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Mini cracker agli aromi e formaggio

crack

Una delle cose che mi piace spiluccare da sempre sono i cracker: normali, al rosmarino, salati o dolci non possono mancare in casa mia.
Così quando sul blog di Una famiglia in cucina è stato proposto questo contest, non ho potuto fare a meno di impastarne alcuni. Questi sono così piccini che si possono tranquillamente trasportare nello zaino o in borsa, friabili quanto basta e dal sapore di formaggio ed erbe aromatiche. E sicuramente più sani di quelli industriali.
Visto che il tema proposto è ‘Tutti in gita’ e che era necessario scegliere un contenitore adeguato, ne ho scelto uno piccolo e molto pratico che nel suo uso originario sarebbe un portauova! In questo caso l’ho riempito di cracker ed ha svolto egregiamente il suo lavoro.

La ricetta originale non è mia ma l’ho presa dal sito di Labna e leggermente riadattata.
Lei suggerisce di aiutarsi con due fogli di carta forno per stendere l’impasto, io ho preferito aiutarmi con un po’ di farina.

MINI CRACKER AGLI AROMI E FORMAGGIO
( per due teglia)

Ingredienti

120 gr farina tipo 0

75/80 ml acqua fredda

45 gr burro freddo

15 ml olio di semi

15 gr Grana Padano grattugiato

5 gr zucchero di canna extrafine

1 gr timo secco in polvere

1 gr origano secco in polvere

1 gr lievito secco per torte salate

1 gr sale fino

Procedimento

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  1. Accendete il forno a 200°C.
  2. Miscelate nella ciotola farina, erbe aromatiche, sale e formaggio grattugiato.
  3. Versate l’olio, il lievito e a poco a poco l’acqua.
  4. Infine aggiungete tutto il burro e impastate velocemente.
  5. Infarinate abbondantemente il piano di lavoro e rovesciate l’impasto.
  6. Stendete in maniera molto sottile con il mattarello. Per facilitare il compito potete dividere l’impasto in più parti, stenderne una parte e conservare le altre in frigorifero.
  7. Ritagliate le formine a piacere, disponetele su una teglia, foratele con uno stuzzicadenti e fate cuocere per 10 minuti, o appena cominceranno a dorare.
  8. Fate raffreddare e mangiate!

Consiglio:

con questa dose vengono due teglie ben piene.

“Con questa ricetta partecipo al contest di Una Famiglia in Cucina – Tutti in gita”

tutti in gita 

 

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Mariconde di pane nero

mariconde pane nero

In Valle D’Aosta ci sono stata parecchi anni fa, ma dico la verità, non ricordo di aver assaggiato questo pane. O meglio, magari l’ho fatto ma tra Lardo d’Arnad, fontina e prelibatezze varie può essere che mi sia ‘sfuggito’!
Grazie ad AIFB e alla Festa de Lo Pan Ner, ho scoperto che esiste una ricetta ben definita con farina di segale, farina integrale e farina tipo 0. All’inizio ero un po’ scettica sulle mia capacità di panificazione anche perché al mercato uno dei produttori vende ogni tanto il pane di segale ma in quantità limitata perché <<  la lievitazione è difficile e non sempre riesce>>. Per di più, il clima in questi giorni è di un autunnale che di più non si può, quindi la temperatura di casa mia non agevola certo la lievitazione.
Partendo da questi presupposti e dopo accurate ricerche, ho optato per un impasto indiretto con farina tipo 0, acqua e poco lievito che desse un po’ di spinta all’impasto e ho affrontato questa sfida con le migliori intenzioni.
Il regolamento del contest prevede di ideare una ricetta con il Pan Ner che si leghi alle tradizioni locali delle diverse regioni e dia una nuova interpretazione al pane stesso. Io ho deciso di giocare letteralmente in casa trasformando un tipico piatto di riciclo delle cascine lombarde: le mariconde. Il classico impasto di pane è stato arricchito con Grana Padano DOP giovane ( 10 mesi), fiori di sambuco della scorsa primavera essiccati ed erbe aromatiche dell’orto. Il sapore che ne deriva è vagamente erbaceo, dolce grazie alla breve stagionatura del formaggio e profumato dalle foglie di prezzemolo. Il brodo vegetale è ottenuto anch’esso dalle verdure dell’orto appositamente trasformate.

