Abbraccio di gamberoni e Crema del Piave

Per l’ultima proposta dedicata al contest #fioriestracchinotomasonicontest ho voluto giocare sui contrasti.
Avevamo finito le violette e le rose, quindi mi sono fiondato nell’orto a vedere se c’era qualcosa di interessante! Ho trovato giusto giusto due fiori di zucchina pronti per essere raccolti, una manciata di pomodori maturi e il cespuglio di maggiorana pieno di piccoli fiorellini violetti e profumatissimi.

gamberone food contest tapas fiori
Essendo Barcellona una delle nostre mete preferite, ho optato per una tapas dal sapore terra-mare.
La Crema del Piave del Caseificio Tomasoni ha dato quella nota cremosa e dolce di latte che serviva per amalgamare i sapori, la consistenza invece l’hanno data il pane e i gamberoni. Rispetto al pan y tomate catalano, ho generosamente abbondato con il pomodoro perchè a noi piace davvero tanto.

ABBRACCIO DI GAMBERONE E CREMA DEL PIAVE
(Per due persone)

Ingredienti

2 gamberoni

2 pomodori boccette mature

2 fiori di zucchina

2 fette di pane in cassetta

Crema del Piave Caseificio Tomasoni qb

scorza limone qb

fiori di maggiorana qb

olio evo qb

Procedimento

  1. Incidete delicatamente i pomodori alle estremità, fateli scottare per qualche minuto in acqua non salata e pelateli. Tritate a cubetti. Tenete da parte.
  2. Pulite i gamberi dal budello. Fate scaldare una piastra o una padella piana e ponetevi i gamberi e le fette di pane a tostare per un paio di minuti per parte.
  3. Nel frattempo, pulite i fiori di zucchina cercando di non rompere la corolla. Farciteli con un abbondante porzione di formaggio Crema del Piave e ripiegate l’estremità per sigillare.
  4. Nella stessa padella dei gamberi, versate un filo di olio e fate cuocere i fiori giusto il tempo di ammorbidirli. Girateli delicatamente a metà cottura.
  5. Assemblate la bruschetta: sulla base disponete il pomodoro a cubetti, poi il gamberone, i fiori di zucchina e guarnite con i fiori di timo e la scorza di limone grattugiata.

Con questa ricetta partecipo al contest #fioriestracchinotomasonicontest

fiori

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Bruschetta al lardo e Capriccio di capra

Quando mi è stato proposto di partecipare a questo contest ho accettato con entusiasmo e curiosità: i formaggi del Caseificio Tomasoni li conoscevo già tramite amici e il tema profumava proprio di estate e prati fioriti.

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Tra i vari prodotti che si sono stati messi a disposizione c’è questo delicato ma caratteristico Capriccio di Capra, con 100% latte caprino. Sulla superficie ha ancora le tracce lasciate dal cesto di giunco in cui viene fatta asciugare la cagliata, il colore esterno è paglierino e nasconde una pasta compatta e friabile bianca. Il sapore è davvero piacevole e non invadente, richiama gli alpeggi e la tenerezza che le capre da sempre rievocano.
Grazie a queste caratteristiche peculiari, mi ha ricordato una scena che ho rivisto diverse volte durante gli spostamenti dei greggi di capre e pecore in campagna: il pastore che seduto sulla riva del fosso taglia un pezzetto di formaggio e di pane all’ombra delle piante.
Forse la vita di chi si dedica alla pastorizia non sarà semplice, la barba lunga e il bastone di chi passa dietro casa mia con gli animali non dona certo un’aria gentile e incoraggiante, ma in mezzo ai campi, tutti gli spigoli si smussano e le rughe si distendono.
Il lardo ammorbidisce il pane e dona cremosità al morso; i fiori di timo e lavanda sorprendono addolcendo il sapore rustico del formaggio; il miele richiama il lavorìo instancabile delle api.

