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RISO AL BLU DI CAPRA E CURCUMA

riso blu di capra

La curcuma è una spezia profumata dal sapore non particolarmente marcato,
leggermente tostato e non invadente.
Io la utilizzo spesso nei risotti, negli impasti senza uova e nelle torte se l’impasto risulta troppo pallido. Abbinata alla frutta secca, ai formaggi, alle verdure oppure bevuta in tisana insieme allo zenzero o ai chiodi di garofano è una toccasana per l’organismo.
In questo riso ho scelto di ammorbidire il sapore deciso del blu di capra con curcuma e fiori eduli per dare una nota di colore ad un riso bianco semplice semplice.

RISO AL BLU DI CAPRA E CURCUMA
( per due persone)

Ingredienti

160 gr riso Roma o originario

ca 500 ml acqua

90 gr blu di capra fresco

40 gr burro

1 cucchiaino da caffè raso di curcuma

punta di cucchiaino di caffè di fecola

fiori eduli a piacere

Procedimento

1. Fate scaldare l’acqua e salatela leggermente. Prelevatene circa 1/4 e tenetela da parte al caldo. Buttate tutto il riso nell’acqua, coprite e fate cuocere fino ad assorbimento.

2. Aggiungete l’acqua tenuta da parte per evitare che attacchi. In tutto dovrebbe impiegare tra i 10 e i 15 minuti.

3. Quando il riso sarà cotto, aggiungete nella pentola il burro e il blu di capra a tocchetti. Non mescolate. Coprite e fate riposare due minuti.

4. In una tazzina mescolate la fecola, la curcuma e aggiungete goccia a goccia poca acqua fino ad ottenere una crema.

5. Scoperchiate il riso, mescolate velocemente.

6. Impiattate, decorate con la crema di curcuma e i fiori a piacere. Servite ben caldo.

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Storione in rosso all’acqua pazza

storione acqua pazza pomodoro

Dello storione avevo sempre assaggiato solo le uova: servite sotto forma di caviale, spalmate su crostini come antipasto nei ristoranti.
Non so perché ma nella mia testa pensavo che la carne avesse un sapore fangoso, simile al pesce gatto e intenso come il pesce azzurro. Mi sbagliavo completamente!
Il trancio bianco è delicato dal retrogusto di pesce di lago, non invadente né forte. Si presta ad essere consumato con salsa verde o con sughetti di accompagnamento.
In questo caso, l’abbinamento è all’acqua pazza con un fondo rosso di pomodoro in sostituzione dei pomodori freschi fuori stagione.

Nella ricetta originale, si utilizza il vino bianco ma avendo in casa un ottimo Chiaretto della Valtenesi fruttato e delicato ho preferito aggiungere quello. In origine, si dice che l’acqua pazza fosse così definita proprio per l’aggiunta di vino al brodo di cottura del pesce sulle barche dei pescatori.

STORIONE IN ROSSO ALL’ACQUA PAZZA
( per due persone)

Ingredienti

150 gr storione già pulito

150 gr pomodori a pezzetti + 100 ml acqua

30 ml Chiaretto

1/2 spicchio di aglio

15 ml olio extravergine di oliva

finocchietto qb

sale e pepe qb

prezzemolo qb

Procedimento

1. Tagliate l’aglio in due parti, fatelo rosolare nell’olio extravergine senza farlo bruciare.

2. Togliete la padella dal fuoco, levate l’aglio e aggiungete il pomodoro, il vino, gli aromi. Rimettete su fiamma bassissima. Fate insaporire per una decina di minuti aggiungendo l’acqua necessaria per evitare che asciughi troppo.

