Senza categoria

Chips di riso con crema di radicchio

chips di riso radicchio

Dopo un mese di stop dovuto ad un turbolento periodo lavorativo, rieccomi con una ricetta senza glutine, veloce e insolita dedicata a Leti e a Manolo .
Questi due vulcani hanno ideato un contest dedicato al gluten free, con un tema ad ogni tappa e tante indicazioni utili per chi soffre di intolleranze o per chi semplicemente come me vuole mettersi alla prova.
Per gennaio e febbraio, la tematica era quella del buffet salato, quindi brioches, pizze  e focacce, salatini, sfoglie, biscotti salati e quant’altro possa rendere piacevole un momento di festa.

Le chips di riso sono davvero veloci da friggere e super croccanti, sempre che l’olio sia ben caldo. Si possono servire anche fredde se come me volete prepararle in anticipo e avere tempo di arieggiare la casa prima che arrivino gli ospiti.
Anziché accompagnarle con la salsa agrodolce ( che per inciso ci starebbe alla grande) ho preferito frullare del radicchio rosa di Verona, delicato e meno amaro dei vari cugini più celebri, e aggiungere la farina di carruba come tocco insolito e aromatico. Si trova normalmente nei negozi biologici o in alcuni supermercati ben forniti.

CHIPS DI RISO CON CREMA DI RADICCHIO
( per due persone)

Ingredienti

2 sfoglie di riso ( carta di riso)

40 gr circa radicchio rosa di Verona

30 ml bevanda vegetale ( avena o riso)

15 ml glassa aceto balsamico ( senza glutine)

sale fino qb

farina di carrube qb

olio per friggere qb

Procedimento

  1. Mondate le foglie di radicchio e lessatele in pochissima acqua non salata per 2-3 minuti, fino a che i gambi saranno teneri. Scolatele e strizzatele.
  2. Versate il latte e le foglie in un frullatore e riducete a crema. Unite a poco a poco la glassa di aceto balsamico regolandovi a piacimento. Passate la crema al setaccio in modo che l’eventuale liquido in eccesso possa scolare.
  3. Nel frattempo, ponete sul fuoco una wok o una padella con bordi alti con l’olio per friggere e portatelo a 190° C ( come da indicazioni di Martina).
  4. Aiutandovi con le forbici, tagliate a spicchi le sfoglie di riso: le mie sono piuttosto grandi e misurano circa 22 cm. Ottengo 8 spicchi che taglio almeno in tre parti o più se voglio chips più piccole.
  5. Friggete per pochi istanti le sfoglie di riso gettandone al massimo 2 – 3  alla volta e scolatele appena si gonfiano. Tamponatele delicatamente con carta assorbente.
  6. Salate le chips e servitele con la crema di radicchio e una spolverata di farina di carruba, che dona all’insieme un retrogusto maltato e insolito.

Nota bene: 

la ricetta è senza glutine, ma va verificato che sia la glassa di aceto balsamico sia la bevanda vegetale non siano effettivamente contaminati.

Con questa ricetta partecipo al contest “The Free Food Lover” questo mese ospitato da Senza è Buono

banner

Annunci
Primi piatti · Ricette vegetariane · ricette.. senza

Ravioli alla borragine con formaggio di capra al Lambrusco

ravioli borragine senza sale aggiunto pasta fresca

La cucina “senza” mi ha sempre incuriosita. Non per moda, ne per particolari restrizioni dietetiche, ma per scoprire che a volte le aggiunte a cui siamo abituati anziché esaltare i sapori, li mortificano.
Per questo motivo ho accettato la sfida lanciata da La cucina del senza di Marcello Coronini: il leit motiv è ridurre al minimo l’aggiunta di sale, zuccheri e grassi sfruttando quelli già presenti nei cibi stessi.
Non dimentichiamo, infatti, che spesso e volentieri ci sono dei ‘nemici nascosti’: il sale nel liquido di conservazione dei legumi, la noce di burro per donare cremosità al purè, i grassi delle merendine confezionate, gli zuccheri delle bevande gassate o i succhi di frutta industriali giusto per citarne alcuni.
A dir la verità, nella mia cucina sto particolarmente attenta a questo aspetto. Preparo molte pietanze di base io stessa ( come il pane o le torte per la colazione), scelgo di acquistare direttamente dal produttore ed eventualmente trasformo in casa i prodotti ( ad esempio dalle verdure ricavo il dado vegetale), mi informo sul metodo di conservazione e di trasformazione delle materie prime e così via.