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BRUSCHETTA AL LARDO E CAPRICCIO DI CAPRA
( per due persone)

Ingredienti

4 fette di pane di grano duro in cassetta

20 gr lardo a fette sottili

30 gr Capriccio di Capra Caseificio Tomasoni

1 cucchiaio di miele millefiori

fiori di lavanda e di timo qb

fiori di viola tricolor qb

Procedimento

  1. Sciacquate i fiori senza porli direttamente sotto l’acqua e tamponateli delicatamente con carta assorbente. Tenete da parte.
  2. Dividete in due parti ogni fetta di pane e ponetela su una padella bassa, fate tostare da un solo lato.
  3. Ricavate dal lardo tanti pezzi quanti sono quelli di pane; affettate sottilmente il Capriccio di capra ( come si fa per la Raspadura!). Girate il pane e sulla parte tostata distribuite il lardo e il formaggio. Continuate la cottura fino a che si sciolga il lardo.
  4. Trasferite sul piatto da portata, guarnite con il miele e i fiori.

 

Con questa ricetta partecipo al contest #fioriestracchinotomasonicontest

fiori

salmone la cucina del senza marcello coronini lucia coronini

Salmone con miele e pistacchi – La Cucina del Senza®

Può un piatto essere saporito senza l’aggiunta di sale? Una torta senza zucchero che sapore ha? E’ possibile ridurre l’apporto di grassi nei nostri piatti? Abbiamo davvero bisogno di tutte queste aggiunte per gustare i piaceri della tavola?
Da queste domande sono partiti Marcello e Lucia Coronini per la compilazione del loro ricettario/ manuale de La cucina del Senza®. Mangiare con gusto e vivere 100 anni.

la cucina del senza marcello coronini

Foto dal libro

Il libro si presenta bene, colorato, snello nella lettura e chiaro nelle spiegazioni. Rispetto al precedente, quì le ricette sono tutte senza zuccheri, grassi e sale aggiunto secondo i principi base di questo stile di vita.
L’intento non è quello di proporre un regime restrittivo e rigido, ma di optare per uno stile di vita che richiami i sapori genuini e poco adulterati di un tempo.
Vi dirò che in principio ero perplessa, ma quando ho cominciato ad informarmi e mi sono cimentata nella ricetta per il contest di Gusto in Scena, ho dovuto ricredermi. Abbondare con spezie e aromi, sfruttare la salinità di alcuni alimenti, limitare i condimenti sono precetti sicuramente nelle mie corde.
I suggerimenti trovati nel libro, mi sono stati utili per ragionare sull’argomento. E un articolo dell’Ansa proprio di questi giorni, ha acceso la scintilla.
Parto subito dal presupposto che togliere non significa mangiare insipido.
Formaggi stagionati e salumi che non richiedono una salatura eccessiva possono sostituire egregiamente il sale: Corononi suggerisce di preferire il Parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi; il saccarosio ha un lungo elenco di sostituti naturali come il miele, il succo di mela o la frutta disidratata; i grassi vanno limitati e aggiunti preferibilmente a crudo. – E qui vi dirò la verità, che il consiglio di sgrassare il prosciutto crudo mi ha fatta tentennare non poco! –
Ma ci vengono in salvo i due autori, prevedendo anche momenti di trasgressione.

la cucina del senza marcello coronini

E dopo tutto questo leggere e sfogliare, mi sono cimentata in una ricetta veloce veloce.
Di partenza ho scelto un pesce già ricco di sapore come il salmone, in tranci e fresco; spennellato con acqua e miele per renderlo succoso e permettere alla pelle di caramellare leggermente e servito con granella di pistacchi e germogli di fieno greco dal retrogusto amarognolo per bilanciare la dolcezza del piatto.
Potete accompagnare a piacere il tutto con riso, pane o patate.