3. Unite lo storione e coprite con un coperchio.

4. Portate a cottura il pesce per 5 minuti. Regolate di sale.

5. Fate intiepidire e spolverate con il prezzemolo prima di servire.

Consiglio:

potete servirlo anche freddo nella stagione estiva sostituendo i pezzetti di pomodoro con pomodori freschi scottati e pelati. Se dovesse avanzare il sugo, usatelo per condire la pasta: una spaghettata all’acqua pazza abbinata al Chiaretto che dà sapore al sugo stupirà i vostri ospiti.

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Crostata integrale alle pere

crostata integrale alle pere

La crostata è ciò che di più semplice e tradizionale si possa immaginare. Perché come ha detto di recente il Maestro Massari <<..meglio un piatto semplice e tradizionale ben fatto che uno magari innovativo, ma mal realizzato >>.

CROSTATA INTEGRALE ALLE PERE
( per una teglia diam 22 – 24 cm)

Ingredienti

Per la frolla

125 gr zucchero di canna extrafine

125 gr burro a t ambiente

75 gr farina integrale di segale

175 gr farina tipo 0

1 uovo medio ( ca 60 gr)

baccello di vaniglia

sale 1 gr sciolto in un cucchiaio di latte

Per la farcitura

450 gr pere abate non troppo mature

30 gr burro

50 ml sciroppo al melograno ( oppure altro a piacere)

50 gr farina di mandorle

zucchero a velo qb

Procedimento per la frolla

  1. Lavorate a crema burro e zucchero di canna.
    Incidete nel senso della lunghezza il baccello di vaniglia e prelevate i semi da metà. Unite alla crema di burro.
  2. Aggiungete l’uovo e fatelo assorbire. Aggiungete il latte con il sale.
  3. Quando la crema sarà omogenea, unite in un colpo solo le farine e impastate velocemente senza scaldare troppo. Il composto deve risultare sabbioso.
  4. Preparate un foglio di pellicola per alimenti, versatevi l’impasto e compattatelo velocemente. Avvolgete e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti, anche più se fa particolarmente caldo.

Procedimento per la farcitura

  1. Sciacquate le pere sotto acqua corrente e mondatele. Tagliatele a spicchi.
  2. In una padella fate sciogliere il burro a fiamma bassissima, aggiungete le pere e coprite per una decina di minuti. Devono rilasciare il succo e cominciare a sfrigolare.
  3. Aggiungete lo sciroppo, mescolate delicatamente e continuate la cottura ancora per 5 minuti. Le pere devono risultare morbide ma non spappolarsi.
  4. Fate intiepidire e frullate. Tenete da parte.

Composizione e cottura

  1. Accendete il forno a 180°C. Foderate lo stampo con carta forno oppure imburratelo abbondantemente.
  2. Dividete in due parti la pasta frolla. Stendete una parte ad un diametro poco più largo della tortiera e tenete in frigorifero l’altra.
  3. Trasferite nella tortiera e premete bene contro i bordi e sul fondo per evitare bolle d’aria. Distribuite metà della farina di mandorle sul fondo, aggiungete la purea di pere e terminate con la farina di mandorle rimasta. Mettete in frigorifero.
  4. Prendete la frolla avanzata e ricavate le strisce a piacere per la decorazione.
  5. Decorate la crostata con le strisce e infornate a 180°C per 10  minuti, 170°C per 15 minuti e 155°C fino a cottura ( nel mio forno ancora 20 minuti circa con gli ultimi 10 in modalità ventilata. ). La farcitura deve asciugarsi e formare una dorata e sottile crosticina.
  6. Fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo a piacere.