Perché vi parlo di tutto ciò?
Perché in questa ricetta non ho aggiunto sale, nemmeno nell’acqua di cottura della pasta, ne grassi tolto un filo di olio extravergine di oliva per evitare che i ravioli si attaccassero al piatto. Ho ricavato delle salse colorate di accompagnamento sfruttando il colore rilasciato dalle barbabietole e dalla curcuma; il formaggio di capra stagionato, dalla facile digeribilità e ottenuto con latte biologico, ha donato tutta la sapidità che serviva al piatto. Compreso un leggero retrogusto dolce di uva dato dalla speciale lavorazione: il formaggio è stato bucato come si fa per il blu di capra e messo in ammollo per 4 ore nel vino, così da acquistare delle piacevoli venature rosse.

Provare per credere!

RAVIOLI ALLA BORRAGINE CON FORMAGGIO DI CAPRA AL LAMBRUSCO
( per 3 persone)

Ingredienti

1 uovo medio

100 gr farina di semola

30 gr borragine fresca

70 gr formaggio di capra al Lambrusco

50 ml latte

2 gr curcuma in polvere

2 fette di barbabietola cotta

amido di riso qb

olio evo qb

Procedimento

  1. Preparate la pasta fresca: ricavate una fontana con la farina, rompete l’uovo al centro e impastate. Coprite con un foglio di pellicola e fate riposare al fresco per 30 minuti.
  2. Nel frattempo, passate delicatamente le foglie di borragine con un coltellino affilato in modo da togliere la peluria. Togliete le nervature più grosse e spezzettate grossolanamente. Fate lessare per pochi minuti in poca acqua non salata. Strizzate e tenete da parte.
  3. Dividete il latte in due bicchierini: immergete le fette di barbabietola in uno e nell’altro sciogliete la curcuma. Aggiungete a ciascuno 1/2 cucchiaino raso di amido di riso e mescolate.
  4. Ponete su fiamma bassissima separatamente i due liquidi per pochi minuti, mescolate con un cucchiaino fino a quando comincerà a velarsi leggermente. Spegnete, versate di nuovo nei bicchierini e tenete da parte al caldo.
  5. Sminuzzate a coltello la borragine, unitela alla pasta all’uovo e impastate fino ad ottenere un colore omogeneo. Stendete la pasta finemente e ricavate dei cerchi.
  6. Posizionate nel centro di ogni cerchio una piccola porzione di formaggio, chiudete a mezzaluna inumidendo i bordi se necessario. Lessate in acqua bollente non salata per pochi minuti: il tempo dipende dallo spessore della pasta.
  7. Scolate i ravioli, spennellateli leggermente con dell’olio extravergine di oliva e servite accompagnati con le salse aromatizzate.

Per maggiori info sulla Cucina del Senza, ecco il link della pagina Gusto in Scena e gli hashtag per cercare sui social invitanti e colorate ricette: #lacucinadelsenza #gustoinscena2018 #GIS2018

secondi piatti · senza glutine · senza lattosio · senza uova

Pollo al timo con barbabietole e patate

pollo al timo patate barbabietole

Il pollo al timo con verdure è semplice e saporito.
Per prepararlo mi sono lasciata ispirare dal libro Piccoli Limoni Gialli di K. Ingermarsson, dove viene proposto come piatto nel ristorante dai colori mediterranei immaginato dai protagonisti.
Loro utilizzano una casseruola, io ho preferito renderlo più pratico passando in forno le verdure e in padella il pollo. Vi dirò che non utilizzo spesso il cumino nella mia cucina, perché ha un aroma pungente e rischia di coprire gli altri sapori.
Ma in questo caso non omettetelo: darà una spinta in più alla teglia di verdure.