SALMONE CON MIELE  E PISTACCHI
( per due persone)

Ingredienti

320 gr salmone fresco con la pelle

100 gr circa germogli di fieno greco

succo 1/2 limone

1 cucchiaio di aceto di mele

2 cucchiaini miele di acacia

12- 15 pistacchi salati

parte verde di un cipollotto

Procedimento

  1. Per prima cosa, tagliate a piccole rondelle la parte verde del cipollotto e mettetela in una ciotola con i germogli sciacquati sotto acqua corrente. Condite il tutto con aceto e limone e lasciate riposare.
  2. Eliminate la pellicina dei pistacchi passandoli tra le mani, tritateli grossolanamente a coltello. Tenete da parte.
  3. Ricavate dal trancio di salmone 4 pezzi di dimensioni simili stando attenti che la pelle rimanga attaccata: per facilitarvi il compito potete incidere la carne con un coltello affilato e tagliare poi con le forbici la pelle.
  4. Fate scaldare bene una piastra oppure una padella in pietra e poggiatevi il salmone con la pelle a contatto a fuoco vivo. Sciogliete velocemente il miele con un cucchiaino di acqua e spennellate il salmone. Trattenetevi dal girarlo.
  5. Trascorsi 4-5 minuti comincerete a sentire il profumo della pelle bruciacchiata e del miele che tende a caramellare. Girate il salmone, spegnete la fiamma.
  6. Impiattate i germogli e il cipollotto, disponete il salmone e infine la granella di pistacchi. Servite freddo.

salmone la cucina del sen

Insalata del prevosto

Il prevosto – o preòst, o pret in dialetto bresciano – nel linguaggio comune sta ad indicare l’arciprete, o semplicemente il parroco. Era d’uso nelle campagne che al prete fossero lasciati i bocconi migliori delle carni o delle pietanze in generale, spesso donati dai contadini o offerti nelle proprie case in segno di ospitalità e rispetto.
Tra i piatti più prelibati c’erano sottocoda di pollo o di gallina, e dove disponibile la guancetta del pesce situata sotto gli occhi. Oppure, spostandosi verso i contorni un’insalata ricca di sapori come questa: con patate, vino e sottaceti.

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Questo piatto, insieme ad altre ricette tipiche è entrata a far parte del Ricettario delle Valli Resilienti – Prealpi Bresciane Attive.  Il progetto – che coinvolge la Valle Sabbia e la Valle Trompia oltre a numerosi partner – ha lo scopo di valorizzare le valli e in particolare “promuovere lo sviluppo locale sostenibile, valorizzando le risorse ambientali, economiche, sociali e culturali, nonché legami di collaborazione, solidarietà e appartenenza.” [dal loro sito web].

valli resilienti valle trompia valle sabbia

Tra le numerose iniziative si è inserita appunto quella del ricettario, che al termine di un percorso culminato con l’attivazione del Laboratorio Gastronomico delle Valli Resilienti ha portato a riscoprire le tradizioni culinarie locali con prodotti a km 0.

Grazie alla sapiente guida dello chef Roberto Abbadati e del Maestro Marino Marini è stato quindi possibile coinvolgere operatori del territorio e del mondo della comunicazione in momenti di formazione e degustazione a loro dedicati.

Ma le iniziative non sono finite con il Laboratorio Gastronomico: per chi fosse interessato, qui è possibile trovare il calendario degli eventi con tutte le news dalle Valli.

INSALATA DEL PREVOSTO

( per due persone)

Ingredienti

200 gr patate

1 cucchiaio di capperi in salamoia

1/2 bicchiere di vino bianco ( ca 100 ml)

peperone giallo e rosso sott’aceto qb

cipolline sott’aceto qb

origano, olio, sale, aceto qb

Procedimento

  1. Sciacquate per bene le patate e mettetele in una pentola coperte con acqua fredda leggermente salata. Fatele cuocere per 20 minuti circa da bollore: dovranno risultare abbastanza tenere da far passare agevolmente una forchetta. Passatele sotto acqua fredda e pelatele.
  2. Tagliatele a fette di 2-3 mm e disponetele su un piatto fondo o in una ciotola. Versatevi il vino e lasciate marinare per un’ora circa.
  3. Condite con olio, sale e aceto a piacere. Aggiungete i filetti di peperone e le cipolline tagliate a pezzi. Unite i capperi schiacciati con le mani.  Insaporite con l’origano e servite fredda.