Nota bene:

con questa dose ho avanzato abbastanza impasto per altre due piccole crostatine. Se volete comunque potete congelarla.

in giro per eventi

Profumi di Mosto: Rossi e Chiaretti della Valtenesi

 

Domenica 8 ottobre ritorna immancabile l’appuntamento con ‘Profumi di Mosto’. Giunta alla XVI  edizione, la rassegna propone 3 itinerari tra le cantine della Valtenesi partendo dalla punta sud di Lonato del Garda fino al promontorio di San Felice del Benaco.
Dai rossi della Valtenesi al Chiaretto, ogni vino sarà accompagnato da un abbinamento gastronomico appositamente preparato da Ristoranti del territorio o dalle cantine stesse. Si va dai formaggi con marmellate e confetture al più elaborato Bocconcino di manzo in dolce cottura con salsa al Picedo e castagne, dai mignon dolci al piatto vegano per deliziare anche i palati più esigenti.
Come nelle ultime edizioni, si è deciso di affiancare al Garda Classico Rosso il fruttato e fresco Chiaretto: più corposo il primo, giovane il secondo.

La rassegna in pillola:

Cosa? La possibilità di visitare le principali cantine della Valtenesi, degustare vini rossi e Chiaretti, abbinare specialità gastronomiche. Tre itinerari, 21 cantine, 1 jolly e Villa Galnica dove poter degustare tutti i vini della manifestazione.
Dove? Tra le colline del Lago di Garda sponda bresciana da Lonato del Garda a San Felice del Benaco.
Quando? Domenica 8 ottobre 2017, dalle h 11 alle h 18.
Perché? Il personale delle cantine è a vostra disposizione per approfondire e accompagnare nella degustazione dei vini tipici della Valtenesi. Il consorzio offre l’opportunità agli appassionati o ai semplici curiosi di avvicinarsi a prodotti di eccellenza del territorio e fare il punto sulla vendemmia appena conclusa.
Come? I coupon ( 9 per ogni percorso) sono acquistabili sul sito profumidimosto.it al costo di 25€ oppure in loco la mattina stessa presso le cantine aderenti al costo di € 30. Vi è la possibilità di effettuare il percorso in autobus appositamente predisposto al costo aggiuntivo di € 15 con prenotazione on line.
Ai partecipanti verranno forniti anche il calice per la degustazione e la sacca portabicchiere.

NB: essendo un percorso ‘chiuso’, si svolgerà anche in caso di maltempo.

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Mini cracker agli aromi e formaggio

crack

Una delle cose che mi piace spiluccare da sempre sono i cracker: normali, al rosmarino, salati o dolci non possono mancare in casa mia.
Così quando sul blog di Una famiglia in cucina è stato proposto questo contest, non ho potuto fare a meno di impastarne alcuni. Questi sono così piccini che si possono tranquillamente trasportare nello zaino o in borsa, friabili quanto basta e dal sapore di formaggio ed erbe aromatiche. E sicuramente più sani di quelli industriali.
Visto che il tema proposto è ‘Tutti in gita’ e che era necessario scegliere un contenitore adeguato, ne ho scelto uno piccolo e molto pratico che nel suo uso originario sarebbe un portauova! In questo caso l’ho riempito di cracker ed ha svolto egregiamente il suo lavoro.

La ricetta originale non è mia ma l’ho presa dal sito di Labna e leggermente riadattata.
Lei suggerisce di aiutarsi con due fogli di carta forno per stendere l’impasto, io ho preferito aiutarmi con un po’ di farina.

MINI CRACKER AGLI AROMI E FORMAGGIO
( per due teglia)

Ingredienti

120 gr farina tipo 0

75/80 ml acqua fredda

45 gr burro freddo

15 ml olio di semi

15 gr Grana Padano grattugiato

5 gr zucchero di canna extrafine

1 gr timo secco in polvere

1 gr origano secco in polvere

1 gr lievito secco per torte salate

1 gr sale fino

Procedimento

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  1. Accendete il forno a 200°C.
  2. Miscelate nella ciotola farina, erbe aromatiche, sale e formaggio grattugiato.
  3. Versate l’olio, il lievito e a poco a poco l’acqua.
  4. Infine aggiungete tutto il burro e impastate velocemente.
  5. Infarinate abbondantemente il piano di lavoro e rovesciate l’impasto.
  6. Stendete in maniera molto sottile con il mattarello. Per facilitare il compito potete dividere l’impasto in più parti, stenderne una parte e conservare le altre in frigorifero.
  7. Ritagliate le formine a piacere, disponetele su una teglia, foratele con uno stuzzicadenti e fate cuocere per 10 minuti, o appena cominceranno a dorare.
  8. Fate raffreddare e mangiate!