POLLO AL TIMO CON BARBABIETOLE E PATATE
( per due persone)

Ingredienti

300 gr petto di pollo

1 cucchiaino raso di timo in polvere

succo e scorza di mezzo limone

25 – 30 ml olio extravergine di oliva

Per il contorno

300 gr patate con la buccia

40 gr cipolla rossa

150 gr  barbabietola rossa

40 ml olio extravergine di oliva

1/2 cucchiaino semi di cumino

scorza di mezzo limone

sale grosso qb

Procedimento

  1. Riunite in una ciotolina il timo, il succo e la scorza di limone, l’olio. Tenete da parte.
  2. Tagliate il pollo a pezzetti di circa un paio di centimetri per lato. Irroratelo con l’olio aromatizzato in modo che tutti i pezzi siano conditi, coprite con pellicola per alimenti e fate riposare per almeno 30 minuti.
  3. Accendete il forno a 200°C.
  4. Mondate le barbabietole, sciacquate le patate sotto acqua corrente senza pelarle e tagliate tutto a tocchetti piuttosto grossi ( ca 3 cm per lato). Trasferite in una teglia da forno.
  5. Tostate i semi di cumino su una piastra ben calda, senza farli bruciare. Condite le verdure con il resto degli ingredienti.
  6. Cuocete in forno giù caldo a 200° C per 25 – 30 minuti mescolando di tanto in tanto e terminate la cottura con 15 minuti di grill.
  7. Quando le verdure saranno pronte, tenetele al caldo e fate cuocere il pollo in padella con l’aggiunta di poco olio se necessario.
  8. Servite caldo o tiepido.

Consiglio:

Potete preparare tutto in anticipo, facendo cuocere il pollo poco prima di servire e facendo rinvenire le verdure in forno per una decina di minuti a 180°C.

 

 

pesce e crostacei · ricette veloci

Tagine veloce di pesce con Chermoula

tajine

L’ultimo libro che ho letto nel 2017 ha il sapore delle cose inaspettate. Come un pezzetto di cioccolato al peperoncino, che prima ti avvolge di dolcezza poi esplode in gola; come una porta chiusa che rivela un magnifico cortile tra i vicoli della città; come il vin brulè di Marzemino, con una nuvola calda che lascia spazio ai sentori fruttati.
O come un riccio, spinoso fuori ma dall’eleganza innata.
Muriel Barbery ci ha pure dedicato un libro.

Il riccio è Renée, una portinaia innamorata della cultura al punto da volerla custodire nelle proprie stanze dietro la facciata di uno stereotipo creato dalla borghesia altezzosa del suo palazzo; al suo fianco siede discreta una dodicenne che non riesce a trovare il suo posto nella vita e rimugina sul modo migliore di morire. Le due figure femminili, unite dalla ricerca profonda e affascinante del Sapere, trovano un punto di incontro nel nuovo inquilino del piano di sopra. Un affabile signore giapponese dai modi delicati e dallo sguardo che va oltre l’apparenza.
Vi dico che in principio ho faticato non poco a seguire il ritmo dei pensieri di Paloma e Renée, che come un flusso a corrente alternata proseguivano senza soluzione di continuità. Ma in due giorni il libro è svanito nella delicatezza di chi non vuole farsi notare troppo.

Perché questa lunga premessa? Perché la portinaia si rivela essere anche una cuoca dai gusti ricercati, amante del pesce e degli aromi. Come questa tagine di pesce. ( Qui la ricetta originale marocchina )

“Renée, profeta delle élite contemporanee. <<E perché no, perché no>> mi dico, tirando fuori dalla sporta la fetta di polmone di vitello per il gatto e riesumando poi, più in basso, ben incartati in una busta di plastica anonima, due filettini di triglia di sabbia che ho intenzione di lasciar marinare e poi cuocere in succo di limone profumato di coriandolo. “

                                   [L’eleganza del riccio, M. Barbery]

TAGINE DI PESCE CON CHERMOULA
( per due persone)

2 filetti di triglia

2 filetti di gallinella

1hg peperoni verdi dolci

150 gr carote

Salsa al coriandolo 

1 mazzetto coriandolo fresco
( o prezzemolo se non lo trovate)

20 ml olio extravergine di oliva

succo 1/2 limone

sale fino qb

Salsa Chermoula

1 cucchiaino colmo di salsa al coriandolo

20 ml olio extravergine di oliva

1 spicchio di aglio

1 cucchiaino colmo di spezie miste
( zenzero, curcuma, paprika dolce, cannella, cardamomo, pepe nero, noce moscata, chiodi di garofano, timo, paprika piccante, coriandolo)

