non si ferma solo in Italia, ma grazie ad accordi e scambi culturali ospita anche produttori da tutti i continenti. Perchè lo zafferano afghano, il baccalà con fiocchi di sale islandese, il profumatissimo e dolce the alla menta marocchino, il cous cous, il pollo al curry, le empanadas dell’America Latina permettono di intraprendere un viaggio in posti lontani e aprono la mente.

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Davanti ad un piatto di riso basmati con pollo o ascoltando una musica tradizionale, tutti diventano parte di questa grande comunità che è la nostra Terra.
Una Terra che da sola non si può difendere, ma che va protetta dalle colture intensive e dall’uniformità dilagante delle specie vegetali più redditizie ma omologate.
Nelle numerose conferenze della manifestazione si è ripetuto all’infinito questo mantra: la Terra va salvata con un’agricoltura sana e senza agenti chimici, che tenga conto della biodiversità e la tuteli.

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Di questo si occupano persone come Isabel Angelica Inayao Sepulveda che insieme ad altre donne in Cile fa parte delle mujeres rurales; o Pierre Thiam, lo chef africano che reinterpreta le ricette locali in stile contemporaneo con l’utilizzo di ingredienti altamente sostenibili; o Akeisha Clarke, in rappresentanza dei pescatori del Martinica, per la prima volta al Salone.

Persone che hanno fatto di #foodforchange il loro stile di vita.

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Sana 2018: 30 anni di biologico e naturale

Il Sana è la più importante manifestazione nazionale e internazionale dedicata al mondo del biologico e naturale. Si è svolta a Bologna dal 7 al 10 settembre, e come sempre io sono andata a visitarla!

Il Salone, distribuito su 7 padiglioni e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici sia dal centro sia dalla stazione, si è mostrato come sempre un’ottima vetrina per le novità ma non solo! Ha ospitato show cooking di personaggi come Stefano Cavada – lo chef youtuber con la passione per la barba – e Tessa Gelisio, nonché momenti speciali con Tania Cagnotto, The Kolors, Red Canzian, chef per tutti i gusti e tante colleghe blogger.
In particolare, mi sono concentrata sul settore food che occupava ben 4 padiglioni e vi dirò che ho praticamente pranzato a suon di assaggi!

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La bruschetta e le olive sono di un produttore che già avevo incontrato l’anno scorso e che fa un olio fenomenale, arricchito con olii essenziali agli agrumi, zenzero, curcuma o con i più classici profumi della macchia mediterranea.
Qui vi scrivo il link –> cooperativavaira.puglia.it 

La pizza invece l’ho provata per curiosità ed è quella confezionata di Alce Nero, con farina tipo 1: vi dirò che è buona, anche se continuo a preferire quella fatta in casa.

Infine, il cracker ha fatto da base croccante a bambù in agrodolce.
A questi assaggi sono seguiti pasta con ragù veg, vino, altri cracker, salumi e formaggi, bevanda al grano Timilìa, dolcetti al cioccolato, tacos ai legumi, caffè e succhi gentilmente offerti come gadget dalla sala stampa e dagli stand 😉

 

Per quanto riguarda il reparto cura del corpo, non essendo appassionata di creme e trattamenti, ho fatto solo una ricognizione e ho notato che parecchie aziende stanno modificano il packaging per renderlo più moderno e attraente.
Discorso simile per il padiglione del green lifestyle, dove ho ritrovato parecchie proposte dell’anno passato e una miriade di poltrone e postazioni massaggianti!!
Il che non guasta perchè la Fiera richiede comunque una buona capacità di rimanere in piedi e camminare a lungo per essere visitata in lungo e in largo.

Infine, prima di uscire sono passata nell’isola delle novità allestita all’ingresso dove è possibile visionare tutte le novità presentate in questa edizione e votare la o le preferite tramite un apposito totem e il biglietto di ingresso.