Consiglio:

con questa dose vengono due teglie ben piene.

“Con questa ricetta partecipo al contest di Una Famiglia in Cucina – Tutti in gita”

tutti in gita 

 

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Mariconde di pane nero

mariconde pane nero

In Valle D’Aosta ci sono stata parecchi anni fa, ma dico la verità, non ricordo di aver assaggiato questo pane. O meglio, magari l’ho fatto ma tra Lardo d’Arnad, fontina e prelibatezze varie può essere che mi sia ‘sfuggito’!
Grazie ad AIFB e alla Festa de Lo Pan Ner, ho scoperto che esiste una ricetta ben definita con farina di segale, farina integrale e farina tipo 0. All’inizio ero un po’ scettica sulle mia capacità di panificazione anche perché al mercato uno dei produttori vende ogni tanto il pane di segale ma in quantità limitata perché <<  la lievitazione è difficile e non sempre riesce>>. Per di più, il clima in questi giorni è di un autunnale che di più non si può, quindi la temperatura di casa mia non agevola certo la lievitazione.
Partendo da questi presupposti e dopo accurate ricerche, ho optato per un impasto indiretto con farina tipo 0, acqua e poco lievito che desse un po’ di spinta all’impasto e ho affrontato questa sfida con le migliori intenzioni.
Il regolamento del contest prevede di ideare una ricetta con il Pan Ner che si leghi alle tradizioni locali delle diverse regioni e dia una nuova interpretazione al pane stesso. Io ho deciso di giocare letteralmente in casa trasformando un tipico piatto di riciclo delle cascine lombarde: le mariconde. Il classico impasto di pane è stato arricchito con Grana Padano DOP giovane ( 10 mesi), fiori di sambuco della scorsa primavera essiccati ed erbe aromatiche dell’orto. Il sapore che ne deriva è vagamente erbaceo, dolce grazie alla breve stagionatura del formaggio e profumato dalle foglie di prezzemolo. Il brodo vegetale è ottenuto anch’esso dalle verdure dell’orto appositamente trasformate.

MARICONDE DI PANE NERO
( per due persone)

Ingredienti per il Pan Ner

Prefermento 

150 farina di grano tenero tipo 0

150 ml acqua a ca 20°C

2 gr lievito di birra secco

Mescolare velocemente, coprire e lasciar riposare 12/14 ore a circa 20°C.

Impasto

tutto il prefermento

100 gr farina di grano tenero tipo 0

550 gr farina segale integrale

470 ml acqua a ca 20°C

200 gr farina di grano tenero integrale

5 gr lievito di birra secco

20 gr sale

Per le mariconde

300 gr Pan Ner

80 gr Grana Padano grattugiato sottile

1 uovo ( ca 50 gr)