MARICONDE DI PANE NERO
( per due persone)

Ingredienti per il Pan Ner

Prefermento 

150 farina di grano tenero tipo 0

150 ml acqua a ca 20°C

2 gr lievito di birra secco

Mescolare velocemente, coprire e lasciar riposare 12/14 ore a circa 20°C.

Impasto

tutto il prefermento

100 gr farina di grano tenero tipo 0

550 gr farina segale integrale

470 ml acqua a ca 20°C

200 gr farina di grano tenero integrale

5 gr lievito di birra secco

20 gr sale

Per le mariconde

300 gr Pan Ner

80 gr Grana Padano grattugiato sottile

1 uovo ( ca 50 gr)

1 cucchiaino da caffè di fiori di sambuco essiccati

1 cucchiaino ciuffi di carote tritati

prezzemolo qb

brodo vegetale qb

Grana Padano a scaglie a piacere

Procedimento

  1. Fate sciogliere il lievito in 100 ml di acqua presa dal totale e fate riposare per 10 minuti. ( Oppure seguite le istruzioni sulla bustina)
  2. Nella ciotola della planetaria, mescolate tutti gli ingredienti per il pane e impastate con il gancio per almeno 10/15 minuti. Io ho impostato la velocità 4 su 7.
  3. Quando tutta l’acqua sarà ben assorbita, rovesciate l’impasto su un piano liscio pulito e impastate a mano fino a che diventerà meno appiccicoso e ben liscio. Create attrito sul piano trascinando la palla di impasto verso di voi, trasferite in una ciotola e coprite con un panno umido. Fate lievitare fino al raddoppio.
  4. Io l’ho cotto con la pietra in forno, quindi ho preriscaldato per 15 minuti a 250°C senza teglia. Quando il forno era ben caldo, ho rovesciato l’impasto sulla teglia, inciso a croce e infornato a 250°C per i primi 5 minuti, poi 200°C per 40 minuti ed infine 10 minuti con sportello leggermente aperto.
  5. Quando il pane sarà colorito e cotto, sfornate e mettete inclinato su una griglia. Lasciate raffreddare completamente prima di tagliare.
    ( Il mio ha riposato quasi 24 ore)

Per le mariconde

  1. Mettete a scaldare il brodo.
  2. Prelevate la quantità di pane necessaria, al netto della crosta. Sbriciolatela in una ciotola e spruzzate leggermente con il brodo.
  3. Aggiungete il resto degli ingredienti e impastate fino ad ottenere la consistenza di un ripieno. Se dovesse essere troppo umido, aggiungete pochissima farina di segale. Al contrario, se fosse troppo asciutto spruzzate leggermente con il brodo.
  4. Ricavate delle palline e tenete da parte.
  5. Quando il brodo comincia a sobbollire, aggiungete delicatamente le mariconde e lasciate cuocere per alcuni minuti: non devono disfarsi.
  6. Versate nelle fondine e aggiungete a piacere scaglie di Grana Padano e prezzemolo. Servite ben calde.

Consiglio:

un tempo le mariconde si preparavano con pane raffermo, ma il Pan Ner è già di per sé friabile quindi potete utilizzarlo anche appena fatto.

lo pan ner mariconde aifb

Per saperne di più:

2^ Festa Transfrontaliera Lo Pan Ner – I pani delle Alpi – 14 e 15 Ottobre 2017
www.lopanner.com

<< Autrefois nous faisions le pain avec le seigle de nos champs, c’était du pain exquis, on le hachait dans le bouillon de chamois, le plat du dimanche, on mettait aussi beaucoup de fromage et on mangeait tout. C’était meilleur que le pain que nous consommons aujourd’hui, tout d’abord nous étions jeunes et notre appétit était robuste ! >>