Procedimento

  1. Preparate le due salse.
    Tritate il coriandolo preferibilmente con la mezzaluna e mescolatelo con l’olio, il succo di limone e un pizzico di sale.
    Tritate grossolanamente l’aglio a coltello, unitelo alle spezie, all’olio e ad un cucchiaino colmo di salsa al coriandolo.
    Tenete da parte.
  2. Mondate le carote e i peperoni dolci. Tagliate entrambi a bastoncini.
    Levate dai filetti di pesce eventuali lische e squame.
  3. Disponete i filetti di pesce su un piatto e spennellateli con tutta la salsa al coriandolo.
  4. Trasferite le verdure nella tagina, conditele con tutta la Chermoula e mescolatele in modo che ne siano irrorate. Coprite e fate cuocere a fuoco bassissimo per 10 minuti: devono rimanere sode ma non opporre troppa resistenza al coltello. Se necessario, aggiungete altri 5 minuti di cottura, sempre coperte.
  5. Quando le verdure saranno pronte, disponete i filetti di pesce ordinatamente, coprite per altri 5 minuti: anche il pesce dovrà rimanere sodo ma cotto.
  6. Servite le verdure e i filetti di pesce tiepidi accompagnati a piacere con del cous cous aromatizzato con scorza di limone.

Con questa ricetta partecipo a #pagineaifornellicontest di Betulla

ricette veloci · speciali

Vin brulè ( o vino speciale aromatizzato)

vin brulè mulled wine vin chaud

Nel De coquinaria venne definito vino aromatico speciale, a base di spezie, datteri, zafferano e pistacchi; oggi lo conosciamo come vin brulè. Dal profumo penetrante di cannella e chiodi di garofano, con pezzetti di mela e arancia è il must have del periodo natalizio.
Dalle mie parti, viene spesso e volentieri servito durante le Feste dagli Alpini che lo travasano direttamente dal loro pentolone e lo servono insieme a fette di panettone o, perché no, con pane e salame.

Come tutte le ricette tramandate, non ce n’è una ufficiale, almeno che io sappia.
C’è chi lo preferisce gagliardo e chi invece più delicato, chi aggiunge l’anice stellato e chi invece la noce moscata. L’importante è scegliere un vino buono, anche se la storia narra  che sia stato inventato proprio per coprire il rancido del vino mal conservato.
Oltre ad essere una bevanda piacevole e corroborante, dal punto di vista nutraceutico le sue proprietà sono innegabili: è molto efficace contro il raffreddore e in generale le malattie respiratorie, combatte i primi sintomi degli stati influenzali ed ha una azione antibatterica dovuta alla presenza dell’alcol e dei chiodi di garofano.

E’ insomma il tipico comfort drink della stagione fredda e non servono scuse per gustarlo!

VIN BRULE’
( per due tazze circa)

Ingredienti

350 ml vino rosso corposo
( nel mio caso Marzemino vol 13°)

1/2 stecca di cannella

2 spicchi di arancia preferibilmente non trattata

5 – 6 chiodi di garofano

40 gr zucchero di canna

1/2 mela gialla

anice stellato e noce moscata a piacere

Procedimento

  1. Infilate i chiodi di garofano negli spicchi di arancia: nel caso sia trattata, tagliate al vivo; al contrario, tenete bure la buccia.
  2. Tagliate a tocchetti la mela: stesso discorso per la buccia.
  3. Versate tutti gli ingredienti in un pentolino, accendete a fiamma bassa e mescolate fino a che lo zucchero sia ben sciolto.
  4. Lasciate sul fuoco per dieci minuti: NON DEVE BOLLIRE, ma solo scaldarsi.
  5. Servite bollente guarnendo con anice stellato e noce moscata a piacere.

Per saperne di più, qui trovate un approfondimento.

colazione · torte & co

PIERNIKI

PIERNIKI

Il ‘Confidente di Melissa’ è un piccolo bar dove si incrociano le vite di clienti abituali e di gente di passaggio; dove tutti trovano conforto e il cameriere sorride alle ragazze; dove il cibo offerto rispecchia i ricordi di gioventù del proprietario.
Uno dei personaggi principali è Helia, una ragazza che si sente sempre fuori luogo, ridicola, poco popolare, fino a quando una signora dall’aria hippie e dalle mille vicissitudini la aiuta ad aprirsi al mondo.