Se vi siete persi il Sana ma volete saperne di più, il sito ufficiale è www.sana.it

 

sagra del peperone di carmagnola bruschetta ricetta veloce

Crostini agrodolci di peperoni

La Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola è la più importante manifestazione italiana dedicata a questo prodotto.
Giunta alla sua 69^ edizione, ospiterà dal 31 agosto al 9 settembre una serie di eventi e angoli gastronomici dedicati al peperone: l’area espositiva di circa 18.000 mq e i più di 200 espositori offriranno ai visitatori non solo menù dedicati ma anche percorsi sensoriali, talk food, caffè letterari, raduno di auto storiche, intrattenimento per i bambini ed tanti altri eventi guidati dai giornalisti Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Numerosi anche gli ospiti di eccellenza come Ermal Meta, Platinette, Luca Barbarossa, l’Orchestra Campus di Note e l’immancabile orchestra di ballo liscio.

Per maggiori info, qui trovate il link della pagina Facebook.

pepe

Perchè è così importante il Peperone di Carmagnola?

A seguito delle analisi nutrizionali effettuate sulla parte edibile di quattro ecotipi del Peperone di Carmagnola (Quadrato, Quadrato Allungato, Trottola, Corno di Bue), e dal confronto con i valori relativi ai peperoni riportati nelle tabelle INRAN e BDA, sono emerse alcune caratteristiche medie di indubbio valore nutritivo.

Infatti nel Peperone di Carmagnola si riscontra un contenuto medio di sodio di 0,002 g/100 g, pari a 0,005 g/100 g dell’equivalente sale, ridotto rispetto al valor medio degli altri peperoni (0,01 g/100 g in sodio e 0,025 g/100 g espresso come sale): il valore del Peperone di Carmagnola è tale da poter vantare il claim “SENZA SALE”.

Interessante risulta inoltre il valore di Vitamina C, presente in quantità media di 185 mg/100 g nel Peperone di Carmagnola, assolutamente confrontabile con il dato medio degli altri peperoni (155 mg/100 g). Si conferma come il peperone in generale mostra una naturale presenza di vitamina C che lo rende un vegetale particolarmente importante per la salute, ovviamente se consumato crudo.

[LABORATORIO CHIMICO CAMERA DI COMMERCIO TORINO]

Ed eccovi la mia ricetta presentata per la Fiera del Peperone!
Insieme ad altre colleghe ci siamo sbizzarrite con preparazioni veloci e gustose da suggerire ai visitatori dell’evento. Il ricettario completo sarà distribuito durante la Fiera, il Salone del Gusto di Torino e nei Carrefour Market Nord Ovest.

carmagnola bruschetta ricetta veloce formaggio di capra

CROSTINI AGRODOLCI DI PEPERONI
( per 4 bruschette)

Ingredienti

1/2 peperone quadrato rosso ( circa 100 grammi)

1 finocchio ( medio e già mondato – circa 120 grammi)

100 gr crescenza di capra

4 fette di pane ai cereali

20 gr miele di castagno

30 ml olio extravergine di oliva + altro per spennellare

10 ml di aceto di mel

pepe rosa in bacche qb

succo di limone qb

sale qb

Procedimento

Sciacquate le verdure sotto acqua corrente, poi dividete il peperone in falde e tagliate il finocchio a metà, ricavando da entrambi dei bastoncini.

In una ciotola unite l’olio, il miele, l’aceto, il succo di limone e 7-8 bacche di pepe rosa schiacciate con la mano poi regolate di sale a piacere e unite le verdure, mescolate e tenete da parte.

Spennellate le fette di pane con l’olio evo e passatele su una piastra ben calda, fino a renderle croccanti da entrambi lati.

Con un coppapasta ritagliate il pane, conditelo con le verdure e con una porzione di crescenza di capra, infine decorate con altro pepe rosa macinato a piacere.

Tempo di preparazione: 10 minuti
Portata: snack veloce