<< Una volta si faceva il pane con la segale dei nostri campi, era un pane squisito, si sminuzzava nel brodo di camoscio – era il piatto della domenica – si aggiungeva il formaggio e si mangiava tutto.  Era migliore del pane che consumiamo oggi, innanzitutto eravamo giovani e l’appetito era robusto ! >>

Modeste Petitjacques, Bionaz, 1983

 

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Pancarrè con farina di mais ( vegano)

pane al mais vegano integrale veloce

Questo pane ha una consistenza rustica e si sbriciola facilmente. Non è il classico pancarrè soffice da sandwich.
Contiene farina di mais fioretto e farina integrale ed è ottimo abbinato con verdure grigliate, pomodorini confit o nella stagione più fredda da servire con le  zuppe. Tagliate le fette spesse almeno un dito, condite con un filo di olio e portate in tavola.
Si prepara in poco meno di due ore, non ha bisogno di essere impastato a lungo quindi potete tranquillamente prepararlo a metà mattina e lasciare che lavori da solo.
La bevanda al grano saraceno gli dona un retrogusto particolare, ma potete benissimo sostituirla con latte vaccino ( naturalmente non sarà più vegano) o altra bevanda non dolcificata a piacere.

PANCARRE’ CON FARINA DI MAIS
( per uno stampo da plumcake 26×10 cm circa)

Ingredienti

100 gr farina di mais fioretto

350 gr farina integrale

50 gr farina 0

250 ml bevanda drink grano saraceno
( o altra non dolcificata)

65 ml olio extravergine di oliva

10 gr sale fino

4 gr malto d’orzo

6 gr lievito secco per pane

Procedimento

  1. Portate a temperatura ambiente la bevanda vegetale e scioglietevi il malto e il lievito secco. (Se fosse la stagione fredda, fate intiepidire leggermente sul fornello. ) Fate riposare qualche minuto.
  2. In una ciotola capiente o nella planetaria, setacciate la farina 0 e aggiungete la farina di mais e quella integrale.
  3. Unite tutti gli altri ingredienti e azionate la planetaria con gancio oppure impastate a mano fino a che sia tutto ben amalgamato. Il composto sarà grezzo ma malleabile.
  4. Formate un cilindro poco più corto dello stampo e incidete con una lametta tre tagli diagonali.
  5. Spostate l’impasto nello stampo, coprite e mettete a lievitare per 90 minuti, o fino a quasi il raddoppio.
  6. Portate il forno a 200°C e infornate per almeno un’ora. Quando sarà dorato, togliete dallo stampo e terminate la cottura per altri 10 minuti con forno leggermente aperto.

Consiglio:

Il tempo di cottura indicativo è 25 minuti ogni 250 gr di impasto, ma varia molto da forno a forno. Se siete nel dubbio, utilizzate un termometro a sonda e misurate la temperatura interna al cuore: deve essere attorno ai 96°C.

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Focaccia alta con farina di ceci

focaccia farina di ceci

Quando si dice farina di ceci, si dice farinata.
A quanto pare nata per caso nel XIII secolo, quando ai marinai sulle galee genovesi venne data una poltiglia di ceci e acqua di mare derivante dall’allagamento delle galee durante una tempesta.
Tale purea non doveva essere molto invitante, se alcuni marinai decisero di farla seccare al sole prima di mangiarla ottenendo così una specie di focaccia bassa.
Una volta tornati sulla terraferma, provarono la cottura in forno e ne furono entusiasti: quando si dice una ricetta nata per caso! ( fonte: Wikipedia)

Questa focaccia non ha nulla a che fare con la farinata: è molto alta, ottima da farcire o da servire a cubetti per un aperitivo. Io l’ho guarnita con una zucchina, ma potete anche optare per cipolle, pomodorini o quanto altro vi aggrada.