Durante una delle sue incursioni al locale, Helia si accorge di un giovane cameriere con il quale però rompe il ghiaccio in maniera tragicomica.. tra una tazza di caffè, un pranzo veloce e un dolcetto..

” Aquellos dulces sicilianes con forma de caña eran uno de los motivos que conducian a Helia a El Confidente, pero la chica también se dejaba tentar por los brownies americanos, el dulche de leche argentino, los coulant franceses.. o las sabrosas galletas polacas. No sabìa si todas aquellas meravillas eran importadas o hechas en la propia cafeterìa.. ” 

[El amor huele a café, N.G. Bautista]

Tra tutte le cose buone citate nel testo, ho scelto le galletas polacas. A dir la verità pensavo fossero simili ai biscotti al burro danesi, per qualche strana analogia del mio cervello; invece, ho scoperto che ne esistono sia sottoforma di dolcetti fritti, chiamati Krushiki ( che potete trovare qui), sia sottoforma di biscotti profumatissimi chiamati Pierczki ( la cui ricetta ho trovato qui).
Ora, non sono riuscita a capire a quali si riferisse il testo, quindi sono andata a mia discrezione scegliendo i secondi. Ho aggiustato leggermente la ricetta di Mammager nella quantità di miele, visto che quello di castagno ha un sapore molto deciso, di zucchero, ed infine ho preferito il caffè della moka a quello solubile.

PIERNIKI
( per 2 teglie abbondanti)

Ingredienti

500 gr farina tipo 0

15 gr cacao amaro

5 gr lievito per dolci vanigliato

miscela di spezie ( vedi sotto)

80 ml caffè forte

125 gr miele di castagno

125 gr burro

125 gr zucchero di canna

1 uovo medio ( ca 60 gr)

Per la miscela di spezie

5 gr cannella in stecche

2 gr zenzero in polvere

3 gr pepe nero macinato

2 gr noce moscata

1 gr cumino ( facoltativo)

Procedimento

1.Fate scaldare il caffè e scioglietevi a fiamma bassissima il burro, lo zucchero e il miele. Fate raffreddare.

2. Preparate la miscela di spezie triturando finemente tutti gli ingredienti. Per comodità e dato che il mio robot da cucina non funziona bene con le piccole quantità, ho aggiunto circa 50 gr dalla farina totale nella brocca insieme alle spezie. Se avete un mortaio, utilizzate pure quello. Setacciate la farina rimasta, il cacao e il lievito in una ciotola capiente.

3. Se utilizzate la planetaria, accendetela, aggiungete l’uovo e a filo il caffè fino a che sia tutto assorbito. Quando il composto sarà omogeneo ma ancora viscoso e morbido, copritelo con della pellicola trasparente e mettetelo in frigorifero per almeno una notte, meglio se un paio di giorni.

4.Quando si sarà rassodato, prelevatene una parte e stendetela a sfoglia di circa 4-5 mm. Ricavate delle formine a piacere e infornate a 180°C per 10 minuti.
Caldi saranno ancora abbastanza morbidi, poi si solidificheranno.

Con questa ricetta partecipo a #pagineaifornellicontest di Betulla

Primi piatti · senza glutine

RISO AL BLU DI CAPRA E CURCUMA

riso blu di capra

La curcuma è una spezia profumata dal sapore non particolarmente marcato,
leggermente tostato e non invadente.
Io la utilizzo spesso nei risotti, negli impasti senza uova e nelle torte se l’impasto risulta troppo pallido. Abbinata alla frutta secca, ai formaggi, alle verdure oppure bevuta in tisana insieme allo zenzero o ai chiodi di garofano è una toccasana per l’organismo.
In questo riso ho scelto di ammorbidire il sapore deciso del blu di capra con curcuma e fiori eduli per dare una nota di colore ad un riso bianco semplice semplice.

RISO AL BLU DI CAPRA E CURCUMA
( per due persone)

Ingredienti

160 gr riso Roma o originario

ca 500 ml acqua

90 gr blu di capra fresco

40 gr burro

1 cucchiaino da caffè raso di curcuma

punta di cucchiaino di caffè di fecola

fiori eduli a piacere

Procedimento

1. Fate scaldare l’acqua e salatela leggermente. Prelevatene circa 1/4 e tenetela da parte al caldo. Buttate tutto il riso nell’acqua, coprite e fate cuocere fino ad assorbimento.