Consiglio:

potete prepararla in anticipo e farla insaporire per alcune ore in frigorifero: sarà ancora più gustosa! Servitela con carne a lesso oppure con pesce ai ferri.

babaganoush 'ndujetta

Babaganoush con ‘ndujetta

La melanzana è per me una manna dal cielo. Riuscirei a mangiarmene una intera, grigliata a fettine con del pane e un goccio di olio extravergine di oliva.
Non la passo con il sale perché le qualità vendute oggi hanno perso gran parte del retrogusto amarognolo delle loro antenate; lascio la buccia che dà quella resistenza in più nel morso; la condisco con il minimo indispensabile per esaltare il sapore ricco e vagamente piccante.
Nel web si trovano ricette a bizzeffe, ma una mi ha sempre ispirata: il caviale di melanzane o babaganoush nella versione originale.

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E’ una specialità mediorientale a base di melanzana, tahina, aglio e spezie – solitamente il coriandolo, la paprika e il cumino – che viene servita con un filo di olio ad accompagnamento di pita e verdure.
Nella sua semplicità, si presta ad essere abbinata anche ad alcune salse della nostra tradizione culinaria come la salsa verde al prezzemolo o quelle a base di verdure.
Essendo una crema molto mediterranea, io ho preferito spennellarla con un generoso cucchiaio di ‘Ndujetta, che ha la stessa origine della più conosciuta ‘nduja, ma è a base di pomodori secchi, peperoncino, olive, melanzane e cipolla rossa di Tropea.
Credetemi che si abbina egregiamente!
Il procedimento per il babaganoush è semplice e non richiede particolari abilità. Io ho preso come riferimento la ricetta di Labna, ma ne esistono innumerevoli versioni.

BABAGANOUSH CON ‘NDUJETTA
( per una ciotolina – 2/3 persone)

Ingredienti

1 melanzana media

1 spicchio di aglio

1 cucchiaio di tahina

scorza e succo di 1/2 limone

olio extravergine di oliva qb

‘Ndujetta qb

paprika piccante qb

Procedimento

  1. Lavate la melanzana sotto acqua corrente, bucherellatela da tutti i lati e avvolgetela in carta alluminio. Infornate a 200°C per 1 ora. Fate intiepidire.
  2. Togliete l’anima all’aglio, tritatelo grossolanamente. Stemperate la tahina con il succo di limone e un cucchiaio di olio evo.
  3. Quando la melanzana sarà maneggiabile, togliete la buccia e unite la polpa agli altri ingredienti tranne la ‘ndujetta. Lavorate con una forchetta fino ad ottenere un composto grossolano ma omogeneo.
  4. Distribuite nella ciotola di servizio e condite con la ‘ndujetta.
    Accompagnate con cubetti di pane o la pita, e verdure fresche.

Consiglio:

la tahina è una crema di sesamo molto diffusa in Medio Oriente. La potete trovare facilmente nel reparto dedicato dei principali supermercati o nelle botteghe etniche.
Se preferite, potete sostituirla con una purea di ceci: il sapore chiaramente cambierà, ma per chi non se la sente di sperimentare troppo è una valida alternativa.

'ndujetta

crema barbabietola asparagi

Crema di barbabietola con asparagi fritti

Con la bella stagione mi piace portare un po’ di colore sulla tavola.
Ho approfittato di questi piatti nuovi che mi ha regalato mia sorella per servire una crema fredda di barbabietola e asparagi fritti.
Per la precisione, degli asparagi ho messo solo i gambi che di solito vengono buttati perché sono duri o coriacei: ho preso solo la parte verde togliendo quella bianca legnosa, ho tagliato a rondelle sottili e fritto in olio piccante.
Poi ho aggiunto dei crostini fritti nello stesso olio a dare la parte croccante.
Se volete renderla vegana, potete sostituire il latte con una bevanda vegetale non zuccherata oppure con l’acqua di cottura delle barbabietole e l’aggiunta di crema di riso o di avena ( o perderà troppo di consistenza).
Volendo potete preparare le rape in anticipo, frullarle e aggiungere il latte, gli asparagi e i crostini un attimo prima di servire.