FOCACCIA ALTA CON FARINA DI CECI
( per una teglia rettangolare 20×26 cm)

Ingredienti

200 gr farina ceci

300 gr farina 0

7 gr lievito secco per pane

300 gr acqua

10 gr miele di castagno

15 gr sale fino

25 gr olio evo

20 gr semi di papavero

1 zucchina ( facoltativa)

sale grosso e olio qb

Procedimento

  1. Prelevate 100 gr di acqua dal totale, scioglietevi il lievito con il miele. Fate riposare fino a quando comincerà ad apparire una leggera schiuma.
  2. Setacciate le due farine con il sale nella ciotola della planetaria. Aggiungete i semi di papavero e distribuiteli mescolando. ( Vi consiglio se potete di impastare a macchina perché il composto sarà appiccicoso. Se impastate a mano, unite a poco a poco l’acqua fino a completo assorbimento e fate un giro di pieghe in ciotola).
  3. Cominciate a versare il lievito sciolto e azionate la planetaria: la mia ad una velocità di 4 su 7 con gancio.
  4. A poco a poco aggiungete l’acqua restante e fate impastare fino a quando comincerà a staccarsi agevolmente dalle pareti.
  5. Coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.
  6. Mondate la zucchina e tagliatela a fette sottili aiutandovi con la mandolina.
  7. Ungete una teglia da forno alta ( io ho usato la pirofila delle lasagne) e versatevi l’impasto. Irrorate con dell’olio evo e stendete fino a raggiungere i bordi.
  8. Disponete le fette di zucchina ad intervalli regolari. Terminate spennellando delicatamente con ulteriore olio e distribuite il sale grosso a piacere.
  9. Fate riposare 30 minuti. Accendete il forno a 200°C e infornate per 35 minuti, o fino a doratura.
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Come essiccare la pasta madre

come conservare la pasta madre

Ah, la pasta madre.
Croce e delizia di ogni panificatore seriale che si rispetti.
Io lo ammetto, me ne sono fatta regalare un pezzo da una signora circa 6 anni fa e a sua volta lei se ne era fatta regalare un pezzo da un’altra persona e così via. Quindi non vi so dire da quanti anni esiste questa piccola magia di farina, acqua e microorganismi che staziona perennemente nella mia cucina.
In principio il rapporto non è stato semplice: io lavoravo molte ore al giorno, gli impasti erano relegati al fine settimana e non le ho prestato le cure necessarie. I primi esperimenti sono stati al limite del fallimento, e alcuni hanno preso la via diretta verso la pattumiera. Poi, abbiamo fatto pace.
Ho cominciato a coccolarla, a darle un nome che ho poi adottato per il vecchio blog e l’ho ribattezzata quando ho cominciato con il nuovo.
E’ passata da solida a poolish, da ‘pura’ rinfrescata sempre con la stessa farina a ‘orgia’ di materie prime: ogni corso di panificazione mi portavo a casa un pezzetto dell’impasto madre del Maestro.

Il mio problema principale però è sempre stato quello di poterla mettere a riposo durante i periodi di vacanza o quando il caldo si fa così opprimente da scongiurare qualsiasi tentativo di utilizzare il forno.
Allora, essiccazione! Ho provato due metodi, con tempistiche e risultati differenti.
Il primo consiste nel rendere la pasta madre gradualmente della consistenza di una pastella, spalmarla su carta forno ad uno spessore minimo e farla seccare al riparo da insetti/briciole/polvere/peli-di-gatto. Può impiegare fino a qualche giorno se fa caldo. Poi la si riduce in scaglie e la si conserva fino ad un anno in un barattolo.

Di recente invece ho optato per la polverizzazione.

  1. Pesate la pasta madre.
  2. Versatela nella boccia del mixer.
  3. Unite lo stesso peso di farina e frullate fino ad ottenere uno sfarinato.
  4. Lasciate qualche ora all’aria per far raffreddare e per far evaporare l’umidità.
  5. Setacciate per escludere eventuali grumi umidi.
  6. Chiudete in un vasetto e conservate in ambiente fresco e asciutto.