2. Aggiungete l’acqua tenuta da parte per evitare che attacchi. In tutto dovrebbe impiegare tra i 10 e i 15 minuti.

3. Quando il riso sarà cotto, aggiungete nella pentola il burro e il blu di capra a tocchetti. Non mescolate. Coprite e fate riposare due minuti.

4. In una tazzina mescolate la fecola, la curcuma e aggiungete goccia a goccia poca acqua fino ad ottenere una crema.

5. Scoperchiate il riso, mescolate velocemente.

6. Impiattate, decorate con la crema di curcuma e i fiori a piacere. Servite ben caldo.

antipasti · pesce e crostacei · ricette veloci · senza glutine

Storione in rosso all’acqua pazza

storione acqua pazza pomodoro

Dello storione avevo sempre assaggiato solo le uova: servite sotto forma di caviale, spalmate su crostini come antipasto nei ristoranti.
Non so perché ma nella mia testa pensavo che la carne avesse un sapore fangoso, simile al pesce gatto e intenso come il pesce azzurro. Mi sbagliavo completamente!
Il trancio bianco è delicato dal retrogusto di pesce di lago, non invadente né forte. Si presta ad essere consumato con salsa verde o con sughetti di accompagnamento.
In questo caso, l’abbinamento è all’acqua pazza con un fondo rosso di pomodoro in sostituzione dei pomodori freschi fuori stagione.

Nella ricetta originale, si utilizza il vino bianco ma avendo in casa un ottimo Chiaretto della Valtenesi fruttato e delicato ho preferito aggiungere quello. In origine, si dice che l’acqua pazza fosse così definita proprio per l’aggiunta di vino al brodo di cottura del pesce sulle barche dei pescatori.

STORIONE IN ROSSO ALL’ACQUA PAZZA
( per due persone)

Ingredienti

150 gr storione già pulito

150 gr pomodori a pezzetti + 100 ml acqua

30 ml Chiaretto

1/2 spicchio di aglio

15 ml olio extravergine di oliva

finocchietto qb

sale e pepe qb

prezzemolo qb

Procedimento

1. Tagliate l’aglio in due parti, fatelo rosolare nell’olio extravergine senza farlo bruciare.

2. Togliete la padella dal fuoco, levate l’aglio e aggiungete il pomodoro, il vino, gli aromi. Rimettete su fiamma bassissima. Fate insaporire per una decina di minuti aggiungendo l’acqua necessaria per evitare che asciughi troppo.

3. Unite lo storione e coprite con un coperchio.

4. Portate a cottura il pesce per 5 minuti. Regolate di sale.

5. Fate intiepidire e spolverate con il prezzemolo prima di servire.

Consiglio:

potete servirlo anche freddo nella stagione estiva sostituendo i pezzetti di pomodoro con pomodori freschi scottati e pelati. Se dovesse avanzare il sugo, usatelo per condire la pasta: una spaghettata all’acqua pazza abbinata al Chiaretto che dà sapore al sugo stupirà i vostri ospiti.

colazione · frutta · torte & co

Crostata integrale alle pere

crostata integrale alle pere

La crostata è ciò che di più semplice e tradizionale si possa immaginare. Perché come ha detto di recente il Maestro Massari <<..meglio un piatto semplice e tradizionale ben fatto che uno magari innovativo, ma mal realizzato >>.

CROSTATA INTEGRALE ALLE PERE
( per una teglia diam 22 – 24 cm)

Ingredienti

Per la frolla

125 gr zucchero di canna extrafine

125 gr burro a t ambiente

75 gr farina integrale di segale

175 gr farina tipo 0

1 uovo medio ( ca 60 gr)

baccello di vaniglia

sale 1 gr sciolto in un cucchiaio di latte

Per la farcitura

450 gr pere abate non troppo mature

30 gr burro

50 ml sciroppo al melograno ( oppure altro a piacere)

50 gr farina di mandorle

zucchero a velo qb

Procedimento per la frolla

  1. Lavorate a crema burro e zucchero di canna.
    Incidete nel senso della lunghezza il baccello di vaniglia e prelevate i semi da metà. Unite alla crema di burro.
  2. Aggiungete l’uovo e fatelo assorbire. Aggiungete il latte con il sale.
  3. Quando la crema sarà omogenea, unite in un colpo solo le farine e impastate velocemente senza scaldare troppo. Il composto deve risultare sabbioso.
  4. Preparate un foglio di pellicola per alimenti, versatevi l’impasto e compattatelo velocemente. Avvolgete e fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti, anche più se fa particolarmente caldo.