crema barbabietola asparagi

CREMA DI BARBABIETOLA CON ASPARAGI FRITTI
( per due persone)

Ingredienti

100 gr barbabietola rossa

40 gr fondi di asparagi ( gambi)

80 ml latte

pane secco

olio extravergine di oliva, sale, peperoncino, rosmarino, zenzero in polvere qb

Procedimento

  1. Pelate la barbabietola e tagliatela a grossi pezzi. Fatela lessare in abbondante acqua non salata per circa 15 minuti o fino a che sarà tenera.
  2. Mondate i gambi degli asparagi dalle parti più coriacee e tagliatele a rondelle sottili.
  3. Versate parte dell’olio piccante in una padella in modo che le rondelle possano risultare coperte. Fatelo scaldare e friggete gli asparagi. Scolate su carta paglia e tenete da parte.
  4. Tagliate a cubetti il pane. Aggiungete all’olio il rosmarino tritato, rosolate il pane fino a doratura e tenete da parte.
  5. Frullate la barbabietola con il latte e lo zenzero in polvere. Regolate di sale.
  6. Versate la crema nei piatti da portata, guarnite con gli asparagi e i crostini.
    Servite fredda o tiepida.

 

lassi pepe nero garam masala bulbul sharma

Lassi mandorle e pepe nero

Il lassi è una bevanda dissetante e gustosa di origine indiana, adatta sia a gli adulti sia ai bambini. Può essere arricchito con spezie, frutta secca, sciroppo, panna  e latte a piacere.
Dato che l’ingrediente base è lo yogurt, il lassi ne possiede tutte le proprietà: vitamine, fermenti lattici, calcio e ferro. Importantissimi in qualunque fascia d’età!
C’è chi dice di berlo con l’aggiunta di ghiaccio, e c’è invece chi dice di non berlo troppo freddo. In particolare, la medicina ayurvedica consiglia di consumarlo a temperatura gradevole ed equilibrata, a piccoli sorsi in modo da mantenere in equilibrio il nostro organismo.
Ne esistono naturalmente diverse versioni, vi lascio la mia ispirata al libro ‘Garam Masala’ di Bulbul Sharma. In questo racconto, Nanni prepara il lassi per il marito e si lascia andare ai ricordi: dal matrimonio felice alla realtà in cui tenta di avvelenare il marito ingozzandolo con mille manicaretti…. come è dovere di una moglie amorevole e devota! – Il mondo è bello perché è vario, mi vien da dire –

“Nanni affettò finemente le mandorle, insieme al pepe nero, in un altro bicchiere di lassi e lo versò in un bicchiere più alto per farlo montare. Con i braccialetti che tintinnavano si ricordò come a lui piaceva guardarla mentre lo preparava…. Harish beveva il lassi rumorosamente, lo tracannava con la gola che andava su e giù come quella di una rana. Non era stato sempre così. Quand’era giovane aveva uno sguardo timido e le teneva la mano sul cuore quando dormivano. “

lassi pepe nero garam masala bulbul sharma

LASSI AL PEPE NERO E MANDORLE
( per 2 bicchieri)

Ingredienti

125 gr yogurt bianco (o alla frutta non zuccherato)

8-10 mandorle non pelate

1 cucchiaio da tavola di sciroppo alla menta ( fatto in casa, non di quelli verdi fluorescenti del supermercato per pietà!)

1 – 2 tazzine di latte freddo

1/2 cucchiaino raso pepe nero in polvere

1/2 cucchiaino raso curcuma in polvere

Procedimento

  1. Tostate leggermente le mandorle su una piastra ben calda e tenete da parte.
  2. In un boccale alto montate lo yogurt con lo sciroppo e unite a poco a poco il latte ben freddo: potete usare un frullino a mano di quelli che si utilizzano per la schiuma del latte oppure una piccola frusta. A piacere aggiustate di zucchero.
  3. Versate lo yogurt nei bicchieri e guarnite con le spezie e le mandorle tritate.
    Servite freddo ma non troppo.