Per riattivare:

  1. Prelevate una parte di scaglie o di polvere.
  2. Aggiungete uguale peso di acqua e lasciate sciogliere per qualche ora.
  3. Aggiungete metà peso in farina. Lasciate riposare per qualche ora.
  4. Cominciate a rinfrescare come vostra abitudine ogni 8/ 12 ore.
  5. Dopo qualche giorno dovrebbe cominciare a riprendersi.

Nota bene:

in base alla consistenza della pasta madre iniziale potrebbe occorrere più o meno acqua e più o meno farina per ridurre in scaglie/ polvere. Stessa cosa per riattivarla.

Consiglio:

prima di farla essiccare in entrambi i modi è indispensabile che la pasta madre sia attiva. Quindi al massimo 48 ore dopo il raddoppio, che deve avvenire entro 3/4 ore.

 

lievitati · secondi piatti

Focaccia con farina di mais e sfilacci di cavallo

Della mistery box  di AIFB ve ne ho già parlato qui.
Ciò che non vi ho detto, è che oltre al caffè, alla birra e al granulato c’erano anche una serie di farine e una confezione di pasta madre essiccata che non vedevo l’ora di provare! La sinergia tra foodblogger e aziende associate a Confindustria Padova  mi ha permesso davvero di conoscere alcuni tra i migliori produttori del territorio.

Subito mi è venuta l’idea di un lievitato che fosse sfizioso, e guarnito con un prodotto tipico del mio territorio abbinato agli sfilacci di cavallo. Se non li avete mai assaggiati – e vi posso capire visto che io ne ignoravo l’esistenza prima di capitare in Veneto! – cercateli nel banco frigo dei supermercati oppure chiedeteli in macelleria: non ve ne pentirete. E’ come mangiare della carne salata di cavallo sfilacciata.
L’abbinamento che mi è venuto in mente è questa focaccia resa dorata dalla farina di mais Fioretto e impreziosita con il lievito madre essiccato.
A dir la verità ero un po’ scettica perché sono abituata ad utilizzare quello fresco, ma mi sono ricreduta. L’impasto è venuto molto soffice, ben lievitato e senza il retrogusto di lievito che di solito caratterizza i tempi corti di lievitazione.
Le farine hanno fatto sicuramente la loro parte miscelate tra loro. La fioretto, di mais e a grana fine, ha lasciato una senso rustico e un colore dorato molto piacevoli; la Farina 1 macinata a pietra ha donato sofficità; il radicchio grigliato ha arricchito l’insalata di sfilacci e Grana Padano; mentre l’olio evo degli Euganei con cui ho guarnito sia la focaccia sia gli sfilacci ha esaltato le sue caratteristiche organolettiche donando profumo al piatto.

Tra una fetta e l’altra di focaccia, alta, rustica e saporita, mi è venuto in mente che mangiavo una cosa simile al bar di fronte all’Università: senza Grana ma con rucola, sale e pepe. Beh, sicuramente questo impasto, fatto in casa e gustato appena fatto, ha una marcia in più rispetto al panino 😉

Tempo di preparazione: 45 minuti + 2  ore circa lievitazione

focaccia sfilacci farina di mais aifb

FOCACCIA CON FARINA DI MAIS E SFILACCI DI CAVALLO
( per una teglia diam 20 – 22  cm)