Procedimento per la farcitura

  1. Sciacquate le pere sotto acqua corrente e mondatele. Tagliatele a spicchi.
  2. In una padella fate sciogliere il burro a fiamma bassissima, aggiungete le pere e coprite per una decina di minuti. Devono rilasciare il succo e cominciare a sfrigolare.
  3. Aggiungete lo sciroppo, mescolate delicatamente e continuate la cottura ancora per 5 minuti. Le pere devono risultare morbide ma non spappolarsi.
  4. Fate intiepidire e frullate. Tenete da parte.

Composizione e cottura

  1. Accendete il forno a 180°C. Foderate lo stampo con carta forno oppure imburratelo abbondantemente.
  2. Dividete in due parti la pasta frolla. Stendete una parte ad un diametro poco più largo della tortiera e tenete in frigorifero l’altra.
  3. Trasferite nella tortiera e premete bene contro i bordi e sul fondo per evitare bolle d’aria. Distribuite metà della farina di mandorle sul fondo, aggiungete la purea di pere e terminate con la farina di mandorle rimasta. Mettete in frigorifero.
  4. Prendete la frolla avanzata e ricavate le strisce a piacere per la decorazione.
  5. Decorate la crostata con le strisce e infornate a 180°C per 10  minuti, 170°C per 15 minuti e 155°C fino a cottura ( nel mio forno ancora 20 minuti circa con gli ultimi 10 in modalità ventilata. ). La farcitura deve asciugarsi e formare una dorata e sottile crosticina.
  6. Fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo a piacere.

Nota bene:

con questa dose ho avanzato abbastanza impasto per altre due piccole crostatine. Se volete comunque potete congelarla.

in giro per eventi

Profumi di Mosto: Rossi e Chiaretti della Valtenesi

 

Domenica 8 ottobre ritorna immancabile l’appuntamento con ‘Profumi di Mosto’. Giunta alla XVI  edizione, la rassegna propone 3 itinerari tra le cantine della Valtenesi partendo dalla punta sud di Lonato del Garda fino al promontorio di San Felice del Benaco.
Dai rossi della Valtenesi al Chiaretto, ogni vino sarà accompagnato da un abbinamento gastronomico appositamente preparato da Ristoranti del territorio o dalle cantine stesse. Si va dai formaggi con marmellate e confetture al più elaborato Bocconcino di manzo in dolce cottura con salsa al Picedo e castagne, dai mignon dolci al piatto vegano per deliziare anche i palati più esigenti.
Come nelle ultime edizioni, si è deciso di affiancare al Garda Classico Rosso il fruttato e fresco Chiaretto: più corposo il primo, giovane il secondo.

La rassegna in pillola:

Cosa? La possibilità di visitare le principali cantine della Valtenesi, degustare vini rossi e Chiaretti, abbinare specialità gastronomiche. Tre itinerari, 21 cantine, 1 jolly e Villa Galnica dove poter degustare tutti i vini della manifestazione.
Dove? Tra le colline del Lago di Garda sponda bresciana da Lonato del Garda a San Felice del Benaco.
Quando? Domenica 8 ottobre 2017, dalle h 11 alle h 18.
Perché? Il personale delle cantine è a vostra disposizione per approfondire e accompagnare nella degustazione dei vini tipici della Valtenesi. Il consorzio offre l’opportunità agli appassionati o ai semplici curiosi di avvicinarsi a prodotti di eccellenza del territorio e fare il punto sulla vendemmia appena conclusa.
Come? I coupon ( 9 per ogni percorso) sono acquistabili sul sito profumidimosto.it al costo di 25€ oppure in loco la mattina stessa presso le cantine aderenti al costo di € 30. Vi è la possibilità di effettuare il percorso in autobus appositamente predisposto al costo aggiuntivo di € 15 con prenotazione on line.
Ai partecipanti verranno forniti anche il calice per la degustazione e la sacca portabicchiere.

NB: essendo un percorso ‘chiuso’, si svolgerà anche in caso di maltempo.