1 cucchiaino da caffè di fiori di sambuco essiccati

1 cucchiaino ciuffi di carote tritati

prezzemolo qb

brodo vegetale qb

Grana Padano a scaglie a piacere

Procedimento

  1. Fate sciogliere il lievito in 100 ml di acqua presa dal totale e fate riposare per 10 minuti. ( Oppure seguite le istruzioni sulla bustina)
  2. Nella ciotola della planetaria, mescolate tutti gli ingredienti per il pane e impastate con il gancio per almeno 10/15 minuti. Io ho impostato la velocità 4 su 7.
  3. Quando tutta l’acqua sarà ben assorbita, rovesciate l’impasto su un piano liscio pulito e impastate a mano fino a che diventerà meno appiccicoso e ben liscio. Create attrito sul piano trascinando la palla di impasto verso di voi, trasferite in una ciotola e coprite con un panno umido. Fate lievitare fino al raddoppio.
  4. Io l’ho cotto con la pietra in forno, quindi ho preriscaldato per 15 minuti a 250°C senza teglia. Quando il forno era ben caldo, ho rovesciato l’impasto sulla teglia, inciso a croce e infornato a 250°C per i primi 5 minuti, poi 200°C per 40 minuti ed infine 10 minuti con sportello leggermente aperto.
  5. Quando il pane sarà colorito e cotto, sfornate e mettete inclinato su una griglia. Lasciate raffreddare completamente prima di tagliare.
    ( Il mio ha riposato quasi 24 ore)

Per le mariconde

  1. Mettete a scaldare il brodo.
  2. Prelevate la quantità di pane necessaria, al netto della crosta. Sbriciolatela in una ciotola e spruzzate leggermente con il brodo.
  3. Aggiungete il resto degli ingredienti e impastate fino ad ottenere la consistenza di un ripieno. Se dovesse essere troppo umido, aggiungete pochissima farina di segale. Al contrario, se fosse troppo asciutto spruzzate leggermente con il brodo.
  4. Ricavate delle palline e tenete da parte.
  5. Quando il brodo comincia a sobbollire, aggiungete delicatamente le mariconde e lasciate cuocere per alcuni minuti: non devono disfarsi.
  6. Versate nelle fondine e aggiungete a piacere scaglie di Grana Padano e prezzemolo. Servite ben calde.

Consiglio:

un tempo le mariconde si preparavano con pane raffermo, ma il Pan Ner è già di per sé friabile quindi potete utilizzarlo anche appena fatto.

lo pan ner mariconde aifb

Per saperne di più:

2^ Festa Transfrontaliera Lo Pan Ner – I pani delle Alpi – 14 e 15 Ottobre 2017
www.lopanner.com

<< Autrefois nous faisions le pain avec le seigle de nos champs, c’était du pain exquis, on le hachait dans le bouillon de chamois, le plat du dimanche, on mettait aussi beaucoup de fromage et on mangeait tout. C’était meilleur que le pain que nous consommons aujourd’hui, tout d’abord nous étions jeunes et notre appétit était robuste ! >>

<< Una volta si faceva il pane con la segale dei nostri campi, era un pane squisito, si sminuzzava nel brodo di camoscio – era il piatto della domenica – si aggiungeva il formaggio e si mangiava tutto.  Era migliore del pane che consumiamo oggi, innanzitutto eravamo giovani e l’appetito era robusto ! >>

Modeste Petitjacques, Bionaz, 1983

 

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Involtini speck e prugne

prugne labisaccia fruit24

Grazie al bel cestino di prugne succose che mi sono state inviate per il progetto Fruit 24, ho potuto sperimentare un po’ di ricettine nuove.
La prima è stata una pasta con le melanzane piccante e cremosa.
Per la seconda invece ho utilizzato delle succose prugne viola.
L’abbinamento frutta – salato mi piace da morire e mi permette di mangiare tanta buona frutta in tutte le stagioni, senza per forza dover scadere nel solito dolce o nella classica macedonia.
In questo caso mi sono ispirata all’abbinamento maiale – prugna – senape che fa un po’ Nord Europa ma è di un buono che si adatta a qualsiasi momento della giornata: come aperitivo sfizioso prima del pranzo, per il buffet dell’happy hour, per uno spuntino tra amici a mezzanotte.. freddo d’estate, tiepido d’autunno e accompagnato da fette di pane abbrustolito nella stagione più fredda.

Io ho preferito passare velocemente le prugne sulla piastra prima di arrotolarle nello speck per renderle morbide, dolci e leggermente caramellate.  La sapidità dello speck e il sapore deciso della senape in grani donano al piatto di per sé molto semplice una spinta in più. Credetemi, uno tira l’altro.