Ingredienti

150 gr farina fioretto Molino Rossetto

350 gr farina 1 Molino Rossetto

35 gr pasta madre Molino Rossetto

350 ml acqua

60 ml olio evo Breca

7 gr sale fino

2 gr miele

radicchio rosso grigliato Valbona

semi di girasole

sfilacci di cavallo

scaglie di Grana Padano

Procedimento

  1. Setacciate la pasta madre in 250 ml di acqua con il miele.
  2. Aggiungete le due farine, l’olio e cominciate ad impastare. Aggiungete a poco a poco l’acqua rimanente fino ad ottenere una massa amalgamata e molto morbida.
  3. Ungete un contenitore di plastica munito di coperchio e trasferitevi l’impasto.
  4. Coprite e fate lievitare fino a raddoppio: in base alla temperatura ambiente potrebbe impiegare da 30 minuti ad un paio di ore.
  5. Nel frattempo, prendete gli sfilacci di cavallo, il radicchio e le scaglie di Grana Padano. Conditeli con olio extravergine di oliva a piacere.
  6. Quando l’impasto sarà raddoppiato, stendetelo su un piano abbondantemente infarinato e ripiegatelo su se stesso a portafoglio per due volte.
  7. Fate riposare coperto per 30 minuti.
  8. Ungete la teglia in cui andrete a cuocere la focaccia e disponete delicatamente l’impasto.
  9. Distribuite una manciata abbondante di semi di girasole, spruzzate con dell’acqua e terminate con un giro di olio evo. Premete con i polpastrelli per ottenere i tipici buchi della focaccia.
  10. Portate il forno a 200°C  e infornate per 30 minuti circa. Se necessario prima di infornare ripassate nuovamente i buchi.
  11. Una volta cotta, guarnitela ancora tiepida con l’insalata di sfilacci.

focaccia sfilacci farina di mais aifb

antipasti · lievitati · senza uova

Taralli al lardo pesto e mandorle

tarallolardo

TARALLI AL LARDO PESTO E MANDORLE
( per ca 20 pezzi)

Ingredienti

Per il pre impasto

100 gr farina 0

80 ml acqua a t. ambiente

150 gr pasta madre

10 gr malto d’orzo liquido

Per l’impasto

60 gr farina integrale

340 gr farina 0

100 ml acqua a t. ambiente

100 gr lardo pesto ( o battuto di lardo)

60 gr burro morbido ( ca 20 gradi)

100 gr farina di mandorle

10 gr pepe nero in polvere

10 gr malto d’orzo liquido

20 gr sale fino

semi di girasole qb

Procedimento

  1. Preparate il pre impasto: sciogliete la pasta madre nell’acqua, aggiungete il malto, la farina e fate riposare coperto per un’ora circa.
  2. Nel frattempo, lavorate a crema il lardo pesto e il burro morbido. Unite il pepe. Tenete a temperatura ambiente fino al momento di utilizzare.
  3. Fate tostare la farina di mandorle su una piastra rovente: io uso quella per le crepes stendendo bene e stando attenta a non farla bruciare. Fate raffreddare.

Impasto

  1. Accendete il forno a 180°C.
  2. In una ciotola capiente ( o nella planetaria) sciogliete il lievitino nell’acqua, unite tutti gli ingredienti tranne i semi di girasole. Impastate brevemente fino a quando i grassi saranno ben distribuiti.
  3. Mettete a lievitare in un contenitore coperto per 2 ore o fino al raddoppio.
  4. Riprendete l’impasto, porzionatelo in palline da ca 50 gr l’una e ricavate da ciascun pezzo un rotolino da ca 20 cm di lunghezza.
  5. Pressate leggermente in modo da ottenere una larghezza di 2 cm e dividete per lungo: otterrete due salamini lunghi e stretti. Intrecciateli e richiudeteli a ciambella.
  6. Ripetete fino ad esaurimento dell’impasto.
  7. Disponete su una teglia foderata e spennellate leggermente con acqua. Guarnite con i semi di girasole a piacere.
  8. Fate cuocere in forno già caldo per 40 – 50 minuti.

Consiglio:

non impastate troppo a lungo e non fate scaldare l’impasto altrimenti il prodotto finale perderà di friabilità. Al posto della farina di mandorle, potete tostare delle mandorle e tritarle grossolanamente.

tarallo lardo mandorle pepe pasta madre

 

lievitati

Focaccia di semola al latte

focaccia di semola al latte

I picnic hanno sempre giocato un ruolo importante nelle mie estati da bambina, spesso in compagnia di un cugino coetaneo nonché vicino di casa fino a che mi sono sposata.
Che fossero due panini mangiati in giardino, sulla coperta nell’erba, accanto all’altalena e alla casetta di legno o dei pranzi spartani al tavolino sul balcone erano comunque momenti di allegria e condivisione che un po’ mi mancano.
Ma i migliori erano i picnic con vista giardino del palazzo accanto!
O meglio, mi spiego.
L’appartamento dei miei genitori si trova in una cascina ristrutturata trasformata in quadrifamiliare con un cortile molto ampio delimitato da un muro e da quelle che una volta erano la stalla e il vecchio fienile, al piano rialzato e aperto su un lato orientato verso il parco di una residenza di campagna del 1600. In quel luogo semi isolato, raggiungibile solo da una traballante scala a pioli che avrà avuto gli stessi anni della cascina, con una carrucola assicurata al pilastro issavamo il cestino con i panini e le bevande preparati dalle mamme, aprivamo uno sbilenco tavolino bianco e cominciava il nostro picnic.
Ancora non sapevo nulla di lievitazione lenta e cibi sani.. ma quanto ci siamo divertiti!!

FOCACCIA DI SEMOLA AL LATTE
( per 4 – 6 persone)

Ingredienti

600 – 700 gr farina di semola rimacinata

150 gr farina 0

60 ml olio extravergine di oliva

500 ml latte

10 gr sale fino

3 gr lievito di birra secco

8 gr malto di orzo

olio evo qb

sale grosso qb

Procedimento

  1. Fate intiepidire 100 ml di latte e scioglietevi il malto e il lievito. Fate riposare 10 – 15 minuti.
  2. Setacciate le due farine.
  3. Versate nella ciotola della planetaria, il latte con il lievito, l’olio, le farine e metà del latte rimasto.
  4. Cominciate ad impastare con il gancio, aggiungete il sale e a poco a poco il latte rimasto: non versatelo tutto insieme ma lasciate tempo alle farine di assorbire tutto il liquido. Per ultimo aggiungete il sale.
  5. Fate impastare per almeno 15 minuti, o fino a quando sarà ben amalgamato e tenderà a staccarsi dalle pareti della ciotola senza difficoltà.
  6. Ungete leggermente una ciotola preferibilmente alta e stretta (io ho usato una brocca di plastica capiente), versate l’impasto e coprite con della pellicola.
  7. Fate riposare al riparo dagli spifferi a temperatura ambiente per 1 ora e poi in frigorifero per 8 ore. Se volete velocizzare i tempi, potete lasciarlo a temperatura ambiente fino al raddoppio.
  8. Preparate una teglia da forno di circa 39*34 cm, ungete e rovesciatevi l’impasto.
  9. Stendete la focaccia senza tirarlo, ungete la superficie, ricavate le tipiche fossette, e spruzzate con dell’acqua fredda senza  esagerare.
  10. Fate lievitare ancora fino al raddoppio.
  11. Accendete il forno a 250°C.
  12. Cospargete con sale grosso e infornate in forno già caldo per 20 minuti, o fino a quando la superficie diventerà dorata.

 “Con questa ricetta partecipo al contest di Barbara “Di cucina in cucina”, ospitato dal  blog “Shake your Free Life” a tema Un pic nic tra amici

contest-di-cucina-in-cucina

 

 

antipasti · lievitati

Focaccine in padella

focaccine in padella

A volte capita che si debba improvvisare un aperitivo, perché gli amici capitano a casa all’ultimo minuto, o semplicemente perché si ha voglia di qualcosa di sfizioso. E nella dispensa quando servono gli stuzzichini non sono mai abbastanza.
Se avete in casa un pezzetto di pasta madre di esubero e pochi altri ingredienti,
allora in gioco è fatto. L’importante è che la pasta non sia troppo acida. ( In quel caso, rinfrescatela almeno una volta per riportare un minimo di equilibrio).
Queste focaccine non hanno bisogno di lievitazione, ma giusto il tempo di far scaldare la piastra e apparecchiare la tavola.
Io le ho guarnite ancora tiepide con del patè di olive Poggioriotto e del prosciutto cotto al miele, che dà un retrogusto dolciastro e particolare abbinato alla sapidità delle olive.