INVOLTINI DI SPECK E PRUGNE
( per 2 persone)

Ingredienti

4 prugne non troppo mature

8 fette di speck tagliato sottile

senape qb

pane abbrustolito a piacere

Procedimento

  1. Tagliate a metà le prugne e levate il nocciolo. Ricavate da ogni metà due fette.
  2. Preparate una piastra rovente. Stendete le fette di speck.
  3. Passate le prugne sulla piastra dal lato senza buccia per 1 minuto.
  4. Disponete la frutta calda sullo speck, guarnite con senape a piacere e chiudete a portafoglio. Accompagnate con pane abbrustolito.

Per maggiori informazioni sul progetto Fruit24 dai un’occhiata al sito.

Consiglio:

questa ricetta è ottima anche con le pesche o le albicocche, a patto che non siano troppo mature. Potete servire gli involtini direttamente sulle fette di pane abbrustolito come antipasto o come aperitivo.

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Tortiglioni con crema piccante di melanzane

fruit 24 pasta melanzane piccante

Qualche tempo fa ho ricevuto una bella confezione di frutta e verdura da Fruit 24: conteneva tra le altre cose delle gustosissime melanzane lunghe, dolci e tenere.
Adorando la pasta con le verdure, ho subito pensato ad un piatto dal sapore piccantino, dal tipico mood autunnale e da servire come alternativa alla spaghettata di mezzanotte.
Prima della ricetta, vi descrivo questo interessante progetto con cui ho collaborato: l’obiettivo è quello di stimolare il consumo di frutta e verdura consapevole durante i vari momenti della giornata. Sapete vero che è consigliabile consumare un frutto a metà mattina o a metà pomeriggio, o comunque lontano dai pasti? E che l’abbinamento cereali e verdure è l’ideale per saziare con tanto gusto?
All’interno della giornata, gli ideatori del progetto hanno individuato 8 momenti:

h 07.00 Buongiorno freschezza
h 10.00 Fruit break
h 13.00 Pranzo in technicolor
h 16.00 La merenda
h 18.00 Happy fruit hour
h 20.00 Leccatevi i baffi
h 22.00 Spizzica e stuzzica
h 24.00 Spuntino di mezzanotte

Ecco allora che insieme ad altri food blogger ho ideato alcune ricette veloci, di stagione e facili da preparare con i prodotti forniti da Apo Conerpo, la più grande associazione italiana  che detiene la leadership nel settore dell’ortofrutta. Inoltre il progetto Fruit24 può contare sull’appoggio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentarie e Forestali e viene realizzata con il contributo dell’Unione Europea.

Ma veniamo al punto. Ecco la mia ricetta!

TORTIGLIONI CON CREMA PICCANTE DI MELANZANE
( per due persone)

Ingredienti

160 gr tortiglioni o pasta corta

3 melanzane baby

2 cucchiai olio extravergine di oliva

1 cucchiaino peperoncino essiccato tritato

1/2 spicchio di aglio

prezzemolo tritato qb

Procedimento

  1. Portate a bollore una pentola con abbondante acqua salata.
  2. Sciacquate le melanzane, mondatele e tagliatele a rondelle di ca 1/2 cm di spessore.
  3. Schiacciate lo spicchio di aglio e fatelo rosolare nell’olio extravergine di oliva.
  4. Aggiungete il peperoncino e fate appassire, senza bruciare l’aglio.
  5. Aggiungete le melanzane e continuate la cottura mescolando per qualche minuto.
  6. Prelevatene la maggior parte e frullatele aiutandovi con l’acqua di cottura della pasta. Scolate la pasta al dente.
  7. Rimettete la crema nella padella, aggiungete la pasta e fate saltare. Unite le rondelle di melanzane lasciate intere.
  8. Impiattate e guarnite con il prezzemolo.

Per saperne di più sul progetto cliccate qui.

Per un’altra ricetta con i prodotti di Apo Conerpo, invece cliccate qui.

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Busy day cake con farina di segale e pesche

busy day cake pesche vegana segale

Lo ammetto: sono una fan sfegatata della busy day cake di Martha Stewart. L’ho provata nella sua versione base proposta sul blog dell’Araba Felice, ho sostituito l’acqua con il latte vaccino e con il caffè, l’ho utilizzata al posto del pandispagna per una farcita con panna e cioccolato, ho aggiunto le mele e la frutta secca.. e via dicendo.
E’ un dolce semplice e senza pretese che si ama o si odia.
E’ la tipica ricetta “senza”: senza lattosio, senza uova, senza lievito.
Si accompagna con the caldo e caffè lungo d’inverno, oppure con succo di frutta e gelato d’estate. Si puccia nel latte a colazione o se ne prende una fetta a merenda.
E’ pronta in un attimo e volendo potete mescolare tutto nella teglia dove si andrà a cuocerla.

E’ la mia ricetta jolly quando ho voglia di torta e in casa, come spesso capita, mi mancano gli ingredienti basilari come burro, uova e agente lievitante. Oppure quando ho mille pacchetti di farina aperti e ne ricavo una miscela sempre diversa.

In questo caso ho utilizzato la farina di segale aperta per il pane nero e una pesca ancora soda che era rimasta sola in frigorifero.

BUSY DAY CAKE CON FARINA DI SEGALE E PESCHE
( per una teglia rettangolare 20×26 cm)

Ingredienti

180 gr farina integrale di segale

70 gr farina tipo 0

120 ml bevanda di soia al cacao

80 gr zucchero di canna + 30 gr per spolverare

30 ml olio di semi

10 ml aceto di mele

3 gr bicarbonato uso alimentare

1 pesca non troppo matura

zucchero a velo a piacere

Procedimento

  1. Accendete il forno a 180°C. Foderate la teglia con carta forno.
  2. Sciacquate la pesca, tagliatela a quarti e ricavatene delle fette regolari.
  3. Riunite le farine in una ciotola con il bicarbonato e lo zucchero.
  4. Aggiungete a poco a poco la bevanda di soia e l’olio mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo.
  5. Per ultimo aggiungete l’aceto e mescolate brevemente con una spatola.
  6. Versate nella tortiera e guarnite con le fette di pesca. Spolverate con lo zucchero di canna e infornate per 30 minuti circa. Fate la prova stecchino.
  7. Una volta raffreddata, spolverate con zucchero a velo a piacere.

Consiglio:

per fare aderire meglio la carta forno alla teglia, spruzzatela leggermente con dell’acqua e premete sul fondo e sui lati.

carne · in giro per eventi

Visita al salumificio Pedrazzoli: Ci vuole Passione!

pedrazzoli salumificio maiali

Sulla linea di confine tra Lombardia ed Emilia Romagna, dove il terremoto del 2012 ha lasciato profonde ferite negli edifici e nelle persone, dove ancora si trovano tracce storiche della dominazione veneta, dove è possibile sentire l’influenza emiliana nel dialetto mantovano, l’agricoltura e l’allevamento giocano ancora un ruolo fondamentale. Sebbene l’autostrada permetta di accorciare il tragitto verso il Salumificio, noi abbiamo optato per la provinciale che permette di godere del panorama tardo estivo: i colori che ci scorrono davanti sono segno di una tradizione agricola che persiste, sanno di terra e di fatica, di levatacce all’alba e di notti sul trattore, di allevamenti e di legame con il territorio. Uscendo dalla strada principale costeggiamo un centro abitato e arriviamo nella strada che porta allo stabilimento di San Giovanni Del Dosso.
Tra questi terreni sorge un edificio dal sapore moderno che custodisce una tradizione nata negli anni Cinquanta con Arnaldo Pedrazzoli e la sua famiglia. Il capostipite e i suoi tre figli, già figli di un norcino di quelli che andavano casa per casa nelle cascine a macellare i maiali, partendo da una piccola salumeria nella Bassa Mantovana hanno posto le basi per un’attività che ancora oggi continua da tre generazioni.