Se non avete la pasta madre, basta aggiungere un cucchiaino di bicarbonato oppure pochi grammi di lievito di birra istantaneo.

FOCACCINE IN PADELLA
( per 15 focaccine)

Ingredienti

100 gr pasta madre di esubero

180 ml acqua tiepida

2 gr zucchero di canna

6 gr sale fino

200 gr farina di semola rimacinata

100 gr farina tipo 1

20 ml olio extravergine di oliva

Per guarnire

prosciutto cotto

patè di olive

Procedimento

  1. Fate sciogliere la pasta madre in metà dell’acqua tiepida.
  2. Aggiungete lo zucchero, l’olio e mescolate.
  3. Sciogliete il sale nell’acqua rimasta.
  4. Aggiungete le farine e l’acqua in 2 volte: impastate fino a che la massa si sracchi dalle mani agevolmente.
  5. Coprite e fate riposare 20 minuti.
  6. Stendete l’impasto ad uno spessore di circa 1,5 cm e ricavatene dei tondi aiutandovi con un coppapasta.
  7. Scaldate per bene una piastra da crepes o una padella antiaderente.
  8. Cuocete 5 minuti per parte.
  9. Servite guarnite con patè di olive e prosciutto cotto.

Consiglio:

se preferite potete utilizzare altri tipi di farina: la semola le lascia più rustiche e colorate, ma vanno benissimo anche farina integrale o altro.

pate1

 

 

 

lievitati

Cracker di esubero alle olive taggiasche

cracker di esubero con olive taggiasche

I cracker di esubero sono il tipico rimedio per utilizzare la pasta madre di avanzo. Personalmente la utilizzo solo se appena rinfrescata o al massimo entro le 48 ore, se è abbastanza forte.
Cerco sempre di farne avanzare il meno possibile, perché tra lavoro e impegni purtroppo il tempo per panificare non è mai abbastanza!
Tra le mille versioni che ho provato, oggi ho preparato questi con le olive taggiasche, senza aggiungere altro.
Potete farli piccoli da aperitivo, oppure un po’ più grandi da utilizzare come base per spalmare del patè o da servire con del formaggio fresco.
Personalmente li porto a lavoro per il break mattutino o li sgranocchio mentre preparo la cena.. con la scusa che sono fatti in casa, c’è più gusto e di sicuro sono più sani di quelli confezionati!
Io li preferisco così, ma se preferite potete cospargerli con del sale in superficie.

CRACKER DI ESUBERO ALLE OLIVE TAGGIASCHE
( per due teglie da forno)

Ingredienti

250 gr farina tipo 1

4 gr sale fino

2 gr malto d’orzo liquido

50 ml olio extravergine di oliva
( + altro per spennellare)

220 ml acqua

50 gr pasta madre di esubero

60 gr olive taggiasche intere in salamoia

Procedimento

  1. Scolate le olive e snocciolatele aiutandovi con un coltellino. Non preoccupatevi se si rompono. Tenete da parte.
  2. Prendete 40 ml di acqua dal totale e scioglietevi il sale.
  3. Riunite in una ciotola capiente tutti gli ingredienti tranne le olive e l’acqua salata.
  4. Impastate per qualche minuto e infine aggiungete l’acqua salate e olive.
  5. Mettete in una ciotola, coprite con pellicola e fate riposare un’ora.
  6. Infarinate leggermente una spianatoia e stendete a mattarello la pasta fino ad uno spessore di 4-5 mm. ( Se volete potete usare la macchina per la pasta fatta in casa alla massima apertura).
  7. Tagliate i cracker alla misura desiderata.
  8. Ungete una teglia da forno. Disponete i cracker, spennellateli con dell’olio extravergine di oliva e fate riposare 30 minuti.
  9. Cuocete in forno già caldo a 180°C per 15 minuti ( forno statico).