Oggi come allora, grande attenzione è rivolta alle materie prime: la filiera è chiusa e parte dalla coltivazione dei cereali utilizzati come foraggio, fino all’allevamento dei maiali ( classici e Nero di Parma sulle colline) in parte biologico e in parte convenzionale, per terminare con la trasformazione delle carni in salumi insaccati – salame, coppa, etc – , salati – prosciutto crudo, speck, etc – e cotti – prosciutto cotto, mortadella, etc. Per gli insaccati si utilizzano budelli naturali di varie dimensioni e si procede con la legatura a mano: le fasi più delicate della lavorazione sono affidate alla manualità di persone esperte che attorno ad un tavolo maneggiano con perizia spago e insaccati secondo un rito antico e collaudato.
I prodotti si spostano poi nelle celle di stagionatura e vengono appesi oppure racchiusi in apposite presse per rispondere alle esigenze del cliente. Infine, dopo una sciacquatura che permette di togliere la muffa dal budello e una porzionatura in base al mercato di destinazione finale, il prodotto viene etichettato e confezionato. Naturalmente per garantire la massima qualità, ogni fase dalla macellazione del maiale al confezionamento viene rigorosamente controllata e verificata. La qualità prima di tutto!
Piccola nota: accanto alla carne suina che costituisce il prodotto di punta, si sta cercando di rispondere oggi alla richiesta di prodotti sempre più light a base di tacchino e pollo.

Qualità che viene riconosciuta abbondantemente anche all’estero, dal Canada al Giappone, passando per Francia, Germania, Nord Europa dove il concetto di carne biologica ha preso molto più piede rispetto all’Italia e i prodotti gastronomici tradizionali sono molto apprezzati.

COLLAGE

Ad oggi i prodotti si suddividono in tre gamme: la classica con etichetta rossa, la Biologica PrimaVera con etichetta verde e la Q+ con etichetta bianca e nera. La prima offre prodotti di ottima qualità da allevamento convenzionale che vanno dai tipici, ai crudi, ai cotti fino alle confezioni delle ricorrenze ( come lo zampone); la PrimaVera si arricchisce anche dei preaffettati e delle specialità  ( come la Bresaola di Suino); la Q+ offre salumi ottenuti dal Nero di Parma ( come la Coppa alle erbe, lo Stinco cotto e il Lardo). Per chi avesse già avuto occasione di degustare prodotti a base di Nero di Parma, credetemi che la spesa vale sicuramente l’assaggio!

Durante la visita in azienda abbiamo anche notato una notevole attenzione verso una gestione razionale delle risorse energetiche e scelte basate sulla sostenibilità. Gran parte dell’energia utilizzata proviene dai pannelli solari installati sul tetto dello stabilimento, il packaging, gli stand per le fiere e parte del mobilio degli uffici sono ricavati da materiale riciclato ( carta, cartone e legno) e l’obiettivo ambizioso è quello di riuscire a ridurre al minimo gli sprechi in tutti i settori produttivi. Infine, molto importante è anche l’aspetto sociale con l’adesione al progetto ‘IoRicreo’ in collaborazione con la Cooperativa Arcobaleno per la produzione di borse di carta riciclata decorate dagli ospiti diversamente abili assistiti nel centro diurno.

Non mi rimane altro da fare che ringraziare per la pazienza e la disponibilità Chiara, Sara e Moreno e naturalmente i titolari per avermi concesso una visita.

Per maggiori informazioni sull’azienda e su dove poter acquistare/ degustare i loro prodotti:

Salumificio Pedrazzoli
Ristosalumeria a San Giovanni del Dosso ( Mn), Brescia e Milano